Il Tirreno

Livorno

«In chiesa musica sacra, ho offerto un teatro ma la corale ha detto no»

«In chiesa musica sacra, ho offerto un teatro ma la corale ha detto no»

Dal santuario di Montenero la replica alle accuse di Springtime Ringraziato Nogarin, attacco a Belais («così offende i cattolici»)

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LIVORNO. «Alla corale Sprigtime la curia non ha negato il permesso di fare un concerto nel santuario ma semplicemente ha chiesto di rivisitare alcuni parti del repertorio per essere più in attinenza con il luogo sacro»: bisogna tener presente che «non tutti i cattolici» sono propensi che in luoghi sacri si svolgano «concerti con un programma che non rispecchi il luogo, e che luogo è Montenero! Ma questa revisione del programma non è stata accettata dal maestro Grasso». E’ il priore don Luca Giustarini a spiegare cosa c’è dietro l’altolà al concerto della corale previsto nel santuario montenerese, che era stato denunciato dal direttore Cristiano Grasso («scrivo per spirito di giustizia e non certo di contesa»).

Il priore parte «dalle direttive che in questi ultimi anni» la Chiesa ha dato in merito all'uso delle chiese consacrate per «manifestazioni che vanno al di fuori del sacro». Il religioso racconta che, in seguito al diniego, il vescovo Giusti ha personalmente chiesto alla Congregazione Vallombrosana «l'uso del Teatro di San Benedetto adiacente al Santuario per non perdere questa occasione d'incontro ma anche di aiuto per sostenere il progetto Adozioni a Distanza del compianto don Rodolfo Cherubini, monaco di Montenero». Ma «avendo ricevuto il rifiuto del maestro Cristiano Grasso ci siamo ritirati in buon ordine, poi gli articoli sul Tirreno mi hanno indotto a rompere il silenzio proprio per amore della giustizia».

E di fronte alla disponibilità del sindaco Nogarin di offrire uno spazio alternativo per tenere il concerto, il priore montenerese dice che «non posso che ringraziare la generosità» del sindaco ma, a suo giudizio, non è una soluzione accettabile perché «togliendo o traslando questa manifestazione fuori del Complesso del Santuario-Abbazia tradirei la memoria e gli intenti del fondatore di tale benefica opera».

Dunque ringrazia Nogarin ma respinge al mittente quelle che giudica «offensive esternazioni riportate sul Tirreno e attribuite all'assessore alla cultura Francesco Belais» («e poi dicono che l'inquisizione non c'è più, - aveva detto - Ma c'è poco da stupirsi, la Chiesa Cattolica non è nuova a posizioni quanto meno curiose»). Secondo il priore «un assessore alla cultura del Comune di Livorno che si esprime così offende la sensibilità di noi cattolici». E aggiunge: «Credo che la Chiesa Cattolica ha dato esempio di essere maestra di umanità e ha avuto il coraggio anche di confessare le proprie colpe passate e di chiederne perdono di fronte a tutta l'umanità. Prima di sparare giudizi è bene studiare anche l'evoluzione del pensiero della Chiesa cattolica romana già dopo il 1870 e poi specialmente dal Concilio Vaticano II in poi».

In concreto, per padre Giustarini non restano che due soluzioni. La prima: «per fare il concerto in santuario del Coro Springtime basta presentare un repertorio sacro». La seconda: «Se si vuol invece non presentare un repertorio sacro rimane sempre a disposizione il Teatro San Benedetto che è stato in questi giorni restaurato dopo l'alluvione del 10 settembre grazie alla bontà del nostro vescovo Simone». Il religioso esclude altre possibilità: «Se non si accettano queste due soluzioni l'Associazione Onlus Faggio Vallombrosano non può aderire ad altri programmi svolti fuori del complesso Santuario-Abbazia di Montenero».



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