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Livorno

«Salvaguardare i posti di lavoro»

«Salvaguardare i posti di lavoro»

LIVORNO. I sindacati hanno incontrato il custode giudiziario, Riccardo Forgeschi, che avrà il delicato compito di gestire di intesa con il tribunale la situazione delle due aziende sotto sequestro....

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LIVORNO. I sindacati hanno incontrato il custode giudiziario, Riccardo Forgeschi, che avrà il delicato compito di gestire di intesa con il tribunale la situazione delle due aziende sotto sequestro. Subito dopo hanno incontrato i vertici della prefettura: «Ci siamo attivati al fine di aprire un tavolo presso l’unità di crisi della Regione Toscana», hanno fatto sapere ieri dalla Fisascat Cisl. Perché accanto all’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che ha travolto Lonzi e Rari e portato all’arresto di sei persone, si apre il problema dei dipendenti. A casa e per il momento senza stipendio, per il blocco dei conti delle società.

In una nota, dopo essersi augurata che «le responsabilità vengano accertate fino in fondo e senza sconti», la Fisascat Cisl, in rappresentanza dei dipendenti della Lonzi metalli, chiede che «siano garantiti i livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori coinvolti».

Il lavoratori sono «già parte lesa in questa vicenda, anche a causa dei rischi per la loro salute a cui sono stati esposti, non possono subire anche l’ulteriore danno di perdere la retribuzione», commentano dal sindacato.

«Bisogna tutelare l'occupazione di settanta famiglie, Livorno non può più permettersi la perdita di così tanti posti di lavoro», interviene anche Giovanni Pardini.

Il segretario della Cisl esprime così la sua «solidarietà» ai lavoratori delle due aziende.

«Stiamo parlando – interviene – di settanta occupati e delle relative famiglie che vedono messo a rischio, per cause indipendenti dalla loro volontà, il loro posto di lavoro».

«Al riguardo – dice ancora il segretario della Cisl livornese– voglio precisare che i lavoratori, la cui integrità morale – scrive – non è messa in discussione, sono vittime di questa situazione e auspicare che vengano tutelati in ogni modo, in primis con la salvaguardia dei loro posti di lavoro, messi a rischio dalla chiusura delle due aziende incriminate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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