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Livorno

«I bus? Aspettiamo il conto» Ipotesi “carta della città”

«I bus? Aspettiamo il conto» Ipotesi “carta della città”

Il Comune vuole scongiurare gli aumenti regionali ma deve trovare le risorse Chiesto un preventivo a Ctt. «Partire da abbonamenti, fasce deboli e residenti» 

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LIVORNO. Ha promesso che cercherà i soldi nel bilancio comunale per scongiurare l’aumento delle tariffe dei bus, partendo dagli abbonamenti, il sindaco Filippo Nogarin. Lo ha fatto a inizio dicembre, quando la Regione, di intesa con i Comuni, ha deciso che tra pochi mesi il biglietto per salire sugli autobus aumenterà (da 1.20 a 1.50 euro), insieme al costo degli abbonamenti (quello annuale, ad esempio, passerà da 269 a 310 euro). Ma al di là delle intenzioni politiche, e considerando che scongiurare gli aumenti avrebbe un significato – oltre che un effetto – importante, come pensa la giunta pentastellata di portare a casa il risultato? Insomma, quanto verrebbe a costare l’operazione e come potrebbero essere recuperati i soldi nelle pieghe del bilancio comunale?

Sono alcune delle domande messe sul tavolo del sindaco e dell’assessore alla mobilità, Giuseppe Vece, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Vece ha confermato di avere chiesto al Ctt una sorta di preventivo per capire quanti soldi il Comune dovrebbe versare all’azienda a copertura degli eventuali mancati aumenti per i cittadini.

«Siamo in attesa – ha risposto l’assessore – di sapere dalla Regione e dal Ctt a quanto ammonta per loro il maggior ricavo da tariffa. Una volta saputa questa cifra, possiamo fare il conto di quanto l’operazione ci viene a costare in bilancio».

In base alla somma, ha quindi aggiunto, «stiamo lavorando a una serie di ipotesi». Partendo dagli abbonamenti, prima che dai biglietti: l’ipotesi guardando agli abbonamenti è di «lasciarli inalterati o andarli a diminuire per alcune categorie come studenti, anziani, fasce di Isee». Poi fare lo stesso ragionamento «eventualmente anche per il biglietto». «Pensiamo di legarlo – ha aggiunto – a una specie di “carta della città” in modo da favorire i residenti». Perché «è per chi vive qui il problema e non per il turista che magari viene una volta all’anno e paga 1.50 euro». «Dobbiamo fare i conti – ha concluso – abbiamo qualche mese di tempo».

Juna Goti

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