Toscana
Arrestato ex titolare del pub il locale chiuso per un mese
di Gianni Tacchi
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Carmine ZerellaCarmine Zerella ha sparato in aria dopo una lite fuori dal locale di via Ginori. A casa del trentacinquenne livornese sono stati trovati anche proiettili da guerra e hashish
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LIVORNO. Le risse dello scorso agosto, a partire da quella filmata da un residente e condivisa sui social network da migliaia di livornesi, avevano fatto suonare l’allarme in zona Cavour. Violenze a colpi di bottiglie e sgabelli, lo spaccio e il controllo del territorio al centro di tutto. «È qui la nuova piazza del degrado», ripetevano i residenti. E continuano a ripeterlo, alla luce soprattutto dello sparo in aria di martedì sera.
Carmine Zerella, 35 anni, livornese di origini campane ed ex titolare del pub “La preda” di via Ginori, a pochi passi da piazza Cavour, prima ha discusso con due stranieri e poi ha esploso un colpo di pistola fuori dal locale per intimidirli: alcuni abitanti della zona hanno sentito lo sparo e hanno chiamato le forze dell’ordine, che sono intervenute e hanno ricostruito tutto trovando anche il bossolo dell’arma da fuoco sull’asfalto. Il 35enne, che aveva circa 350 grammi di hashish tra il retro del pub e il suo appartamento vicino a piazza della Repubblica, è stato arrestato e portato nel carcere delle Sughere, mentre per il locale all’angolo con via Mayer è scattata la chiusura per trenta giorni, provvedimento entrato in vigore ieri pomeriggio. E adesso commercianti e residenti di questa zona del centro tornano a chiedere più controlli «perché la situazione peggiora settimana dopo settimana, giorno dopo giorno».
IL BLITZ. Nell’abitazione di Zerella, durante la perquisizione delle forze dell’ordine nella notte tra martedì e mercoledì, sono stati rinvenuti proiettili anche da guerra, oltre a 3.500 euro in contanti e ad alcuni cellulari che fanno pensare a un’attività di spaccio costante. E proprio la droga, secondo quanto ricostruito dagli investigatori nelle ultime ore, potrebbe aver scatenato la lite tra il livornese e i due stranieri, con il primo che ha perso ulteriormente il controllo e ha sparato in aria: per il momento, però, non ci sono certezze sui motivi che hanno portato al caos scoppiato intorno alle 23 di Santo Stefano. Addosso a uno dei presenti in via Ginori, comunque, è stato trovato anche un coltello con delle tracce di droga.
LE ACCUSE. Il trentacinquenne, ancora proprietario del fondo commerciale, aveva appena dato l’attività in gestione ad altre persone, ma martedì sera era all’interno del locale. È stato arrestato per ricettazione (la pistola è risultata rubata), porto abusivo di arma da fuoco (non ha una licenza), detenzione di munizioni da guerra, spaccio di sostanze stupefacenti e per aver sparato in un luogo pubblico, visto che il colpo è stato esploso per strada. Il pub “La preda” potrà invece riaprire tra un mese, a fine gennaio, quanto scadranno i trenta giorni di chiusura imposti ieri mattina dalle forze dell’ordine: si tratta di un provvedimento ancor più repressivo rispetto a quello scattato ad agosto nei confronti del negozio di kebab di piazza Cavour, chiuso per quindici giorni dopo le risse nella zona e l’accoltellamento di un cliente all’interno del locale. «Gli episodi di violenza - sottolineano alcuni residenti e commercianti della zona - erano aumentati proprio in concomitanza con l’apertura di quel pub, poco più di due anni fa. Intorno ci sono anche altri locali, ma quello era non di rado al centro di problemi di convivenza con noi».
