Sicurezza
In tutta la regione sequestrate 3 tonnellate di pesce
Non solo i controlli tra i supermercati di Livorno, ma anche in ogni angolo della Toscana. E alla fine sono state notificate multe per un totale di circa 92mila, per un totale di quasi 3 tonnellate...
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Non solo i controlli tra i supermercati di Livorno, ma anche in ogni angolo della Toscana. E alla fine sono state notificate multe per un totale di circa 92mila, per un totale di quasi 3 tonnellate di prodotti sequestrati (2,7 per la precisione). Sono i dati a livello regionale dell’operazione Dirty Market, disposta dal comando generale del corpo delle Capitanerie di porto e coordinata dalla Direzione marittima di Livorno nel periodo delle festività natalizie, con oltre 40 militari e 13 motovedette impegnate.
Dai 736 controlli sono scaturiti 62 illeciti e 41 sequestri tra attrezzature da pesca e prodotti ittici. Le ispezioni in mare hanno riguardato le attività di pesca degli operatori professionali e sportivi, a terra sono stati invece effettuati controlli in banchina, durante le operazioni di sbarco e nella registrazione del pescato, mentre sul territorio sono state passate al setaccio le operazioni di trasporto, distribuzione e vendita dei prodotti.
I sequestri hanno riguardato anche quantitativi di pesce scaduto, rinvenuti tra grossisti e ristoratori. Inoltre sono stati sanzionati i comandanti di alcuni pescherecci sorpresi a navigare in aree soggette a restrizione: le imbarcazioni sono state rilevate nelle zone tutelate da vincoli per la tutela ambientale attraverso i sistemi di monitoraggio delle sale operative.
«In alcuni casi, dove possibile - chiudono dalla Capitaneria - i prodotti sequestrati sono stati donati a enti caritatevoli, ovviamente dopo l’autorizzazione dell’Asl».
Dai 736 controlli sono scaturiti 62 illeciti e 41 sequestri tra attrezzature da pesca e prodotti ittici. Le ispezioni in mare hanno riguardato le attività di pesca degli operatori professionali e sportivi, a terra sono stati invece effettuati controlli in banchina, durante le operazioni di sbarco e nella registrazione del pescato, mentre sul territorio sono state passate al setaccio le operazioni di trasporto, distribuzione e vendita dei prodotti.
I sequestri hanno riguardato anche quantitativi di pesce scaduto, rinvenuti tra grossisti e ristoratori. Inoltre sono stati sanzionati i comandanti di alcuni pescherecci sorpresi a navigare in aree soggette a restrizione: le imbarcazioni sono state rilevate nelle zone tutelate da vincoli per la tutela ambientale attraverso i sistemi di monitoraggio delle sale operative.
«In alcuni casi, dove possibile - chiudono dalla Capitaneria - i prodotti sequestrati sono stati donati a enti caritatevoli, ovviamente dopo l’autorizzazione dell’Asl».
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