Il Tirreno

Livorno

ORA RICORDATEVI DELL’ODISSEA DI NOI PRECARI

«Il precariato è una ferita aperta per molti lavoratori che vivono nel timore di perdere la propria occupazione. La precarietà è immorale: questo uccide la dignità, uccide la salute, uccide la...

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«Il precariato è una ferita aperta per molti lavoratori che vivono nel timore di perdere la propria occupazione. La precarietà è immorale: questo uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società». Inizio questa riflessione con le parole di Papa Francesco, parole che ricalcano fedelmente la realtà che oggi molti lavoratori precari stanno vivendo, essendo anch'io un lavoratore precario della Porto di Livorno 2000.

La Porto di Livorno 2000, ad oggi è un'azienda di proprietà Autorità Portuale e Camera di Commercio, una società economicamente solida e con un'importante mole di lavoro nel comparto croceristico e traghetti.

Purtroppo ad oggi troviamo una situazione lavorativa pessima, per quanto riguarda sia i lavoratori a tempo indeterminato e quelli tempo determinato.

La precarietà in questa società è il frutto di una gestione immobilista, individualista e incapace di costruire un piano industriale del lavoro, che possa creare occupazione, visto la mole di lavoro che svolge, invece di esternalizzare.

Il bene comune, la trasparenza, la coerenza, il buon lavoro dovrebbero essere elementi che contraddistinguono aziende pubbliche come questa, ed essere esempio alle tante realtà lavorative: invece troviamo uno scenario totalmente differente, dove l'incapacità, l'arroganza, l'attaccamento alle poltrone prevalgono sulle scelte strategiche di crescita.

La Porto di Livorno 2000 dovrebbe essere, come si dice, un fiore all'occhiello per la nostra città: il motore di lancio, per un'economia non solo portuale, ma che investa l'economia cittadina, lavorando a stretto contatto con le istituzioni livornesi.

Dopo le ultime notizie, a mio avviso positive, la proprietà, dopo pressioni del sindacato Cgil, ha deciso di nominare un nuovo presidente, che possa lavorare a tempo pieno e a pieni poteri, per risolvere e gestire, le tantissime problematiche che affliggono questa azienda, ormai da tre anni ad oggi;dando la speranza di un futuro più roseo e una dignità lavorativa a tutti i lavoratori della Porto di Livorno 2000 e una crescita economica per la città di Livorno.



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