Gioco
Aumenta il biglietto del bus Nogarin: «Pagheremo noi»
Il sindaco contro la Regione: cerco i soldi in bilancio per difendere i cittadini Ceccarelli replica: «Su contratto ponte e tariffe non è stata una scelta arbitraria»
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LIVORNO. La Regione, di intesa con i Comuni, ha deciso: tra pochi mesi il biglietto del bus aumenterà da 1.20 a 1.50 euro. Ma il Comune di Livorno (l’unico a non votare a favore insieme a Pistoia) non ci sta e il sindaco annuncia di voler provare ad evitare gli aumenti coprendo la differenza con risorse del bilancio di Palazzo Civico. Un’intenzione politica che per ora è stata seguita da un “preventivo” che l’amministrazione ha chiesto di fare al Ctt per capire quanti soldi dovrebbe versare all’azienda a copertura dei mancati aumenti per i cittadini (e prima capire dove prenderli).
È lo stesso Filippo Nogarin ad andare all’attacco via Facebook. «La Regione – scrive – ha deciso che dal primo luglio i biglietti dell’autobus a Livorno costeranno di più. Il Consiglio regionale a maggioranza Pd ha infatti appena approvato una norma che assegna alla Regione la gestione del trasporto pubblico locale. È finito il tempo in cui i Comuni potevano attuare politiche autonome sulla mobilità e i risultati li vedrete tra pochi mesi. Il biglietto ordinario passerà da 1.20 euro a 1.50 euro. L’abbonamento annuale da 269 a 310 euro».
«Tariffe – aggiunge – che sono state stabilite dalla Regione con il benestare di tutti i Comuni della Toscana, eccetto Pistoia e Livorno. E sapete perché noi ci siamo opposti? Perché grazie a un lavoro puntuale con Ctt eravamo riusciti a risparmiare le risorse necessarie a scongiurare l’aumento dei biglietti del bus». «Non intendiamo arrenderci - dice - stiamo già cercando nel bilancio del Comune le risorse necessarie a compensare il balzello imposto da Firenze» e faremo in modo che i cittadini «non debbano pagare un centesimo in più, a partire dagli abbonati».
Ben diversa la posizione dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che nel suo intervento in consiglio regionale ha detto che la scelta di procedere ad un contratto ponte per regolare i servizi di trasporto pubblico locale nei prossimi due anni «non è stata presa arbitrariamente dalla Regione, ma è frutto della comune volontà degli enti pubblici toscani di uscire dalla situazione di stallo in cui ci si è venuti a trovare a causa dei contenziosi aperti sulla gara unica per il tpl» e di un «paziente lavoro di mediazione, che ha prodotto risultati quasi insperati».
«A chi dice che sul trasporto pubblico locale la Regione sta agendo d'imperio e che impone di sua idea un aumento tariffario – dice – voglio ricordare che la Regione non si è mossa da sola, ma ha valutato insieme agli enti locali due possibilità, cioè andare avanti con obblighi di servizio in capo alle Province fino al pronunciamento del Consiglio di Stato sulla gara a lotto unico regionale (pronunciamento che attende il parere della Corte europea e che stimiamo arriverà entro due anni), oppure cercare un'altra soluzione, che ci facesse avere almeno parte dei benefici che attendiamo dalla gara pur lasciando impregiudicati gli interessi e diritti dei contendenti. Ho trovato quasi miracoloso aver individuato una soluzione che ci facesse uscire dal ripetersi degli obblighi di servizio».
«Gli adeguamenti tariffari di cui oggi qualcuno si stupisce – controbatte – sarebbero dovuti scattare già un anno fa se la gara avesse fatto il suo corso. Con il contratto ponte avremo circa l'80% dei benefici che porterà la gara: l'eliminazione degli obblighi di servizio e, la scomparsa di contenziosi, la stabilizzazione della spesa per gli enti pubblici, l'avvio dell'unità tariffaria per tutta la Toscana, gli investimenti su nuovi bus più comodi e sicuri, la tutela dei livelli occupazionali, la rendicontazione esatta dei km percorsi, l'utilizzo di georeferenziazione Avm sul 97% dei bus e la possibilità di vedere attraverso App e paline dove il mezzo si trova».
