Il Tirreno

Livorno

Annessi, allarme per chi ci abita: non c’è la sanatoria

di Enrico Paradisi
Annessi, allarme per chi ci abita: non c’è la sanatoria

Il dirigente comunale spiega che gli uffici stanno lavorando a un regolamento per dare un criterio alle demolizioni

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LIVORNO. Dopo l'approvazione in consiglio del regolamento sugli annessi agricoli sulle colline, ieri in quarta commissione è stata messa al centro della discussione la questione degli abusi, «che non si potranno sanare», ha specificato Francesca Abeniacar dell'avvocatura civica, a meno che non intervenga una legge dello Stato per nuovi condoni.

Una commissione per fare un quadro delle possibilità, all'interno del recinto legislativo, in cui ci si può muovere per affrontare i casi di chi, ad esempio, abita negli annessi, ha introdotto il consigliere del gruppo misto Edoardo Marchetti.

Già, perché ci sono situazioni di persone che vivono in annessi abusivi e che senza alternativa potrebbero diventare un problema sociale.

A definire il quadro della situazione è Simone Pedonese, dirigente dell'edilizia privata, che ha subito messo in chiaro che l'ufficio sta lavorando alla predisposizione di un regolamento (in parole povere un regolamento del regolamento) per dare criteri di omogeneità e soprattutto di priorità alla procedura delle demolizioni, che sono moltissime, con un criterio da stabilire a priori.

Nell'arco di un mese ci potrebbe essere una prima bozza di proposta, ha detto Pedonese, sulla quale poi l'ultima parola spetterà al consiglio comunale.

I numeri sono variegati, ma non ci sono facoltà per l'amministrazione di muoversi al di fuori della normativa nazionale: il dirigente è rimasto sul generale, parlando però di situazione grave sull'abusivismo, sull'arretrato con personale insufficiente a gestire le situazioni.

Ad oggi ci sono sostanzialmente tre tipologie da gestire: opere abusive già acquisite dal Comune (sulle quali il consiglio comunale si dovrà esprimere sulla demolizione o se c'è interesse pubblico prioritario al loro mantenimento), poi ci sono opere abusive sulle quali l'ufficio ha emesso l'ordinanza, e sono già passati i 90 giorni di legge, e quindi di fatto acquisite nel patrimonio per le quali si procederà sempre tramite decisione del Consiglio.

Infine le ordinanze da emettere per le quali il cittadino ha ancora possibilità di demolire e non farsi acquisire il terreno dal Comune, e l'ultima fattispecie cioè quelle che riguardano l'ordinanza senza acquisizione (che prevede solo l'onere della demolizione, dove non ottempera il cittadino interviene l'amministrazione).

Sulla demolizione degli annessi abusivi sul rio Cigna, partita nei giorni scorsi, Pedonese ha spiegato che è stata momentaneamente sospesa a seguito del ritrovamento di alcune cartucce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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