Gioco
Due giorni al freddo per capire la causa dell’intossicazione
di Gianni Tacchi
Stop al riscaldamento, i pompieri effettueranno altre analisi Dimessi dall’ospedale i sei che avevano accusato dei malori
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LIVORNO. Sono rimasti fuori casa fino alle 1 di notte tra sabato e domenica, mentre i vigili del fuoco controllavano il loro condominio ed effettuavano delle misurazioni con gli strumenti necessari per capire la causa delle intossicazioni. Poi, una volta esclusa la presunta fuga di monossido di carbonio che aveva preoccupato i residenti, il via libera per rientrare nei loro appartamenti.
E ora, come spiegano gli stessi abitanti del palazzo di Colline evacuato nella tarda serata di sabato, «dovremo stare due giorni (ieri e oggi, ndr) senza riscaldamenti perché verranno altri tecnici a fare ulteriori verifiche». Insomma, non è ancora chiaro il motivo che ha portato sei persone all’ospedale, tutte lievemente intossicate: alcuni sono stati dimessi subito senza particolari complicazioni, altri sono invece rimasti sotto osservazione qualche ora in più, ma comunque nessuno è in condizioni critiche.
I pompieri sono stati chiamati al civico 9 di via Anna Frank intorno alle 21,40 di sabato sera, mentre alcuni residenti del palazzo lamentavano tosse, problemi respiratori e nausea. «Venite, c’è un odore acre in tutto il condominio e non riusciamo a capire il perché», è stata la telefonata ricevuta dal comando provinciale dei vigili del fuoco, che poi ha allertato la centrale operativa del 118 per i soccorsi (sul posto c’erano due ambulanze della pubblica assistenza). Inizialmente si pensava a una fuga di monossido di carbonio, gas pericoloso e difficile da riconoscere perché inodore e incolore, da un appartamento al secondo piano: la causa sarebbe stata il malfunzionamento del sistema di riscaldamento, ma le misurazioni per il rilevamento di sostanze gassose - ripetute anche nella mattinata di ieri per precauzione - hanno escluso questa ipotesi.
«Ci siamo spaventati subito - spiegano i residenti del palazzo di tre piani evacuato dai vigili del fuoco - qui vivono anche un bambino di 2 anni e una signora anziana, ma per fortuna anche loro stanno bene. Il problema è che non sappiamo ancora cosa sia accaduto. Ci hanno detto che verranno altri tecnici a fare ulteriori misurazioni e controlli, in modo tale da chiarire questa presunta fuga di gas, ma nel frattempo non possiamo accendere i riscaldamenti: con il freddo di questi giorni non è il massimo, però ci adeguiamo per non rischiare».
E ora, come spiegano gli stessi abitanti del palazzo di Colline evacuato nella tarda serata di sabato, «dovremo stare due giorni (ieri e oggi, ndr) senza riscaldamenti perché verranno altri tecnici a fare ulteriori verifiche». Insomma, non è ancora chiaro il motivo che ha portato sei persone all’ospedale, tutte lievemente intossicate: alcuni sono stati dimessi subito senza particolari complicazioni, altri sono invece rimasti sotto osservazione qualche ora in più, ma comunque nessuno è in condizioni critiche.
I pompieri sono stati chiamati al civico 9 di via Anna Frank intorno alle 21,40 di sabato sera, mentre alcuni residenti del palazzo lamentavano tosse, problemi respiratori e nausea. «Venite, c’è un odore acre in tutto il condominio e non riusciamo a capire il perché», è stata la telefonata ricevuta dal comando provinciale dei vigili del fuoco, che poi ha allertato la centrale operativa del 118 per i soccorsi (sul posto c’erano due ambulanze della pubblica assistenza). Inizialmente si pensava a una fuga di monossido di carbonio, gas pericoloso e difficile da riconoscere perché inodore e incolore, da un appartamento al secondo piano: la causa sarebbe stata il malfunzionamento del sistema di riscaldamento, ma le misurazioni per il rilevamento di sostanze gassose - ripetute anche nella mattinata di ieri per precauzione - hanno escluso questa ipotesi.
«Ci siamo spaventati subito - spiegano i residenti del palazzo di tre piani evacuato dai vigili del fuoco - qui vivono anche un bambino di 2 anni e una signora anziana, ma per fortuna anche loro stanno bene. Il problema è che non sappiamo ancora cosa sia accaduto. Ci hanno detto che verranno altri tecnici a fare ulteriori misurazioni e controlli, in modo tale da chiarire questa presunta fuga di gas, ma nel frattempo non possiamo accendere i riscaldamenti: con il freddo di questi giorni non è il massimo, però ci adeguiamo per non rischiare».
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