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Leo il biondo, il primo uomo del millennio: compie 18 anni sognando la moda
Livornese, neo maggiorenne, studia e vola sui social: "Da un giorno all’altro non cambia niente, ma in prospettiva è tutto diverso"
Li chiamano millennials, i nati dal 2000 in poi. Etichette a parte, anche perché in realtà nei millennials rientrano pure i nati negli anni ’90, è quella generazione cresciuta a selfie, social e iPhone. Il Time li definisce «pigri, coccolati, narcisisti e superficiali». Sono ragazzi sempre connessi e sempre online, tra serie tv, post su Facebook, Instagram stories e risposte a tutto su Google, ragazzi che diventeranno maggiorenni nel nuovo anno. «Ma ora basta con questi stereotipi: il mondo cambia, gli stili di vita cambiano, e la gente ci critica solo perché non riesce a stare al passo con i tempi».
E poi: «Le persone puntano il dito contro di noi perché fanno parte di altre generazioni, ma in questo modo ci svalutano continuamente. E invece siamo soltanto ragazzi che stanno crescendo in un mondo diverso, fatto sì di tecnologia, social network e palestra tutti i giorni, ma anche di valori». Uno sfogo che arriva da uno dei primi Millennials toscani, il primo livornese nato nel 2000. Oggi Leonardo Quercioli studia da geometra, sta preparando gli esami di maturità e per il momento, dopo le prime sfilate a Livorno, sogna di sfondare nel mondo della moda: ha un profilo su ogni social network, dal classico Facebook al fotografico Tumblr, e pubblica immagini, citazioni e canzoni indie come ogni ragazzo a caccia di like. E il primo gennaio 2018, col nuovo anno, toccherà subito i 18 anni.
«Diventare maggiorenne mi fa pensare alle responsabilità, alle responsabilità in più - dice - è che vero che in fin dei conti è un numero, ma è altrettanto vero che le pressioni non mancano e in più ci sono gli esami di maturità. Da un giorno all’altro non cambia niente, ma in prospettiva è tutto diverso. Sinceramente non ho le idee così chiare sul futuro, a partire da quello che voglio fare da grande, ma credo che i ragazzi della mia età abbiano tutto il tempo per prendere le decisioni giuste».
Babbo vigile del fuoco e mamma infermiera, Leonardo ha vissuto e toccato il dramma dell’alluvione che ha distrutto Livorno quattro mesi fa. Lui è uno dei “bimbi motosi”, quei ragazzi che hanno commosso tutti per la voglia di aiutare e guardare oltre la disperazione: sono scesi per strada, hanno preso pale, secchi e stivali di gomma, sono entrati nei quartieri appena distrutti dalle onde di fango e hanno spalato per ore, per giorni.
È lì che la nuova generazione ha staccato gli occhi dagli smartphone e si è riscattata, liberando una città risucchiata da un fiume di cemento e ancora a pezzi per le nove vittime. «Io non abito in una delle zone colpite dal nubifragio, ma mia nonna sì - spiega - e la mattina successiva sono andato subito da lei per aiutarla: aveva il garage allagato, pieno di fango. E anche i suoi vicini di casa avevano lo stesso problema. Ho dato una mano insieme ad altri ragazzi del quartiere, credo che sia normale in una situazione del genere. Livorno è la mia città e non la cambierei con nessun’altra al mondo: vederla mezza distrutta mi ha ferito profondamente, ma è stata altrettanto toccante l’unione di quei giorni».
E se lui ha aiutato tanti livornesi con pale e secchi per strada, tornando a casa con maglietta e pantaloni pieni di mota, i suoi genitori hanno visto la disperazione negli occhi della gente. Babbo Maurizio, vigile del fuoco, ha lavorato per ore nei quartieri devastati dall’alluvione, cercando dispersi e liberando strade. Mamma Fulvia, infermiera all’ospedale di Livorno, ha soccorso feriti e gestito l’emergenza di quelle ore insieme a tanti colleghi. «Entrambi sono stati toccati dal punto di vista lavorativo, volevano dare una mano a tutti e hanno fatto il massimo. Sono stati eccezionali».
Per i millennials nati tra il gennaio e il febbraio del 2000, il prossimo è anche l’anno del primo voto. La scheda elettorale, le urne, la “X” su questo o quel partito. «Bella responsabilità», ribadisce Quercioli, anche se «non ho ancora deciso» e «mi informerò meglio nelle prossime settimane» in vista delle politiche del 4 marzo. È forse questa l’abisso tra le vecchie e le nuove generazioni: non tanto la cultura, quanto il disinteresse nei confronti della politica e di certe dinamiche. «È vero, lo riscontro in tanti miei coetanei, ma questo non può farci passare da ignoranti o superficiali. Io stesso penso di essere un ragazzo normale, serio, con la testa sulle spalle». E festeggerà Capodanno e compleanno in modo semplice, nella sua Livorno, «a cena con gli amici e poi sul lungomare per un brindisi».
Come quello che fecero babbo Maurizio e mamma Fulvia prima della mezzanotte di 18 anni fa, prima delle contrazioni e del parto alle 3 di notte. Leonardo, biondissimo da neonato e biondissimo ancora oggi, pesava 4 chili e 150 grammi. Il primo gennaio fa 18 anni. Andrà a cena con gli amici, spegnerà le candeline, risponderà a centinaia di auguri social. E pubblicherà tutto su Facebook.
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