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Accademia, licenziata la prof di lingue. Cgil: colpa dell’appalto
Livorno, Il sindacato contesta i criteri cambiati in extremis dal ministero. «Negato il rispetto del contratto, dimezzati i compensi»
LIVORNO. I nuovi criteri degli appalti nei corsi di lingue straniere («anche di livello universitario») seguiti dal ministero delle difesa per le basi di Livorno, Taranto, Brindisi, La Maddalena si trasformano in un boomerang per il personale: a denunciarlo è il sindacato Cgil di categoria fissando lo sguardo sul caso di una docente che ha perso il posto di lavoro («licenziata per aver chiesto il rispetto dei diritti»). Stiamo parlando del bando messo in pista in primavera, riguarda un servizio che nelle quattro basi indicate coinvolge una trentina di insegnanti «perlopiù madrelingua»: scadenza il 20 aprile. Ma già l’indomani subisce una modifica: «Da requisito di scuole paritaria si passa a scuole di formazione, senza quindi riconoscimento da parte del ministero», dice il sindacat. o
Non solo: il bando – si afferma – «non inserisce la clausola di salvaguardia per i docenti madrelingua impegnati nell’insegnamento e che hanno svolto la loro attività da circa 17 anni con professionalità uniche guadagnate sul campo». La Flc Cgil segnala che «come da copione il consorzio che vince l’appalto la International School of Languages Srl di Napoli, non riconosce il diritto a conservare il contratto collettivo nazionale, l’anzianità maturata, il tempo indeterminato, una paga adeguata».
L’ente gestore (Mariugcra) viene accusato di puntare «al massimo ribasso»: l’offerta vincitrice «abbatte del 15% il costo» e riesce a prevalere grazie all’offerta al ribasso «mentre sulla qualità il punteggio risulta essere più basso». Ilo sindacato denuncia che per prima costa è stato sostituito il contratto sottoscritto dalle organizzazioni più rappresentative con quello firmato da due associazioni professionali e dall’Ugl, «peggiorando di molto le condizioni di lavoro».
Non basta: 1) ci vuole «più di un mese» per arrivare a un «contratto a tempo determinato per un anno»; 2) restano orari e carichi di lavoro ma si propone «una notula spese e quindi la perdita dei versamenti previdenziali». I docenti – viene sottolineato – «non lasciano immediatamente il lavoro per senso di responsabilità poiché i corsi erano già iniziati»: ma da un compenso di 1000-1300 euro «nella prima busta trovano meno di 600 euro» e «alle proteste di una delle docenti corrisponde l’immediato licenziamento senza preavviso dato che, dopo 17 anni, si è imposto un periodo di prova che notoriamente consente il licenziamento senza preavviso». Qualcosa del genere era già avvenuto anche a Brindisi. La contropoarte risponde picche e ora il sindacato anmnuncia che «sosterrà la lavoratrice per le via legali a difesa dei diritti e delle corrette relazioni fra lavoratori e datori di lavoro».
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