Il Tirreno

Livorno

in sei nei guai dopo l’indagine dei carabinieri 

Così due orafi riciclavano gli oggetti rubati nelle case

Così due orafi riciclavano gli oggetti rubati nelle case

LIVORNO. Il meccanismo era piuttosto consolidato. I ladri mettevano a segno il colpo in una abitazione in provincia di Livorno (o anche di Pisa e altre zone della Toscana). Lo facevano sapendo di...

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LIVORNO. Il meccanismo era piuttosto consolidato. I ladri mettevano a segno il colpo in una abitazione in provincia di Livorno (o anche di Pisa e altre zone della Toscana). Lo facevano sapendo di poter contare sull’orafo di fiducia per smontare le pietre preziose e fondere l’oro. E così la refurtiva, secondo gli inquirenti, finiva in alcuni laboratori orafi, in particolare in uno di Cecina e uno di Pontedera, i cui titolari successivamente cedevano, sempre secondo le accuse, i monili a due fratelli gioiellieri di Lucca per la successiva immissione nel circuito legale. Parte dell’oro è stato fuso in lingotti.

Difficile a quel punto tracciarlo e dimostrarne la provenienza. Sono stati sequestrati monili d’oro per sei chili e anche alcuni lingotti, “frutto” di rapine e furti commessi nelle nostre zone: soprattutto a Collesalvetti e a Pisa così come a Riglione e Terricciola, ma anche a Camaiore, Vicopisano, Cascina, Casciana Terme e Pontedera. Secondo i carabinieri non mancano sporadici episodi commessi in altre aree del territorio nazionale, è di oltre 500 la stima dei furti collegati ai sei indagati.

Arresti domiciliari per quattro orefici e il carcere per due ladri, anche se la misura cautelare è stata eseguita solo per uno dei due, mentre l’altro da tempo si è reso irreperibile. Considerato che l'avviso di chiusura delle indagini della complessa operazione “Golden Daytona” era stato notificato a tutti gli indagati all’inizio del mese, il processo non dovrebbe tardare ad iniziare.

Ma ieri, dopo oltre un anno, l’inchiesta del pm Paola Rizzo, è arrivata alla sua conclusione. Sei i provvedimenti di custodia cautelare che hanno colpito quattro gioiellieri e orafi italiani e due giovani slavi. Agli arresti domiciliari sono finiti Vincenzo Celentano, 56 anni, titolare di un laboratorio orafo nel centro di Pontedera,; Giuseppe Cerri, detto “Peppino”, 48 anni, di Porcari; Rubio Cerri, 53 anni, di Altopascio; Pietro Spinella, 58 anni, di Cecina. In carcere è stato invece trasferito Avdus Haliti, 22 anni, di Coltano. Il suo complice, Agim Zuka, conosciuto come Jimmy, 35 anni, residente in via Podere Cincinnato, si è reso irreperibile subito dopo questa inchiesta ma anche per altri indagini in cui era rimasto coinvolto.

I provvedimenti cautelari, emessi dal Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze, giungono al termine di un lungo procedimento e dopo che Procura di Pisa (le indagini sono state svolte dai carabinieri della compagnia di Pontedera) e Tribunale non sempre si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Nel dicembre 2016 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa aveva respinto la richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura e i sei vennero indagati in stato di libertà, tant’è che gli orefici hanno continuato a lavorare. Il Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze, nel luglio scorso, accogliendo il ricorso della Procura pisana, aveva emesso ordinanze di custodia cautelare a carico degli indagati, con la successiva esecuzione subordinata al giudizio della Corte di Cassazione, la quale il 19 dicembre ha respinto il ricorso degli indagati e dato così efficacia al giudizio cautelare.

I primi sequestri risalgono al 6 novembre e al 22 dicembre 2015, rispettivamente a Cecina e a Piombino, effettuati a carico di un gioielliere, per oltre 1,5 chili di oro e 16mila euro in denaro contante. Il 21 aprile 2016 a Pontedera, Cecina e Lucca, altri sequestri a carico di due orafi e due gioiellieri, per oltre 4,5 chili di oro, orologi di pregio (tra cui 3 Rolex, uno provento di furto in provincia di Torino), munizionamento illecitamente detenuto (25 cartucce calibro 9x21), nonché una porzione di immobile adibito a laboratorio orafo clandestino.

(s.c.)

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di Redazione web