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Commissione sul disastro: la relazione di Ascione

LIVORNO. Doppia commissione speciale sull’alluvione ieri mattina, la prima quella di indagine, con l’audizione del segretario generale del Comune Giuseppe Ascione che ha illustrato la...

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LIVORNO. Doppia commissione speciale sull’alluvione ieri mattina, la prima quella di indagine, con l’audizione del segretario generale del Comune Giuseppe Ascione che ha illustrato la riorganizzazione della macrostruttura, alla luce – ha introdotto il presidente Yari De Filicaia (Pd) – delle eventuali criticità del sistema di protezione civile. La seconda, non di indagine, presieduta da Francesco Bastone (M5s), si è concentrata invece sull’aspetto delle criticità idrogeologiche per arrivare a dare indirizzi specifici urbanistici per mitigare il rischio. Ascione è partito dall’organizzazione precedente, in cui la Protezione civile, insieme al servizio idrogeologico, era affidata a Leonardo Gonnelli. «Dopo la revoca del direttore generale – ha spiegato Ascione – è iniziato un procedimento di studio sulla nuova organizzazione condotto prevalentemente dal sindaco», ha specificato il segretario, sentite le parti dirigenziali e i sindacati, che ha previsto di accorpare protezione civile, polizia municipale e sicurezza del cittadino: si trattò di una proposta che fu approvata a fine 2016, ma che aveva bisogno di essere attuata attraverso una serie di atti per fare entrare a regime la complessa struttura dei centri di responsabilità dirigenziali. Poi la questione dell’avvocatura civica ha fatto slittare di fatto l’entrata in funzione della macrostruttura, che per quanto riguarda la protezione civile è entrata in vigore il 10 agosto 2017, dopo cioè che è stata completata la procedura di assunzione della dirigente dell’avvocatura e che una trentina di agenti di polizia municipale sono stati interessati da un processo di formazione intensiva sul tema di protezione civile appunto. «La motivazione della scelta – ha sottolineato poi Ascione – sta nel fatto che la progressiva erosione del personale che il comune poteva mettere a disposizione ha determinato che ci si affidasse su una struttura corposa e che avesse capacità di allertamento collaudata h24, con una massa di manovra massiccia, come il corpo di polizia municipale». Alessandro Mazzacca (Livorno Libera) è tornato a quanto accaduto la sera del 10 settembre, mettendo all’indice la confusione organizzativa della struttura: «Il problema è che non sono stati chiamati ad agire i soggetti che erano disponibili – gli ha risposto il segretario generale – e parlo di tutti i tecnici comunali che sono tuttora a disposizione. C’è stato un momento di confusione – ha ammesso – che non credo dipenda dalla scelta organizzativa dell’ente». «È stata sottovalutata l’allerta da sindaco e comandante della polizia» , gli ha replicato Giuseppe Grillotti (LL). «Chi doveva far scattare l’allerta? ” , non certo un livello C» , ha ribattuto Elisa Amato (Forza Italia con Andrea Raspanti (Futuro) che le ha fatto eco parlando di «una catena di errori che non può essere imputabile all’errore di un singolo, ma alla probabile vulnerabilità della nuova organizzazione» .

Enrico Paradisi

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