Gioco
Manovra economica, rush finale sui contratti per scuola, sanità ed enti pubblici
Dopo la firma dell’accordo alla vigilia di Natale, il governo al tavolo con i sindacati per il rinnovo dei contratti di 3 milioni di lavoratori
ROMA. Dopo i ministeri, l’Inps, l’Inail e le agenzie fiscali è il momento della firma per scuola, sanità ed enti locali. Governo al lavoro per chiudere tutti i contratti degli statali. Il 22 dicembre scorso si sono definiti gli accordi per 250mila lavoratori e presto ci sarà l’ok della Corte dei conti che dovrà verificare la congruità delle coperture finanziarie. Definito questo passaggio, ad inizio gennaio si arriverà al rinnovo, appunto, dei comparti scuola, sanità ed enti locali, che rappresentano ancora il grosso comparto del pubblico impiego e che comprende 3 milioni di lavoratori. «Bisogna accelerare, visto che le linee generali sono state definite e gli atti di indirizzo già ci sono», ha spiegato ieri il segretario confederale Uil, Antonio Foccillo.
Scuola. La trattativa per il rinnovo del comparto “Istruzione e ricerca” appare quello più vicino. L’obiettivo dei sindacati è far confluire nel contratto nazionale, che coinvolge circa 900mila dipendenti, tutte le risorse della “Buona scuola”, 200 milioni di euro che vengono utilizzati per premiare gli insegnanti più bravi. Poi c’è la “carta dei professori”. Si tratta di altri 380 milioni: 500 euro da spendere per l’aggiornamento professionale. In totale, quasi 600 milioni. Spostare questi finanziamenti sul contratto nazionale cambierebbe in maniera significativa i termini del rinnovo in quanto si tratterebbe di soldi non più vincolati alle spese. Sommati al rinnovo base che riguarda tutti gli statali (85 euro) e al bonus Renzi (80 euro), farebbero comunque quasi 200 euro al mese.
Sanità. Per quanto riguarda il comparto della sanità, oltre all’aumento di 85 euro e alla conferma del bonus Renzi da 80 euro, i sindacati chiedono 15 euro mensili aggiuntivi per tutto il personale appartenente alle categorie A, B e C; l’armonizzazione contrattuale economica e giuridica per tutto il personale sanitario e non, oltre l’aggiornamento delle indennità notturna. A questo, si aggiungono altri cavalli di battaglia del sindacato, come la riqualificazione economica e giuridica dell’operatore socio sanitario e la valorizzazione del personale amministrativo, tecnico e operaio.
Enti locali. Quanto al contratto dei lavoratori degli enti locali, il negoziato cade in una fase molto delicata: l’ampliamento del turn over, deciso 6 mesi fa attraverso la manovrina correttiva, e l’avvio della maxi-staffetta generazionale prodotta dai pensionamenti, mettono in calendario, per il 2018, 80mila nuovi ingressi nella Pa. Sindaci e presidenti di Regione spingono per essere aiutati a finanziare gli 1,6 miliardi di costi per i nuovi contratti dei dipendenti e con la legge di Bilancio il governo ha consentito loro la possibilità di utilizzare (in deroga alle norme della contabilità armonizzata) gli accantonamenti del fondo pluriennale.
Intanto, secondo quanto stabilito dal contratto sulla Pa centrale sottoscritto prima di Natale, una commissione ad hoc aggiornerà, entro maggio 2018, i sistemi di classificazione professionale delle amministrazioni statali. I mestieri cambiano, seguendo in primis l’onda delle “nuove tecnologie”, con i “travet” che diventano sempre più 4.0. Ad essere mutato è però anche il modo di lavorare, ed ecco che la commissione valuterà l’inserimento di nuove figure. Tra i candidati ad entrare nei nuovi elenchi: gli esperti del web, del coding, ma anche i giornalisti.
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