Gioco
Telefonate moleste, Grasso: «Votare subito per cambiare volto alla legge sul telemarketing»
Il presidente: «Pronto a concedere la sede deliberante per il sì definitivo al Senato». Il voto possibile entro giovedì
ROMA. L’impegno formale, Pietro Grasso lo prende durante la consegna del premio giornalistico Giustolisi. Si impegna a concedere l’iter accelerato per l’approvazione della legge contro il telemarketing aggressivo. Le parole del presidente del Senato sono inequivocabili: «Se la commissione alla quale è assegnato il provvedimento mi chiede la deliberante, sono pronto ad autorizzarla».
Si parla di procedure, ma mai come in questo momento la procedura è sostanza per la riforma della legge contro le chiamate commerciali indesiderate. Il provvedimento mercoledì è stato approvato in via definitiva alla Camera. Una votazione in sede legislativa: come se fossero in aula, le commissioni Attività produttive e Lavori pubblici hanno approvato all’unanimità la riforma del Registro delle Opposizioni. In pochi minuti, 42 deputati su 42 presenti hanno consentito a tutti gli italiani di iscrivere in un elenco speciale tutti i numeri telefonici assegnati, oltre 118 milioni. E di proteggerli, con questa iscrizione, da chiamate commerciali prive di un consenso preventivo. Una vera rivoluzione, visto che finora in Italia solo i numeri di telefono pubblicati negli elenchi telefonici (quindi neppure i fissi riservati) hanno avuto la possibilità di utilizzare lo scudo contro il telemarketing aggressivo.
La legge, però, non è esecutiva. Manca ancora il voto del Senato. Manca perché il testo, che Palazzo Madama aveva votato il 2 agosto 2017, è stato modificato alla Camera. E’ stato ritoccato su richiesta dei sindacati e delle associazioni di categoria per salvaguardare da 25.000 a 40.000 posti di lavoro nei call center. Perciò ora deve essere di nuovo approvato al Senato. Ma l’iter si è già messo in moto.
La Camera ha già trasmesso il provvedimento al Senato. La commissione lavori pubblici di Palazzo Madama, presieduta dal senatore Altero Matteoli, ha già chiesto l’autorizzazione a (ri)approvare la riforma del Registro delle Opposizioni in sede deliberante, con l’iter velocizzato, senza passare dall’aula. Ora può anche contare sulla garanzia che il presidente Grasso autorizzerà questa procedura: «Se la commissione competente mi chiederà la deliberante - conferma il presidente Grasso - la concederò senza problemi. Semmai sollecitiamo il governo a dare il parere sul provvedimento».
Su questo la commissione Lavori pubblici non sembra pessimista. Anzi. Prevede di acquisirlo insieme ai pareri (consultivi) delle commissioni affari costituzionali, giustizia, bilancio magari già martedì. E questo consentirebbe di votare la legge entro giovedì. In ogni caso entro la fine della legislatura.
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