Il Tirreno

Livorno

Case popolari, tremila inquilini non in regola: partono gli avvisi di Casalp

di Juna Goti
Case popolari, tremila inquilini non in regola: partono gli avvisi di Casalp

Inviati i solleciti a chi non ha ancora presentato la certificazione obbligatoria Ci sarà tempo fino alla fine dell’anno, poi scatterà il maxi canone 

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LIVORNO. La coda davanti agli sportelli, nella mattina di venerdì 15 dicembre, è arrivata fino alla porta di ingresso. A decine si sono presentati nella sede di Casalp nel giorno di scadenza della consegna dei dati sul reddito, obbligatoria per legge. In realtà per presentare l’Isee e la dichiarazione dei redditi, con tutte le autocertificazioni del caso, gli inquilini delle case popolari avranno tempo ancora un paio di settimane, fino a fine dicembre. Il punto è che se entro quella data non si metteranno in regola, a gennaio si troveranno a pagare il cosiddetto canone sanzionatorio: in altre parole nella cassetta della posta troveranno un bollettino con l’affitto massimo, quello che viene richiesto a chi si trova nella fascia di reddito più alta.

Inviati 3mila solleciti. È la presidente di Casalp, Vanessa Soriani, a ricordare che ogni due anni gli inquilini delle case popolari devono fare il punto sulla loro situazione reddituale: questo serve alla società per aggiornare i canoni e per verificare che le famiglie abbiano ancora il diritto di vivere nella casa popolare. «Quest’anno – spiega Soriani – abbiamo fatto un progetto di collaborazione con i Caf e vari sindacati che in tutto il territorio provinciale hanno partecipato alla nostra manifestazione di interesse: a differenza degli altri anni, la documentazione è stata quindi raccolta non direttamente da noi, ma dai Caf, che ogni quindici giorni ci hanno poi mandato un aggiornamento».

La presidente aggiunge che «nei mesi passati abbiamo inviato tre lettere agli assegnatari per ricordare che quest’anno avrebbero dovuto consegnare Isee e dichiarazione dei redditi». Sta di fatto che dieci giorni fa nelle banche dati di Casalp mancavano all’appello ancora 3mila famiglie ed è stato deciso di inviare altrettanti solleciti.
Attenzione: come spiega la stessa Soriani, è possibile che il sollecito sia arrivato sia a chi non aveva ancora consegnato la documentazione (né ai patronati né alla società, per via telematica), sia a chi magari nel frattempo, tra la spedizione e l’arrivo delle lettere, si era già messo in regola (o addirittura lo aveva fatto nei giorni precedenti, ma Casalp non era ancora stata aggiornata). C’erano anche molti di questi inquilini tra quelli che ieri e giovedì si sono messi in fila per chiedere spiegazioni e chiarire la propria posizione.

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Rischio canone maggiorato. Ma cosa rischia chi non si mette in regola? Intanto la presidente fa sapere che gli inquilini potranno mettersi in regola sia attraverso i Caf che attraverso l’azienda, senza incappare in conseguenze, ancora per un paio di settimane, fino a fine dicembre. «L’azienda continuerà a ritirare le documentazione sui redditi anche dopo, ma ai patronati – sottolinea la presidente – l’Isee dovrà essere calcolato entro il 31 dicembre. Attenzione, quindi, perché non siamo noi a poter rilasciare questo tipo di certificazione».

La mancata presentazione della documentazione richiesta, come si legge negli avvisi della società, comporterà «l’applicazione del canone massimo» e anche «sanzione pecuniaria» e «decadenza dell’assegnazione» (procedura, questa, che passa nelle mani del Comune). «Nei prossimi mesi – chiarisce Soriani – gli inquilini potranno sempre venire per chiarire la loro posizione, ma se non presenteranno la documentazione entro fine dicembre, a gennaio, come prevede la normativa, si vedranno applicare il canone sanzionatorio». Tradotto: «Anche se non si trovano nella fascia di reddito più alta, dovranno pagare il canone massimo, che è intorno ai 300 euro di affitto, al netto delle spese».
 

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