La protesta
Addio all’infermiera che aiutava i malati a casa
Maria Aleo aveva 68 anni e coordinava il servizio di assistenza domiciliare La sua famiglia aveva un ristorante al Castellaccio
LIVORNO. Quando strutturò e organizzò il servizio di assistenza domiciliare insieme ai medici Mandalis e La Comba, gettò le basi per un’attività tanto importante quanto rivoluzionaria per l’epoca. E nel corso dei decenni, da coordinatrice del servizio dagli anni ’80 al 2007, ha dimostrato sempre la sua disponibilità verso gli altri, verso chi aveva bisogno. Maria Aleo si occupava infatti di curare i malati a casa, mandando il personale dell’azienda sanitaria o delle cooperative nelle loro abitazioni: si è spenta nel primo pomeriggio di domenica scorsa in un letto del reparto di Cure palliative del nostro ospedale, dove era ricoverata da una decina di giorni. L’infermiera livornese aveva 68 anni ed era malata da marzo, ma la situazione era precipitata a giugno e gli ultimi, per la sua famiglia, sono stati mesi di grande sofferenza.
Da coordinatrice dell’Adi, l’Assistenza domiciliare integrata, Aleo aveva lavorato principalmente nella sede di via Fiera di Sant’Antonino, girando poi tra i distretti di via Ernesto Rossi, via Piave e via San Carlo. La 68enne lascia il marito Mario Ercole, spedizioniere in pensione, le figlie Valeria e Cristina, la prima titolare di un centro estetico in zona Magenta e la seconda casalinga, e i nipoti Diego, Alessio, Chiara e Martina. Una famiglia unita, splendida, che non ha mai lasciato Maria da sola. «Sua sorella Rosa è stata eccezionale», ripetono i suoi familiari. Rosa come il fratello Gaspare, molto conosciuto in città per lo storico ristorante che gestiva al Castellaccio fino a due anni fa, la trattoria Da Orestina. «Era diventato il ristorante di famiglia», aggiunge la figlia Valeria tra le lacrime e il dolore.
I funerali di Maria Aleo verranno si sono celebrati martedì 2 gennaio al santuario di Montenero, che l’infermiera frequentava spesso anche per il forte legame con il parroco e priore don Luca. «Fu lui a celebrare il funerale di mio fratello Andrea, l’altro suo figlio, qualche anno fa», sottolinea Valeria, che poi aggiunge: «Intanto vogliamo ringraziare tutti per l’affetto di queste ore, di questi giorni, poi chiediamo alle persone di non portare fiori al santuario, ma di fare opere di bene o donazioni al reparto di Cure palliative dell’ospedale. Sì, mia madre sarebbe contenta così». In fondo ha dedicato la sua vita agli altri, ad aiutare chi era in difficoltà e aveva bisogno di cure a casa.
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