Gioco
Lo sfogo di lenny Bottai RIVOLTO AL COMUNE
«Basta, pronto a chiudere senza una palestra idonea»
LIVORNO. «Nella mia palestra non facciamo volontariato, ma auto-reddito, cercando di rendere qualcosa alla comunità e senza nessun lavoro subordinato. La Spes Fortitude, infatti, ha prezzi popolari e...
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LIVORNO. «Nella mia palestra non facciamo volontariato, ma auto-reddito, cercando di rendere qualcosa alla comunità e senza nessun lavoro subordinato. La Spes Fortitude, infatti, ha prezzi popolari e organizza progetti sociali di inclusione con case famiglia, minori italiani e stranieri non accompagnati e detenuti. Spesso, per andare avanti, ho sostenuto io la società con la mia borsa, ma non possiamo andare avanti così. Abbiamo bisogno di una struttura adeguata, ma i bandi di assegnazione sono scaduti dal 2013 e da allora non c’è stata nessuna gara. Se questa situazione non cambia, a gennaio rendiamo le chiavi al Comune». Dà l’ultimatum all’amministrazione Lenny Bottai, il pugile che gestisce la Spes Fortitude, la palestra popolare livornese che dal 2008 ha sede nel ventre dell’Armando Picchi.
«La Fortitude è una società che si regge da sempre su un progetto sportivo e sociale. La boxe è uno sport in crisi perché gira con l’economia del territorio, se non ci sono privati che sostengono le manifestazioni queste non sono possibili. Livorno si dimostra un’eccellenza nel nostro sport ma non ha modo di esprimersi senza una mano di privati e istituzioni». E aggiunge: «Alla manifestazione che abbiamo organizzato venerdì scorso, sul ring sono saliti tre neo professionisti che mirano al titolo nazionale. E ci abbiamo rimesso 2mila euro. Per tamponare questa situazione e non perdere l’occasione, serve una struttura dedicata agli sport di lotta, dove fare le manifestazioni e sviluppare un progetto ampio, con continuità e senza aumentare le spese con i noleggi di impianti e ring che non possiamo acquistare e custodire dove siamo».
Il problema, dunque, riguarda la logistica. Perché la palestra allestita all’interno dello stadio è piccola e ridotta male. «È una palestra di 120 metri quadri senza finestre, con giorni e orari intermittenti, dettati dalle partite. Io il progetto l’ho fatto, autosostenibile: serve solo spazio, ma ancora non si sa chi ci deve dare una risposta. Eppure altre discipline vengono ascoltate e seminano debiti, rendendo poco alla comunità. Nel 2008 ci misero qui e ci dissero che sarebbe stata una soluzione temporanea. Ci siamo sempre. Quando, in serie A, Aldo Spinelli si lamentò delle condizioni dello stadio, il Comune intervenne con un restauro. Ma si disinteressò della palestra. Non chiedo soldi, ma agibilità. Chi amministra lo sport dovrebbe essere messo davanti alle proprie responsabilità». E il riferimento è all’assessore allo sport Andrea Morini. «Non è venuto nemmeno venerdì a vedere la gara e non mi ascolta - chiude Bottai - i a febbraio sarò in Francia per il titolo dell’unione europea, eppure non c’è uno sponsor in città: questa cosa non può andar bene».
Nicolò Cecioni
«La Fortitude è una società che si regge da sempre su un progetto sportivo e sociale. La boxe è uno sport in crisi perché gira con l’economia del territorio, se non ci sono privati che sostengono le manifestazioni queste non sono possibili. Livorno si dimostra un’eccellenza nel nostro sport ma non ha modo di esprimersi senza una mano di privati e istituzioni». E aggiunge: «Alla manifestazione che abbiamo organizzato venerdì scorso, sul ring sono saliti tre neo professionisti che mirano al titolo nazionale. E ci abbiamo rimesso 2mila euro. Per tamponare questa situazione e non perdere l’occasione, serve una struttura dedicata agli sport di lotta, dove fare le manifestazioni e sviluppare un progetto ampio, con continuità e senza aumentare le spese con i noleggi di impianti e ring che non possiamo acquistare e custodire dove siamo».
Il problema, dunque, riguarda la logistica. Perché la palestra allestita all’interno dello stadio è piccola e ridotta male. «È una palestra di 120 metri quadri senza finestre, con giorni e orari intermittenti, dettati dalle partite. Io il progetto l’ho fatto, autosostenibile: serve solo spazio, ma ancora non si sa chi ci deve dare una risposta. Eppure altre discipline vengono ascoltate e seminano debiti, rendendo poco alla comunità. Nel 2008 ci misero qui e ci dissero che sarebbe stata una soluzione temporanea. Ci siamo sempre. Quando, in serie A, Aldo Spinelli si lamentò delle condizioni dello stadio, il Comune intervenne con un restauro. Ma si disinteressò della palestra. Non chiedo soldi, ma agibilità. Chi amministra lo sport dovrebbe essere messo davanti alle proprie responsabilità». E il riferimento è all’assessore allo sport Andrea Morini. «Non è venuto nemmeno venerdì a vedere la gara e non mi ascolta - chiude Bottai - i a febbraio sarò in Francia per il titolo dell’unione europea, eppure non c’è uno sponsor in città: questa cosa non può andar bene».
Nicolò Cecioni
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