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Il figlio del presidente a Firenze: «Nessuno è profeta in patria»

Il figlio del presidente a Firenze: «Nessuno è profeta in patria»

FIRENZE. «Nemo propheta in patria», dice Claudio Ciampi ai cronisti. Nessuno è profeta in casa sua. Le prime parole del figlio di Carlo Azeglio Ciampi, a Firenze per l’intitolazione di una piazza al...

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FIRENZE. «Nemo propheta in patria», dice Claudio Ciampi ai cronisti. Nessuno è profeta in casa sua. Le prime parole del figlio di Carlo Azeglio Ciampi, a Firenze per l’intitolazione di una piazza al presidente livornese, mettono subito l’accento su una ferita non rimarginata.

Ieri il Presidente Emerito della Repubblica avrebbe compiuto 97 anni. E nelle parole dei figlio si può leggere il dispiacere per un’occasione mancata per celebrarlo nella sua Livorno e dedicargli la Rotonda d'Ardenza.

Ma non se n'è fatto di nulla e così i figli Claudio e Gabriella sono stati “costretti” ad venire fino a Firenze per veder commemorare a dovere loro padre, con l’intitolazione della rotatoria d'imbocco alla Fi-Pi-Li.

Un'unione simbolica tra due città: il capoluogo di regione e Livorno, nel nome di un grande toscano e italiano. Eppure qualcosa non torna. «Sulla delibera di Nogarin non nascondo un certo imbarazzo. Ricordo che è stato il sindaco a fare un passo avanti su mio padre, noi familiari non avevamo chiesto niente», dice Claudio Ciampi. Poi però quella delibera si è fermata, la maggioranza a Cinque Stelle ha stoppato il riconoscimento. Ma la famiglia evita le polemiche. «Per fortuna c'è la libera scelta, io rispetto l'autonomia di qualsiasi ente. Ma non si fanno le gare su queste cose, sarebbe fuori luogo. E non apparteneva certo alla filosofia di vita di nostro padre», aggiunge Gabriella Ciampi.

Come si legge a fianco, la giunta livornese ha onorato il ricordo del Presidente con una cerimonia commemorativa. Il sindaco Nogarin ha deposto un cuscino di fiori sulla tomba di Ciampi al cimitero di Livorno. «Ci avevano invitati, è stato un grande rincrescimento non poter andare, ma dovevamo essere qui a Firenze», dice Claudio. Interviene sull'argomento anche il sindaco Nardella: «Ho ammirato Nogarin quando aveva deciso di intitolare la Rotonda a Ciampi. Un vero democratico, un antifascista, uno che l'8 settembre del '43 rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò. E non tutti gli intellettuali dell'epoca ebbero la stessa forza. Io sono convinto però – chiude Nardella – che un sindaco debba rispondere prima di tutto ai cittadini, solo dopo al suo partito. Spero che Nogarin ritrovi la strada per il riconoscimento a Ciampi».

Samuele Bartolini

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di Redazione web