Gioco
«La storia del cane? I livornesi fedeli alla propria terra»
A Lenny Bottai abbiamo voluto chiedere cosa ne pensa della storia del cane che ricorderebbe la fedeltà del popolo livornese al padrone fiorentino? La sua risposta è chiara e decisa.«Nel 1496 A...
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A Lenny Bottai abbiamo voluto chiedere cosa ne pensa della storia del cane che ricorderebbe la fedeltà del popolo livornese al padrone fiorentino? La sua risposta è chiara e decisa.
«Nel 1496 A Firenze non c'erano i Medici, che erano stati cacciati alcuni anni prima e poterono rientrare solamente dopo il governo transitorio affidato a Solderini inel 1498 e finito nei primi del 1500 - dice - Pertanto la scelta di questi, una volta tornati al potere a Firenzei e quindi con giurisdizione anche su Livorno, fu di dare una lettura funzionale al loro potere. Di classe quindi, come la nostra, ma nel senso opposto.
Come potevano i villani quindi difendere il padrone fiorentino quando a Firenze c’era il caos dovuto all’inciso della repubblica di Savonarola e Livorno era poco più che un villaggio senza alcun interesse, con buona parte di territorio mal sano e pochissime costruzioni?
Appare abbastanza ovvio che nel 1496 i villani, in quella che non è neppure una città ma un villaggio di circa cinquecento anime, difesero il loro status quo e rifiutarono un invasione che avrebbe consegnato il territorio ad una coalizione nella quale figuravano i pisani, e che essendo più vicini ed avendo forti interessi verso lo sbocco a mare, avrebbero fatto manbassa. Fu una resistenza ad un’aggressione, un’invasione, un rifiuto di resa incondizionata.
Il cane - aggiunge - come dice Guerrazzi ne "l'assedio di Firenze”, è figlio della raffigurazione che l’uomo nei monumenti vuole per inpersonificare i sentimenti, e simboleggia lo stato d'animo puro della fedeltà, che si può leggere ovviamente in vari modi. Per i Medici era strumentalmente verso di loro, per i livornesi è verso la propria terra e comunità, come dice lo stesso Guerrazzi a cui di certo non si può imputare servitù ai fiorentini.
La voglia di delegittimare questo mito fondativo è stupida: probabilmente è figlia di isterismi e turbe esistenziali e professionali di alcuni, che si sentono sorpassati… »
«Nel 1496 A Firenze non c'erano i Medici, che erano stati cacciati alcuni anni prima e poterono rientrare solamente dopo il governo transitorio affidato a Solderini inel 1498 e finito nei primi del 1500 - dice - Pertanto la scelta di questi, una volta tornati al potere a Firenzei e quindi con giurisdizione anche su Livorno, fu di dare una lettura funzionale al loro potere. Di classe quindi, come la nostra, ma nel senso opposto.
Come potevano i villani quindi difendere il padrone fiorentino quando a Firenze c’era il caos dovuto all’inciso della repubblica di Savonarola e Livorno era poco più che un villaggio senza alcun interesse, con buona parte di territorio mal sano e pochissime costruzioni?
Appare abbastanza ovvio che nel 1496 i villani, in quella che non è neppure una città ma un villaggio di circa cinquecento anime, difesero il loro status quo e rifiutarono un invasione che avrebbe consegnato il territorio ad una coalizione nella quale figuravano i pisani, e che essendo più vicini ed avendo forti interessi verso lo sbocco a mare, avrebbero fatto manbassa. Fu una resistenza ad un’aggressione, un’invasione, un rifiuto di resa incondizionata.
Il cane - aggiunge - come dice Guerrazzi ne "l'assedio di Firenze”, è figlio della raffigurazione che l’uomo nei monumenti vuole per inpersonificare i sentimenti, e simboleggia lo stato d'animo puro della fedeltà, che si può leggere ovviamente in vari modi. Per i Medici era strumentalmente verso di loro, per i livornesi è verso la propria terra e comunità, come dice lo stesso Guerrazzi a cui di certo non si può imputare servitù ai fiorentini.
La voglia di delegittimare questo mito fondativo è stupida: probabilmente è figlia di isterismi e turbe esistenziali e professionali di alcuni, che si sentono sorpassati… »
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