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GRANDE DISTRIBUZIONE: IL CASO 

Unicoop accusa i sindacati «Grave scioperare a Natale»

Unicoop accusa i sindacati «Grave scioperare a Natale»

LIVORNO. Sciopero di otto ore nei punti vendita e presidio sindacale davanti alla sede di Vignale dalle 10: la protesta di oggi dei lavoratori Unicoop arriva proprio nel clou delle festivita...

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LIVORNO. Sciopero di otto ore nei punti vendita e presidio sindacale davanti alla sede di Vignale dalle 10: la protesta di oggi dei lavoratori Unicoop arriva proprio nel clou delle festivita natalizie, proclamata dai confederali mentre non aderisce l’Usb, che parla della «celebrazione di un rito, senza presupposti». La protesta è nazionale per il mancato rinnovo – da 4 anni – del contratto di lavoro nelle aziende associate a Federdistribuzione (mentre un contratto è stato siglato da chi sta con Confcommercio), ma per i lavoratori Unicoop è associato anche alla vertenza sul piano di ristrutturazione.

Unicoop con una nota commenta molto duramente lo sciopero di oggi, «che è finalizzato a impedire a soci e clienti della cooperativa di fare i loro acquisti e non contribuisce alla soluzione dei problemi che le organizzazioni sindacali pongono alla base delle loro rivendicazioni». Per l’azienda dunque si tratta di un fatto grave «per il periodo nel quale avviene e per le modalità che presenta, un’iniziativa di protesta indirizzata a penalizzare i risultati economici della cooperativa in contrasto con l’interesse di rilanciarla di soci, clienti e di chi vi lavora».

Certo è che oggi «la Cooperativa farà tutto quanto possibile per minimizzare il disagio per soci e clienti», mentre riguardo al tema del rinnovo contrattuale Unicoop ricorda «la disponibilità dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva che salvaguardi la capacità competitiva, garantisca un adeguato servizio e tuteli così anche l’occupazione».

Riguardo invece alla questione della riorganizzazione per Unicoop «è evidente come il risultato economico che stiamo conseguendo si collochi pienamente all’interno degli obiettivi del piano industriale adottato per il risanamento. Gli accordi sindacali sono stati rispettati evitando i licenziamenti, agevolando le uscite incentivate e facendo ricorso agli ammortizzatori sociali in misura ben più limitata di quanto inizialmente si potesse prevedere (massimo 62 persone in cassa integrazione) e ricollocando il personale dei negozi in chiusura come previsto dagli accordi».

L’azienda cita anche la realizzazione degli investimenti «finalizzati al miglior funzionamento complessivo e alla ristrutturazione di negozi in Toscana e Lazio per un importo totale di 17,5 milioni. Sulla gestione degli esuberi della sede la Cooperativa è disponibile a perfezionare l’accordo di utilizzo della Cigs, come evidenziato dalle organizzazioni sindacali, purché in tal modo non si disincentivi la ricollocazione degli esuberi nella rete di vendita».

In merito a eventuali future cessioni di punti vendita, il riferimento è alla Campania e Terracina, la cooperativa spiega di aver manifestato «la propria disponibilità a far sì che la cedibilità di un punto vendita sia annunciata con un preavviso più ampio di quello stabilito dalla normativa di legge». Se queste considerazioni non sono state giudicate sufficienti a evitare lo sciopero di oggi, l’azienda ritiene necessario, «se lo stato delle relazioni sindacali lo permetterà e vi sarà convergenza di intenti, riprendere il confronto con i sindacati per individuare tutte le soluzioni necessarie per proseguire nel percorso di rilancio della cooperativa».

(cloz)



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