Lutto
Minaccia bidella col coltello denunciato uno studente
di Gianni Tacchi
Il grave episodio all’Orlando: il minore è stato fermato dai colleghi della donna «Aggredita perché aveva fatto vedere il suo libretto delle assenze al padre»
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LIVORNO. A scuola con il coltello. Stavolta non per tagliare la carta o spaventare qualcuno, come accaduto neanche un mese fa con una ragazza sospesa e denunciata al Tribunale per i minorenni, ma per minacciare una bidella dell’istituto. Un episodio sconcertante, davanti agli occhi dei compagni di classe e di altri studenti della scuola. Un gesto inquietante, tra la paura per una situazione che stava precipitando e la prontezza di chi è intervenuto per fermare l’adolescente. E qui non c’entra il bullismo, ma si tratta di una reazione che nasconde inconsapevolezza del gesto e che scaturisce probabilmente da un un contesto familiare difficile.
Lo studente ha preso il coltello da casa, l’ha nascosto nello zaino e una volta arrivato a scuola, all’istituto professionale Orlando, l’ha tirato fuori davanti alla bidella che voleva minacciare: lei, una livornese di 65 anni, si è accorta subito del gesto e ha iniziato a gridare, attirando l’attenzione dei colleghi che hanno fermato il ragazzo. E da piazza Due Giugno, intorno alle 8,40 di ieri mattina, è partita subito la chiamata alla polizia, con gli agenti che sono arrivati nel giro di pochi minuti e hanno ricostruito il grave episodio grazie anche alle testimonianze del personale della scuola: l’adolescente, identificato e portato in questura, è stato denunciato per minacce al Tribunale per i minorenni, mentre la bidella - sotto choc - è andata al pronto soccorso per accertamenti.
Ma perché l’alunno ha minacciato la bidella? C’erano stati degli screzi? Era accaduto qualcosa nei giorni precedenti? L’adolescente, almeno secondo quanto raccolto, ha reagito così perché la donna - il giorno prima, martedì mattina - avrebbe mostrato il libretto scolastico a suo padre, andato a scuola per i colloqui con i professori e per verificare le presenze e le assenze del figlio: probabilmente non era a conoscenza del registro elettronico. Sarebbe stata lei, forse su indicazione della segreteria, ad andare nella classe del ragazzo e a chiedergli il libretto. L’uomo, una volta scoperte alcune giustificazioni con le sue firme falsificate dal ragazzo, avrebbe perso il controllo: ha chiamato suo figlio fuori dalla classe e l’avrebbe picchiato violentemente nell’atrio della scuola, tanto che il personale dell’Orlando ha cercato di calmarlo e tutti sono rimasti sconvolti dall’episodio. «L’ha preso a calci e pugni», sottolinea chi ha assistito alla lite tra padre e figlio. Ma per il ragazzo la colpa era soprattutto della bidella che, sempre secondo lui, non doveva far vedere il libretto delle giustificazioni a suo padre. Ecco quello che sarebbe il motivo della reazione, del coltello e della minaccia di ieri mattina, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali o repliche da parte dell’istituto.
Oltre alla bidella dell’Orlando, scuola superiore che rientra nel polo tecnologico professionale che comprende anche il Buontalenti e il Nautico-Cappellini, è stata soccorsa la madre dell’adolescente, portata all’ospedale dai soccorritori intervenuti subito in piazza Due Giugno: anche lei, che aveva accompagnato il figlio a scuola ed era ancora nei dintorni della scuola quando è scoppiato il caos, era sotto choc, ma fortunatamente non ci sono state ulteriori complicazioni.
Dopo la denuncia per minacce al Tribunale per i Minorenni, resta da capire se la scuola prenderà provvedimenti - ed eventualmente quali - nei confronti del ragazzo.
