Il Tirreno

Livorno

Per far pace scriverò a Babbo Natale

Per far pace scriverò a Babbo Natale

E sull’ospedale: «Fosse stato a Montenero con l’alluvione sarebbe rimasto isolato»

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LIVORNO. «Nella letterina di Babbo Natale il sindaco chiederà di poter avere un rapporto recuperato, o migliore, con il nostro vescovo... pisano». Quell’aggettivo, “pisano”, ieri mattina Filippo Nogarin l’ha messo lì come la stella sulla punta dell’abete. Una chiara punzecchiatura in direzione di Simone Giusti quando gli è stato chiesto se il 2018 potrà essere l’anno della “pace” con il monsignore. Perché tra i due, il sindaco della città e il vescovo dei livornesi, negli ultimi mesi le tensioni si sono viste. Dopo il botta e risposta al vetriolo fuori dal duomo, al termine dei funerali delle vittime dell’alluvione, spesso più delle polemiche hanno parlato i silenzi e le assenze. L’ultima solo pochi giorni fa, quando nessun rappresentante dell’amministrazione comunale si è presentato all’inaugurazione della grande mensa per i poveri voluta dalla diocesi e dalla Caritas in Corea (il primo seme del Villaggio della Carità in fase di realizzazione grazie al contributo di più parti, dai soldi dell’8 per mille agli aiuti di Fondazione Livorno e famiglia Neri). «Non ce l’ho con lui», risponde Nogarin al microfono riferendosi al vescovo: «Indubbiamente ci sono state delle frizioni tra me e il monsignore, ma non c’è la proprietà transitiva verso tutta la diocesi. Io ho grande stima per la stragrande maggioranza delle persone che quotidianamente si mettono a disposizione: i preti, le parrocchie... con loro presto vorrò intraprendere un dialogo maggiore, visto che con il monsignore – dice – è diventato molto più difficile». E la chiude così: chiedendo «al monsignore» di «pregare» affinché il 2018 possa essere l’anno della “pace”. «Io ce la metterò tutta, il profilo istituzionale mi impone di provarci...».

Di fronte alle domande, non arrivano solo punzecchiature in direzione del vescovo, ma anche della Regione. In particolare quando al sindaco viene chiesto conto dell’ospedale e del limbo che non è ancora stato superato dopo il no a Montenero. Pochi giorni fa, al convegno organizzato dal vescovo, l’assessora Stefania Saccardi ha detto che il Comune non può tenersi i 3.5 milioni di euro per la nuova viabilità che a suo tempo era connessa al nuovo presidio. «La questione dell’ospedale non può essere dibattuta in vescovado», reagisce in prima battuta Nogarin. Poi: «Sto ancora aspettando che venga rispettata la volontà della città che ha dimostrato di non volere l’ospedale a Montenero», è la versione di Nogarin. Che dice questa frase: «Se l’ospedale fosse stato lì dove lo voleva la vecchia giunta, sarebbe rimasto isolato per cinque giorni dopo l’alluvione». Quanto ai 3.5 milioni: «Rossi ha firmato un accordo collaterale dove si è impegnato a fare la fatidica rotatoria che è parte di quei 3.5 milioni». «C’è un accordo scritto, forse la Saccardi l’ha dimenticato», rincara l’assessore Alessandro Aurigi.

(j.g.)

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