INDAGINI DEI CARABINIERI. Il nome di Carmine Zerella non è nuovo alle forze dell’ordine. Era già finito nel mirino delle forze dell’ordine per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area del porticciolo Nazario Sauro, accanto allo Scoglio della Regina, e venne arrestato dai carabinieri prima nel 2012 e poi nel 2015, al termine di due indagini fatte di blitz, pedinamenti, controlli e sequestri. E ora lo sparo in aria, l’hashish e le nuove accuse, tutto in una zona al centro dell’attenzione per il caos degli ultimi mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Carmine Zerella, 35 anni, livornese di origini campane ed ex titolare del pub “La preda” di via Ginori, a pochi passi da piazza Cavour, prima ha discusso con due stranieri e poi ha esploso un colpo di pistola fuori dal locale per intimidirli: alcuni abitanti della zona hanno sentito lo sparo e hanno chiamato le forze dell’ordine, che sono intervenute e hanno ricostruito tutto trovando anche il bossolo dell’arma da fuoco sull’asfalto. Il 35enne, che aveva circa 350 grammi di hashish tra il retro del pub e il suo appartamento vicino a piazza della Repubblica, è stato arrestato e portato nel carcere delle Sughere, mentre per il locale all’angolo con via Mayer è scattata la chiusura per trenta giorni, provvedimento entrato in vigore ieri pomeriggio. E adesso commercianti e residenti di questa zona del centro tornano a chiedere più controlli «perché la situazione peggiora settimana dopo settimana, giorno dopo giorno».
IL BLITZ. Nell’abitazione di Zerella, durante la perquisizione delle forze dell’ordine nella notte tra martedì e mercoledì, sono stati rinvenuti proiettili anche da guerra, oltre a 3.500 euro in contanti e ad alcuni cellulari che fanno pensare a un’attività di spaccio costante. E proprio la droga, secondo quanto ricostruito dagli investigatori nelle ultime ore, potrebbe aver scatenato la lite tra il livornese e i due stranieri, con il primo che ha perso ulteriormente il controllo e ha sparato in aria: per il momento, però, non ci sono certezze sui motivi che hanno portato al caos scoppiato intorno alle 23 di Santo Stefano. Addosso a uno dei presenti in via Ginori, comunque, è stato trovato anche un coltello con delle tracce di droga.
LE ACCUSE. Il trentacinquenne, ancora proprietario del fondo commerciale, aveva appena dato l’attività in gestione ad altre persone, ma martedì sera era all’interno del locale. È stato arrestato per ricettazione (la pistola è risultata rubata), porto abusivo di arma da fuoco (non ha una licenza), detenzione di munizioni da guerra, spaccio di sostanze stupefacenti e per aver sparato in un luogo pubblico, visto che il colpo è stato esploso per strada. Il pub “La preda” potrà invece riaprire tra un mese, a fine gennaio, quanto scadranno i trenta giorni di chiusura imposti ieri mattina dalle forze dell’ordine: si tratta di un provvedimento ancor più repressivo rispetto a quello scattato ad agosto nei confronti del negozio di kebab di piazza Cavour, chiuso per quindici giorni dopo le risse nella zona e l’accoltellamento di un cliente all’interno del locale. «Gli episodi di violenza - sottolineano alcuni residenti e commercianti della zona - erano aumentati proprio in concomitanza con l’apertura di quel pub, poco più di due anni fa. Intorno ci sono anche altri locali, ma quello era non di rado al centro di problemi di convivenza con noi».
INDAGINI DEI CARABINIERI. Il nome di Carmine Zerella non è nuovo alle forze dell’ordine. Era già finito nel mirino delle forze dell’ordine per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area del porticciolo Nazario Sauro, accanto allo Scoglio della Regina, e venne arrestato dai carabinieri prima nel 2012 e poi nel 2015, al termine di due indagini fatte di blitz, pedinamenti, controlli e sequestri. E ora lo sparo in aria, l’hashish e le nuove accuse, tutto in una zona al centro dell’attenzione per il caos degli ultimi mesi.
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