Per il momento dall’istituto Orlando, contattato dal Tirreno sia nella mattinata che nel tardo pomeriggio di ieri, hanno preferito non commentare l’episodio. Resta comunque la gravità del gesto, con il ragazzo che è andato nell’atrio dell’istituto con il coltello e l’ha estratto davanti alla bidella, aiutata dai colleghi e finita comunque all’ospedale perché sconvolta. E così continua a suonare l’allarme tra le nuove generazioni e le nostre scuole, viste anche le due evacuazioni dell’ultima settimana - prima all’Iti e poi al Vespucci - per l’uso dello spray al peperoncino in classe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo studente ha preso il coltello da casa, l’ha nascosto nello zaino e una volta arrivato a scuola, all’istituto professionale Orlando, l’ha tirato fuori davanti alla bidella che voleva minacciare: lei, una livornese di 65 anni, si è accorta subito del gesto e ha iniziato a gridare, attirando l’attenzione dei colleghi che hanno fermato il ragazzo. E da piazza Due Giugno, intorno alle 8,40 di ieri mattina, è partita subito la chiamata alla polizia, con gli agenti che sono arrivati nel giro di pochi minuti e hanno ricostruito il grave episodio grazie anche alle testimonianze del personale della scuola: l’adolescente, identificato e portato in questura, è stato denunciato per minacce al Tribunale per i minorenni, mentre la bidella - sotto choc - è andata al pronto soccorso per accertamenti.
Ma perché l’alunno ha minacciato la bidella? C’erano stati degli screzi? Era accaduto qualcosa nei giorni precedenti? L’adolescente, almeno secondo quanto raccolto, ha reagito così perché la donna - il giorno prima, martedì mattina - avrebbe mostrato il libretto scolastico a suo padre, andato a scuola per i colloqui con i professori e per verificare le presenze e le assenze del figlio: probabilmente non era a conoscenza del registro elettronico. Sarebbe stata lei, forse su indicazione della segreteria, ad andare nella classe del ragazzo e a chiedergli il libretto. L’uomo, una volta scoperte alcune giustificazioni con le sue firme falsificate dal ragazzo, avrebbe perso il controllo: ha chiamato suo figlio fuori dalla classe e l’avrebbe picchiato violentemente nell’atrio della scuola, tanto che il personale dell’Orlando ha cercato di calmarlo e tutti sono rimasti sconvolti dall’episodio. «L’ha preso a calci e pugni», sottolinea chi ha assistito alla lite tra padre e figlio. Ma per il ragazzo la colpa era soprattutto della bidella che, sempre secondo lui, non doveva far vedere il libretto delle giustificazioni a suo padre. Ecco quello che sarebbe il motivo della reazione, del coltello e della minaccia di ieri mattina, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali o repliche da parte dell’istituto.
Oltre alla bidella dell’Orlando, scuola superiore che rientra nel polo tecnologico professionale che comprende anche il Buontalenti e il Nautico-Cappellini, è stata soccorsa la madre dell’adolescente, portata all’ospedale dai soccorritori intervenuti subito in piazza Due Giugno: anche lei, che aveva accompagnato il figlio a scuola ed era ancora nei dintorni della scuola quando è scoppiato il caos, era sotto choc, ma fortunatamente non ci sono state ulteriori complicazioni.
Dopo la denuncia per minacce al Tribunale per i Minorenni, resta da capire se la scuola prenderà provvedimenti - ed eventualmente quali - nei confronti del ragazzo.
Per il momento dall’istituto Orlando, contattato dal Tirreno sia nella mattinata che nel tardo pomeriggio di ieri, hanno preferito non commentare l’episodio. Resta comunque la gravità del gesto, con il ragazzo che è andato nell’atrio dell’istituto con il coltello e l’ha estratto davanti alla bidella, aiutata dai colleghi e finita comunque all’ospedale perché sconvolta. E così continua a suonare l’allarme tra le nuove generazioni e le nostre scuole, viste anche le due evacuazioni dell’ultima settimana - prima all’Iti e poi al Vespucci - per l’uso dello spray al peperoncino in classe.
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