Il Tirreno

Livorno

Inchiesta rifiuti, società sportive in fuga dalla Lonzi e dalla Rari

di Gianni Tacchi e Juna Goti
Inchiesta rifiuti, società sportive in fuga dalla Lonzi e dalla Rari

Livorno, i ciclisti cambiano nome: lo sponsor era una delle aziende finite nei guai

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LIVORNO.  I rifiuti e la salute pubblica. Le pesanti accuse di chi indaga. Quelle intercettazioni («...che muoiano i bambini...») che, al di là delle eventuali responsabilità penali, hanno fatto rabbrividire. L’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari sei persone, compresi i vertici della Lonzi e della Rari, e che vede una cinquantina di indagati, è solo all’inizio.
E intorno alle due aziende livornesi, sotto sequestro da una settimana, si è scatenata la reazione della città. Quanto è accaduto ha infatti avuto i primi effetti oltre le carte dell’inchiesta giudiziaria. Ad esempio nel mondo dello sport, tra quei gruppi di amatori o quelle società sportive che in città hanno o avevano tra i loro sponsor le due aziende di rifiuti. C’è chi, come il Picchi, dovrà fare i conti con i tagli.
O chi ha deciso di cambiare nome, per non essere associato alla vicenda e per non diventare un bersaglio sui social e per strada: è il caso di un gruppo di ciclisti che si è trovato in difficoltà perché aveva il logo di Lonzi e Rari sulle magliette. Ma soprattutto ci sono gli effetti sui dipendenti. «Avverto l'ostilità della città», ha scritto uno di loro in una lettera inviata al Tirreno. Lettera in cui prende le distanze dalle frasi «disgustose svelate dalle intercettazioni». Ma chiede anche di tenere presenti le difficoltà di molti lavoratori.

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NASCE CICLISTICA AMARANTO.

Da giorni non è più il “gruppo ciclistico Lonzi metalli Rari”, ma la “asd Ciclistica amaranto”. E sulle nuove magliette non ci sarà il logo delle due aziende dei rifiuti, ma un ciclista che corre in un fascio di colori. La decisione di cambiare nome è stata presa dai soci del grande gruppo sportivo livornese che riunisce una cinquantina di ciclisti. Tutti amatori, un po’ di tutte le età. Tutti ciclisti per passione, impegnati nelle gare e nei ciclo-raduni del circuito Uisp.

Il gruppo, nato nel 2003 con il centro sociale Aamps, da qualche anno aveva tra i principali sponsor Lonzi e Rari. Finanziavano le magliette, da qui la decisione di prendere il nome delle due aziende. Ma in seguito all’inchiesta è stato deciso di cambiare. «La Lonzi – spiega il segretario Carmine De Matteis – era uno degli sponsor, finanziava solo una parte del vestiario. Dopo l’inchiesta è stata pubblicata su Fb una foto delle nostre maglie in un cassonetto. Ma noi non c’entriamo niente con tutto questo. Abbiamo solo perso uno sponsor e quindi cambiato nome. Non vogliamo essere associati a questa vicenda». Il cambio di nome è già stato comunicato all’Agenzia delle Entrate e alla Uisp, a ridosso del nuovo tesseramento. «Ci siamo trovati in difficoltà – spiega il presidente Giuliano Gazzetti – alcuni di noi sono stati apostrofati mentre pedalavano. Non c’era motivo di attaccare noi». L’attività ora va avanti come ciclistica amaranto. Con gli altri sponsor e sperando che ne arrivino di nuovi. «Aumenteremo un pochino la quota di iscrizione e avanti».

PICCHI E RIDIMENSIONAMENTO.

Il padre di Emiliano Lonzi, l’imprenditore livornese arrestato e finito ai domiciliari dopo l’inchiesta sui rifiuti d’oro, è un pezzo di storia dell’Armando Picchi. Leonetto Lonzi, 84 anni, è stato infatti tra i fondatori della società dilettantistica di calcio ed è ancora oggi uno dei soci. E il sostegno da parte di Emiliano, in termini di sponsorizzazioni, non è mai mancato nel corso degli anni, tanto che sulla maglia della prima squadra c’è il logo della Rari. Ma cosa cambia adesso? «Poco o niente - risponde Stefano Conti, il presidente del Picchi - questo contributo era destinato solo ed esclusivamente alla prima squadra, dove potrebbe esserci un ridimensionamento a partire dalla prossima stagione, ma per il settore giovanile e la scuola calcio non ci sono cambiamenti. D’altronde il vivaio va avanti con il volontariato, le quote d’iscrizione e i biglietti per assistere alle partite».

Conti non esclude comunque qualche ripercussione sul futuro della prima squadra, che tra l’altro è in zona playout nel campionato di Promozione e non dovrebbe intervenire sul mercato di riparazione. «Le due cose non sono legate - aggiunge il presidente amaranto - sicuramente in futuro, senza questa sponsorizzazione, punteremo ancora di più sui ragazzi cresciuti in casa. La scritta Rari sulle maglie? Per il momento resta».

 

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