Sicurezza
Il Mascagni è salvo (e diventerà statale)
di Enrico Paradisi
La commissione sancisce l’autonomia dal consorzio in liquidazione Da Comune e Provincia risorse per tre anni in attesa del decreto
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LIVORNO. Il Mascagni è salvo. Ieri è stata ampia e totale la convergenza della commissione cultura sulla nuova convenzione per il conservatorio, gioiello tutto livornese: sancita l’autonomia dell’istituto dal vecchio consorzio con Provincia e Comune, ormai in liquidazione, garantendo per i prossimi tre anni le risorse finanziarie necessarie al suo pieno funzionamento in attesa della conclusione del processo di statalizzazione.
Con la liquidazione del vecchio consorzio la convenzione rende inoltre piena autonomia all’istituto, confermando dal Comune per il 2018-2020 l’erogazione della somma di 920mila euro annuali per il triennio. La Provincia si impegna invece a garantire 250 mila euro per il prossimo anno e si impegnerà per la stessa cifra negli anni seguenti (compatibilmente con i vincoli di bilancio dell’ente) oltre a garantire il comodato d’uso gratuito della sede che è di sua proprietà. Tutto questo vale ovviamente fino alla approvazione dell’emendamento e dei successivi decreti attuativi.
Nella convenzione oltre a riconoscere il valore culturale del Mascagni, ritenuto centrale nella diffusione della cultura musicale del territorio, è prevista anche l’attività “esterna” dell’istituto che si impegna a organizzare concerti al Goldoni e altre iniziative.
Marco Luise, presidente del Mascagni, ha ripercorso brevemente la storia dell’istituto, fiore all’occhiello di una città che nel dopoguerra voleva risollevarsi, e che nel 1978 è stato considerato alla pari dei conservatori statali, fino ad arrivare al 2006 allo statuto autonomo che lo ha trasformato in vero è proprio istituto universitario. «Oggi si sancisce la definitiva autonomia del Mascagni dal consorzio, grazie alla nuova convenzione che ci darà la possibilità di essere autonomi e pronti alla statalizzazione», ha confermato il presidente. Un processo già inserito nell’emendamento che vale per tutti i 17 istituti ex parificati del paese (più le 4 accademie delle belle arti) che farà uscire il Mascagni da quella sensazione di essere figli di un dio minore, con l’unica incertezza legata ai necessari e successivi decreti attuativi del ministero che devono essere fatti nel più breve tempo possibile: ed è su questo ultimo punto che si dovrà vigilare, ha spiegato Luise.
Con la liquidazione del vecchio consorzio la convenzione rende inoltre piena autonomia all’istituto, confermando dal Comune per il 2018-2020 l’erogazione della somma di 920mila euro annuali per il triennio. La Provincia si impegna invece a garantire 250 mila euro per il prossimo anno e si impegnerà per la stessa cifra negli anni seguenti (compatibilmente con i vincoli di bilancio dell’ente) oltre a garantire il comodato d’uso gratuito della sede che è di sua proprietà. Tutto questo vale ovviamente fino alla approvazione dell’emendamento e dei successivi decreti attuativi.
Nella convenzione oltre a riconoscere il valore culturale del Mascagni, ritenuto centrale nella diffusione della cultura musicale del territorio, è prevista anche l’attività “esterna” dell’istituto che si impegna a organizzare concerti al Goldoni e altre iniziative.
Marco Luise, presidente del Mascagni, ha ripercorso brevemente la storia dell’istituto, fiore all’occhiello di una città che nel dopoguerra voleva risollevarsi, e che nel 1978 è stato considerato alla pari dei conservatori statali, fino ad arrivare al 2006 allo statuto autonomo che lo ha trasformato in vero è proprio istituto universitario. «Oggi si sancisce la definitiva autonomia del Mascagni dal consorzio, grazie alla nuova convenzione che ci darà la possibilità di essere autonomi e pronti alla statalizzazione», ha confermato il presidente. Un processo già inserito nell’emendamento che vale per tutti i 17 istituti ex parificati del paese (più le 4 accademie delle belle arti) che farà uscire il Mascagni da quella sensazione di essere figli di un dio minore, con l’unica incertezza legata ai necessari e successivi decreti attuativi del ministero che devono essere fatti nel più breve tempo possibile: ed è su questo ultimo punto che si dovrà vigilare, ha spiegato Luise.
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