Il Tirreno

Livorno

Donne da tutta la Toscana per farsi operare a Livorno

di Giulio Corsi
Donne da tutta la Toscana per farsi operare a Livorno

In un anno il reparto guidato da Donato Casella ha effettuato 370 interventi Nuova tecnica che permette il ritorno alla vita normale 24 ore dopo l’operazione

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LIVORNO. 365 giorni fa non esisteva. Oggi la Breast Unit, il reparto di senologia degli Spedali Riuniti nato il 5 dicembre 2016 con l’arrivo da Careggi del primario Donato Casella, festeggia il primo anno di attività con numeri e soprattutto una qualità nell’approccio terapeutico e nelle cure, che hanno trasformato Livorno in un punto di riferimento non solo per tutta l’Asl Nord Ovest ma per tutta la Toscana, tanto che scelgono di operarsi qui molte donne provenienti da Siena, Arezzo, Firenze e Pisa. Fino all’anno scorso accadeva esattamente il contrario: le donne livornesi andavano ad operarsi a Cisanello o altrove.

370 INTERVENTI IN UN ANNO. Partiamo dai numeri: 370 interventi chirurgici, uno al giorno di media. Di questi 264 sono stati primi casi, cioé donne che hanno scoperto di avere un tumore al seno e si sono operate in viale Alfieri. In 85 casi si è trattato di mastectomie, in 179 casi di interventi conservativi. «Tassi in linea con i dati delle Breast Unit più accreditate a livello europeo», evidenzia Casella. Non solo: nel 95% delle mastectomie si è proceduto a una ricostruzione immediata, così come nel 90% degli interventi conservativi.

Un’attività intensa, anche inattesa - basti pensare che per il riconoscimento di Breast Unit basterebbero 150 interventi in un anno -, che ha avuto ricadute anche sulle altre attività dell’ospedale. Radioterapia, ad esempio: «Con l’arrivo di Casella la nostra attività è aumentata di gran lunga e quest’anno contiamo più di 200 mammelle irradiate», evidenzia il primario di radioterapia Manrico Bosio.

Gli altri 106 interventi effettuati in questi 12 mesi dalla Breast Unit sono stati invece casi di chirurgia ricostruttiva pura, nati dall’esigenza di una revisione estetica e funzionale di donne operate in passato.

UN’EQUIPE NATA DAL NULLA. Ma l’unità è nata e cresciuta anche come reparto: perché Casella si è creato dal nulla tutta l’equipe. Quando è arrivato, è stato assegnato alla sua unità operativa il chirurgo generale Leonardo Barellini, che in 12 mesi ha già effettuato 140 interventi da primo operatore. Poi sono entrati nel gruppo i giovani chirurghi Marco Marcasciano e Federico Lo Torto. È una dei punti di forza della senologia livornese, di cui Casella va da sempre fiero: la capacità di condividere le esperienze (in primis la sua esperienza di chirurgo oncologico maturata in oltre 20 anni a Careggi) e di formare i colleghi. Non è un caso che in questo anno l’equipe abbia firmato 14 pubblicazioni su riviste internazionali e abbia relazionato in vari congressi internazionali, interagendo coi principali gruppi di lavoro italiani.

L’INTERVENTO INNOVATIVO STUDIATO A LIVORNO. E d’altra parte proprio Casella e il suo staff hanno messo a punto un intervento innovativo che permette alla donna di tornare alla vita normale dopo sole 24 ore dalla rimozione di un tumore alla mammella attraverso la cosiddetta ricostruzione mammaria prepettorale “salva muscolo”, grazie alla quale la senologia livornese è al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale. La tecnica prevede la ricostruzione mammaria immediata dopo mastectomia con salvaguardia del Grande Pettorale che fino ad oggi veniva sacrificato per coprire la protesi.



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