Il Tirreno

Livorno

Contro i parcheggi blu ci sono centinaia di firme

di Juna Goti
Contro i parcheggi blu ci sono centinaia di firme

Livorno, tra i commercianti è partita una nuova petizione per stoppare il Comune. «A rischio il nostro lavoro. Perché solo qui? E perché fino a mezzanotte?»

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LIVORNO. Sono bastati pochi giorni per raccogliere già centinaia di firme. Sul viale Italia è partita una petizione per protestare contro i parcheggi a pagamento che saranno realizzati tra la Bellana e Barriera Margherita e che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, entreranno in funzione già dalla prossima estate.

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A lanciarla sono stati i commercianti. Per primo il titolare del Giampa’s bar, Giampaolo Ghilarducci, che dal suo bancone ha già raccolto le firme di più di 400 clienti. «Ma considerando i moduli distribuiti negli ultimi giorni anche agli altri bar, dalla Baracchina Bianca ai vari chalet, siamo già sopra le 500...», fa sapere. L’obiettivo, a questo punto, è di portare la discussione in consiglio comunale.

«Mi sono mosso – spiega Ghilarducci – dopo aver letto sul Tirreno che il Comune ha deciso di andare avanti con le strisce blu in questo tratto del viale Italia. Prima l’articolo di inizio novembre, poi, pochi giorni fa, il servizio sulle tariffe». «Il lungomare – si arrabbia – è di tutti, vadano a fare cassa da un’altra parte».

Chi sta raccogliendo le firme contesta in sostanza la scelta di trasformare le strisce bianche in strisce blu. Di farlo sia in inverno che in estate, e solo in questo tratto del viale Italia. E di far pagare i non residenti fino alle 22 d’inverno e fino a mezzanotte d’estate. “Il mare è dei cittadini e non vogliamo pagare per viverlo”, recita questa nuova petizione.

«Per tutto l’inverno – dice il promotore – sul viale Italia i posti auto si trovano. Non siamo in via Grande, e neanche a Viareggio: ci sono poche attività e chi viene a bere un caffè e a fare una girata. Se ci mettono le strisce a pagamento finiamo di lavorare, ci rovinano. Soprattutto d’inverno dovrebbero preoccuparsi di organizzare qualcosa per attirare le persone, anziché farle scappare dal lungomare». «Il pagamento fino alle 22 d’inverno – riprende – è assurdo. Già oggi dopo le 20, nella maggior parte dei giorni non vedi passare una macchina. D’estate in tanti parcheggiano qui per andare al mare, negli stabilimenti balneari, e devono essere liberi di farlo». «Questa – ripete – è solo un’operazione per fare cassa, ci toglieranno il lavoro». «Se iniziano i lavori siamo pronti a scendere in strada per fermarli».

Va detto che sul viale Italia sono previste tariffe più basse rispetto al resto della città: 50 centesimi all’ora frazionabili, fino a un massimo di 4 euro al giorno d’inverno e fino a un massimo di 5 euro durante la stagione estiva. «Non vogliamo queste strisce – controbatte il commerciante– vadano a cercare i soldi da un’altra parte».

A pochi metri di distanza lavora Michele Gasparri, della yogurteria Fiori Rosa. Lui non è tra quelli che dicono no a priori alle strisce blu, che magari possono garantire un ricambio alla sosta estiva. Ma solo, sottolinea, se «le tariffe sono eque». E con regole uguali per tutti: «Perché sono previste solo in questo tratto del viale Italia e non fino ad Antignano? E perché – si arrabbia – fino a mezzanotte? La sera devi dare alle persone la possibilità di spostarsi liberamente. È vero, in altre città i parcheggi sul lungomare sono a pagamento, ma c’è un altro contesto. Qui organizzeranno eventi e spettacoli durante la stagione estiva? Come pensano di portare le persone e garantire il movimento?».
 

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