Il Tirreno

Livorno

Evasione fiscale per oltre 200mila euro, sequestrati beni e immobili a un imprenditore livornese

Evasione fiscale per oltre 200mila euro, sequestrati beni e immobili a un imprenditore livornese

Livorno, ancora nei guai il 70enne Riccardo Garzelli: opera nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari

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LIVORNO. Evasione fiscale, nei guai un imprenditore livornese di 70 anni, Riccardo Garzelli, che opera nel settore delle locazioni immobiliari. Ed è proprio in questo settore che l'uomo è stato indagato dalla Procura, per aver omesso di dichiarare al fisco gli incassi delle locazioni del 2015 per oltre 212mila euro. All'uomo sono stati anche sequestrati soldi e un appartamento per un valore di 80mila euro.

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GUARDIA DI FINANZA CONTRO GLI EVASORI

Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno dato esecuzione, su ordine della Procura della Repubblica labronica (pubblico ministero Sabrina Carmazzi) ad un decreto - emesso dal Gip del Tribunale, Marco Sacquegna - finalizzato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per euro 80.375,50, riconducibili al settantenne imprenditore livornese attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari.

GUAI GIA' NEL MAGGIO SCORSO: 84 IMMOBILI SEQUESTRATI

Il provvedimento fa seguito ad un' altra misura cautelare che lo stesso personale della Guardia di Finanza aveva eseguito nei confronti del medesimo imprenditore, su ordine che stavolta era stato dato dal Gip di Lucca (Antonia Aracri), nel maggio di quest’anno, con il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, quote sociali e ben 84 immobili per circa 5,6 milioni di euro. Infatti, a seguito di indagini condotte dal 1° Nucleo Operativo del gruppo della Guardia di Finanza di Livorno era emerso che l’imprenditore livornese, con circa 500mila euro di debiti verso l’Erario per imposte relative ad affitti nel tempo incassati e mai pagate, con lo scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Erario, si era spogliato, nel 2014, di tutti i beni mobili e immobili di proprietà (ben 84 immobili, anche di pregio, e quote sociali), conferendoli in due trust (fissandone formalmente la sede a Lucca).

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AFFITTI AL NERO

Il non genuino scopo dell’operazione immobiliare architettata da Garzelli non era passata inosservata alle fiamme gialle livornesi che avevano appurato come l’imprenditore avesse, in buona sostanza, ceduto solo formalmente i suoi beni ai due trust, ma avesse continuato ad avere un potere di ampia gestione del patrimonio immobiliare, riscuotendo – tramite gli stessi trust - gli affitti per la locazione dei numerosi appartamenti, garage e locali commerciali. Inoltre, in relazione ai proventi così accumulati, i due trust (e, quindi, l’imprenditore ad essi retrostante) avevano sistematicamente omesso la presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, occultando all’Erario gli ulteriori ricavi percepiti.

FA FINTA DI CEDERE I BENI PER EVADERE LE TASSE

Svelato il fine, tutt’altro che lecito, dell’operazione così architettata, l’imprenditore era stato, dunque, denunciato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte alla Procura della Repubblica di Lucca.

I finanzieri del 1° nucleo operativo del gruppo di Livorno non si sono però fermati a tale risultato, ma hanno parallelamente analizzato a 360 gradi la posizione dell' imprenditore, così eseguendo nei suoi confronti un controllo fiscale al fine di valorizzare, anche sotto il profilo amministrativo, le risultanze dell’attività di polizia giudiziaria. Nei primi giorni del mese di ottobre 2017 è stato, quindi, concluso anche il controllo fiscale che ha consentito di appurare come l’imprenditore (tra gli anni 2014 e 2016) avesse occultato al fisco materia imponibile per oltre 400 mila euro, di cui per il solo 2015 ben 212.306,48 euro con una corrispondente Irpef evasa per 80.375,50 euro. Da qui la denuncia alla Procura della Repubblica di Livorno (competente in ragione del suo luogo di residenza e domicilio) per il reato di omessa dichiarazione per l’anno 2015 (risultando, per tale annualità, superate le condizioni di punibilità fissate dal Legislatore il quale ha previsto una pena da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione per chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi non presenta la prevista dichiarazione quando l'imposta evasa è superiore a cinquantamila euro).

NUOVI SEQUESTRI PREVENTIVI
All’esito delle nuove indagini, è stato così proposto il sequestro per equivalente del valore relativo alla citata imposta evasa; di conseguenza, nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, Marco Sacquegna, ha emesso un’ordinanza finalizzata al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, titoli, quote societarie e beni mobili registrati.

In sede di esecuzione del provvedimento cautelare, i militari hanno provveduto a ricostruire – anche valorizzando il patrimonio informativo a disposizione attraverso le molteplici banche dati in uso al Corpo - le disponibilità finanziarie e patrimoniali dell’imprenditore, così sottoponendo a vincolo cautelare denaro ed un appartamento per un valore complessivo di 80.375,50 euro.

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di Redazione web