Il Tirreno

Livorno

«Modello Garibaldi da esportare in Toscana»

di Matteo Scardigli
«Modello Garibaldi da esportare in Toscana»

Regione e Confesercenti “passano” il progetto di riqualificazione al Comune Bugli: «Da prevedere benefici fiscali». Ecco che ne sarà dei negozi Pop Up

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LIVORNO. «Livorno, una realtà da esportare in tutta la Toscana». L'assessore regionale Vittorio Bugli passa al Comune il testimone del progetto Pop Up Garibaldi, esempio virtuoso ed esperimento riuscito in vista della nuova legge regionale sul Commercio: «Il modello funziona. Daremo più potere ai sindaci, allo studio anche maggiori agevolazioni sui tributi».

E la vice-sindaca Stella Sorgente annuncia: «In arrivo nuovi finanziamenti per i giovani e la cultura, ma anche un giro di vite contro chi danneggia il quartiere». Regione, Comune, Confesercenti, giovani imprenditori, commercianti e residenti. Pop Up Garibaldi è un piccolo grande miracolo di sinergia della politica, con se stessa e con un territorio dalle molte difficoltà e tanta voglia di rinascere. Firenze ci ha messo in totale 115 mila euro, altri 35 mila ora ce li mette Livorno; per i Pop Upper non solo si allontana lo spettro della chiusura, ma anzi il 2018 si apre con nuove e stimolanti prospettive.

«Il lavoro è stato grande, la soddisfazione ancora maggiore» sottolinea per la Confesercenti Annalisa Coli, ringraziando abitanti e negozianti «per aver sostenuto il progetto nonostante le molte critiche». E a fianco della «comunità dei Garibaldini» si schiera ancora Sorgente, che elenca le novità in arrivo. «Con questi stanziamenti vogliamo mantenere gli attuali Pop Up e favorire l'apertura di nuove realtà, e sfruttando anche il palco appena realizzato mettere tutto a sistema per consolidare quanto fatto finora ed allo stesso tempo aggredire gli altri problemi del quartiere, cominciando con il nuovo regolamento di polizia urbana e l'installazione del sistema di videosorveglianza».

E proprio alla base della sicurezza, secondo Bugli, c’è «la riappropriazione che nasce dalla partecipazione, che restituisce identità e dignità ad un quartiere che un anno fa non era certo così». Pop Up Garibaldi piace e funziona, e l'assessore pensa già in grande.

«Le iniziative nate spontaneamente intorno al progetto sono un segnale positivo, e aziende e start-up di giovani credono sempre di più nel commercio. Servono dunque linee guida per tutti i Comuni, per far sì che questo modello possa diventare "automatismo" in ogni quartiere da riqualificare. Nella prossima legge sul Commercio - riassume Bugli - daremo ai sindaci maggiori poteri per segnalare le zone di intervento, per le quali Regione e Comune potranno anche prevedere il taglio di Irpet e Imu».

Nel frattempo i nostri Pop Upper possono stare tranquilli: «Stiamo cercando insieme altri fondi, anche da ristrutturare, per spostare le attività di chi ha fatto richiesta in ambienti più sostenibili» spiega Lorenza Soldani di Confesercenti. La nuova configurazione verrà svelata all'inizio dell'anno, al termine di una serie di incontri che coinvolgeranno anche i proprietari dei molti locali sfitti.

«Il rapporto con loro sarà determinante, bisogna fare appello al loro interesse mostrando loro la convenienza» prosegue Bugli, che poi conclude: «Creatività, temporaneità e rotazione insieme vanno ad arricchire il commercio stabile. Quando la rivitalizzazione si innesta in un quartiere tutti ne traggono beneficio».

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