Gioco
«Chi ha di più deve aiutare gli altri»
Piero Neri ricorda le umili origini della sua famiglia: la mensa intitolata a Tito
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LIVORNO. «Anche noi siamo partiti dal basso, ma dopo 120 anni di imprenditoria non ci siamo dimenticati le nostre origini». Piero Neri e la sua società hanno contribuito alla realizzazione del Villaggio della Carità con una delle fette più grosse delle donazioni private.
La mensa di fraternità del Villaggio (alloggiata al piano terra del primo lotto pre-inaugurato dal vescovo Simone Giusti) sarà intitolata al capostipite Tito, che con i suoi sforzi insieme al fratello Alfredo seppe consolidare e sviluppare ulteriormente la società fondata dal padre Costante alla fine dell’Ottocento conquistando i titoli di Commendatore e Grande Ufficiale, infine insignito del cavalierato del lavoro dal presidente Giuseppe Saragat.
«Anche lui è stato nominato Cavaliere, ed è stato per giunta eletto alla guida del Gruppo Toscano» ricorda suor Raffaella Spiezio.
Non hanno dimenticato le origini, i Neri di oggi, e la scalata fatta di sudore, intuizioni, abnegazione e lavoro, dai tempi in cui erano stivatori sugli scali Novi Lena e poi risicatori e poi “zavorranti".
La vicinanza a quelle radici, che affondano nella cultura del lavoro, in qualche modo ritorna a chi di lavoro ha un disperato bisogno, sotto forma di donazione tangibile. «Ringrazio tutti voi per il vostro impegno» si limita ad aggiungere Piero Neri, rivolto a suor Raffaella e idealmente a tutti i 600 volontari della Caritas da lei rappresentati: «Io stesso mi sento e sono un lavoratore, e capisco la necessità di chi non ha il lavoro».
Il contributo alla realizzazione del Villaggio della Carità si aggiunge alle altre iniziative in cui il gruppo Neri è impegnato tra scuola e beneficenza: il sostegno all'istituto Nautico e alle associazioni di volontariato impegnate nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, e inoltre la collaborazione con l'organizzazione “Il Porto dei Piccoli”.
(m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La mensa di fraternità del Villaggio (alloggiata al piano terra del primo lotto pre-inaugurato dal vescovo Simone Giusti) sarà intitolata al capostipite Tito, che con i suoi sforzi insieme al fratello Alfredo seppe consolidare e sviluppare ulteriormente la società fondata dal padre Costante alla fine dell’Ottocento conquistando i titoli di Commendatore e Grande Ufficiale, infine insignito del cavalierato del lavoro dal presidente Giuseppe Saragat.
«Anche lui è stato nominato Cavaliere, ed è stato per giunta eletto alla guida del Gruppo Toscano» ricorda suor Raffaella Spiezio.
Non hanno dimenticato le origini, i Neri di oggi, e la scalata fatta di sudore, intuizioni, abnegazione e lavoro, dai tempi in cui erano stivatori sugli scali Novi Lena e poi risicatori e poi “zavorranti".
La vicinanza a quelle radici, che affondano nella cultura del lavoro, in qualche modo ritorna a chi di lavoro ha un disperato bisogno, sotto forma di donazione tangibile. «Ringrazio tutti voi per il vostro impegno» si limita ad aggiungere Piero Neri, rivolto a suor Raffaella e idealmente a tutti i 600 volontari della Caritas da lei rappresentati: «Io stesso mi sento e sono un lavoratore, e capisco la necessità di chi non ha il lavoro».
Il contributo alla realizzazione del Villaggio della Carità si aggiunge alle altre iniziative in cui il gruppo Neri è impegnato tra scuola e beneficenza: il sostegno all'istituto Nautico e alle associazioni di volontariato impegnate nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, e inoltre la collaborazione con l'organizzazione “Il Porto dei Piccoli”.
(m.s.)
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