La protesta
Nogarin: «Prima o poi ci sarà piazza Ciampi»
di Maria Giorgia Corolini
Il sindaco alla cerimonia nel 97° anniversario della nascita dello statista livornese «L’intitolazione avverrà, magari quando non sarò più io il primo cittadino»
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LIVORNO. A poco più di un anno dalla scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, nel giorno esatto della ricorrenza della nascita - il 9 dicembre del 1920 - il sindaco Filippo Nogarin ha voluto rendere ufficialmente omaggio al nostro concittadino più autorevole di sempre, sperando in qualche modo di allontanare la polemica politica scoppiata nelle scorse settimane intorno alla mancata intitolazione di uno spazio cittadino all'ex presidente per colpa dei dissidi interni alla maggioranza pentastellata.
«È pur sempre il Presidente della Repubblica, una figura di rilievo internazionale che la città ha il dovere di onorare - ha detto il sindaco parlando con la stampa - eravamo abituati a festeggiarlo in altri modi, con altri tempi, ma è importante continuare a farlo».
A celebrare l'ex presidente, al cimitero della Misericordia di via dell'Ardenza erano presenti, oltre al sindaco e al nipote Paolo Ciampi, il nuovo capo di gabinetto Antonio Bertelli, il viceprefetto Sabatina Antonelli, il questore Orazio D'Anna e i rappresentanti delle forze dell'ordine cittadine. Tutti riuniti di fronte alla cappella della famiglia Ciampi per alcuni minuti di raccoglimento, prima di rendere omaggio al sepolcro dell'ex presidente a due a due.
Una cerimonia snella, formale, veloce, ma guai a parlare di tensioni: «Nessun attrito con il sindaco, anzi: siamo stati invitati e abbiamo accolto l'iniziativa con grande piacere», assicura il nipote Paolo, unico tra i familiari ad essere presente alla commemorazione livornese, essendo i figli di Ciampi, Claudio e Gabriella a Firenze per l’intitolazione di uno spazio pubblico all'ex presidente, fortemente voluta dal sindaco Dario Nardella. Intitolazione che a Livorno è mancata, ma che lo stesso Nogarin rilancia: «Sono sicuro che prima o poi ci sarà, magari non la farò io, non sarò più sindaco. E' stato molto triste che il nome del presidente sia stato usato come luogo di una battaglia politica. Diamo tempo al tempo».
Incalzato sui motivi che potrebbero spingere i livornesi ad appassionarsi alla figura di Carlo Azeglio Ciampi, al di là delle mere cariche pubbliche e istituzionali, Nogarin tira dritto: «Non serve scavare sul personaggio, sui motivi, non è questo il senso della commemorazione. Mi sento in dovere di sottrarlo alla polemica politica».
«È pur sempre il Presidente della Repubblica, una figura di rilievo internazionale che la città ha il dovere di onorare - ha detto il sindaco parlando con la stampa - eravamo abituati a festeggiarlo in altri modi, con altri tempi, ma è importante continuare a farlo».
A celebrare l'ex presidente, al cimitero della Misericordia di via dell'Ardenza erano presenti, oltre al sindaco e al nipote Paolo Ciampi, il nuovo capo di gabinetto Antonio Bertelli, il viceprefetto Sabatina Antonelli, il questore Orazio D'Anna e i rappresentanti delle forze dell'ordine cittadine. Tutti riuniti di fronte alla cappella della famiglia Ciampi per alcuni minuti di raccoglimento, prima di rendere omaggio al sepolcro dell'ex presidente a due a due.
Una cerimonia snella, formale, veloce, ma guai a parlare di tensioni: «Nessun attrito con il sindaco, anzi: siamo stati invitati e abbiamo accolto l'iniziativa con grande piacere», assicura il nipote Paolo, unico tra i familiari ad essere presente alla commemorazione livornese, essendo i figli di Ciampi, Claudio e Gabriella a Firenze per l’intitolazione di uno spazio pubblico all'ex presidente, fortemente voluta dal sindaco Dario Nardella. Intitolazione che a Livorno è mancata, ma che lo stesso Nogarin rilancia: «Sono sicuro che prima o poi ci sarà, magari non la farò io, non sarò più sindaco. E' stato molto triste che il nome del presidente sia stato usato come luogo di una battaglia politica. Diamo tempo al tempo».
Incalzato sui motivi che potrebbero spingere i livornesi ad appassionarsi alla figura di Carlo Azeglio Ciampi, al di là delle mere cariche pubbliche e istituzionali, Nogarin tira dritto: «Non serve scavare sul personaggio, sui motivi, non è questo il senso della commemorazione. Mi sento in dovere di sottrarlo alla polemica politica».
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