«È vero – conclude sul punto – che ci sarà l'aumento del biglietto a 1.50 euro per i capoluoghi e 1.20 euro per i centri cittadini minori, ma ci saranno anche tariffe ridotte in base all'Isee su tutte le forme di abbonamento, anche per gli studenti, che tra l'altro avranno abbonamenti validi tutto l'anno e non solo per i mesi dell'anno scolastico».
È lo stesso Filippo Nogarin ad andare all’attacco via Facebook. «La Regione – scrive – ha deciso che dal primo luglio i biglietti dell’autobus a Livorno costeranno di più. Il Consiglio regionale a maggioranza Pd ha infatti appena approvato una norma che assegna alla Regione la gestione del trasporto pubblico locale. È finito il tempo in cui i Comuni potevano attuare politiche autonome sulla mobilità e i risultati li vedrete tra pochi mesi. Il biglietto ordinario passerà da 1.20 euro a 1.50 euro. L’abbonamento annuale da 269 a 310 euro».
«Tariffe – aggiunge – che sono state stabilite dalla Regione con il benestare di tutti i Comuni della Toscana, eccetto Pistoia e Livorno. E sapete perché noi ci siamo opposti? Perché grazie a un lavoro puntuale con Ctt eravamo riusciti a risparmiare le risorse necessarie a scongiurare l’aumento dei biglietti del bus». «Non intendiamo arrenderci - dice - stiamo già cercando nel bilancio del Comune le risorse necessarie a compensare il balzello imposto da Firenze» e faremo in modo che i cittadini «non debbano pagare un centesimo in più, a partire dagli abbonati».
Ben diversa la posizione dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che nel suo intervento in consiglio regionale ha detto che la scelta di procedere ad un contratto ponte per regolare i servizi di trasporto pubblico locale nei prossimi due anni «non è stata presa arbitrariamente dalla Regione, ma è frutto della comune volontà degli enti pubblici toscani di uscire dalla situazione di stallo in cui ci si è venuti a trovare a causa dei contenziosi aperti sulla gara unica per il tpl» e di un «paziente lavoro di mediazione, che ha prodotto risultati quasi insperati».
«A chi dice che sul trasporto pubblico locale la Regione sta agendo d'imperio e che impone di sua idea un aumento tariffario – dice – voglio ricordare che la Regione non si è mossa da sola, ma ha valutato insieme agli enti locali due possibilità, cioè andare avanti con obblighi di servizio in capo alle Province fino al pronunciamento del Consiglio di Stato sulla gara a lotto unico regionale (pronunciamento che attende il parere della Corte europea e che stimiamo arriverà entro due anni), oppure cercare un'altra soluzione, che ci facesse avere almeno parte dei benefici che attendiamo dalla gara pur lasciando impregiudicati gli interessi e diritti dei contendenti. Ho trovato quasi miracoloso aver individuato una soluzione che ci facesse uscire dal ripetersi degli obblighi di servizio».
«Gli adeguamenti tariffari di cui oggi qualcuno si stupisce – controbatte – sarebbero dovuti scattare già un anno fa se la gara avesse fatto il suo corso. Con il contratto ponte avremo circa l'80% dei benefici che porterà la gara: l'eliminazione degli obblighi di servizio e, la scomparsa di contenziosi, la stabilizzazione della spesa per gli enti pubblici, l'avvio dell'unità tariffaria per tutta la Toscana, gli investimenti su nuovi bus più comodi e sicuri, la tutela dei livelli occupazionali, la rendicontazione esatta dei km percorsi, l'utilizzo di georeferenziazione Avm sul 97% dei bus e la possibilità di vedere attraverso App e paline dove il mezzo si trova».
«È vero – conclude sul punto – che ci sarà l'aumento del biglietto a 1.50 euro per i capoluoghi e 1.20 euro per i centri cittadini minori, ma ci saranno anche tariffe ridotte in base all'Isee su tutte le forme di abbonamento, anche per gli studenti, che tra l'altro avranno abbonamenti validi tutto l'anno e non solo per i mesi dell'anno scolastico».
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