Il Tirreno

Livorno

Il depuratore pronto a salutare la Venezia

di Enrico Paradisi
Il depuratore pronto a salutare la Venezia

Tra un anno il via al trasferimento che si concluderà  nel 2024: così si potrà riqualificare l’area in centro

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LIVORNO . Un nuovo depuratore da costruire in fondo a via Enriques, in un terreno di proprietà dell'Autorità portuale, al confine con la raffineria Eni, porterà alla dismissione per gradi dell'impianto del Rivellino. Una rivoluzione epocale che libererà di fatto tre ettari e mezzo di prezioso tessuto urbano nel cuore del quartiere della Venezia. L'operazione, presentata ieri nel salone del Tirreno nel corso di un incontro moderato dal direttore del nostro giornale Luigi Vicinanza e dal capocronista Alessandro Guarducci, si inquadra nell'ambito di un protocollo di intesa tra Asa, Regione, Comune, Autorità Idrica Toscana, Autorità di sistema portuale, e prevede tre fasi. All'iniziativa, in un salone gremito, hanno partecipato l'assessora regionale Federica Fratoni, il presidente dell'Authority Stefano Corsini e in rappresentanza dell'autorità idrica, Lorenzo Maresca. Per l'amministrazione comunale, è intervenuto l'assessore Alessandro Aurigi mentre Asa era rappresentata dall’amministratore delegato Ennio Trebino.

Proprio quest’ultimo ha iniziato a descrivere il progetto. Si parte con la nuova costruzione di una linea di trattamento delle acque civili per 30 mila abitanti equivalenti di cui 15 mila a servizio della zona nord della città, da Porta a Terra a via Firenze, e 15 mila a servizio del depuratore industriale di Paduletta, in zona ex Trw, che verrà così riattivato a pieno regime per le attività già presenti o quelle che si potranno insediare nell'area. In questo modo sarà coperto da subito il deficit dell'attuale depuratore del Rivellino che ha comunque necessità di essere potenziato.

La seconda fase prevede invece il completo trasferimento della linea di depurazione delle acque civili di Livorno con il completamento del nuovo impianto, fino a raggiungere una potenzialità di 250 mila abitanti equivalenti. Arrivati al completamento di questo secondo lotto si potrà liberare completamente l'area oggi occupata dall'ingombro del Rivellino. Inizio dei lavori? Trebino risponde sicuro: «All’inizio del 2019». E la loro conclusione? «Domanda difficilissima - risponde l’ad di Asa- Forse tra il 2023 e il 2024». L'ultima fase, non indispensabile però, consisterebbe nel trasferimento in via Enriques, questa volta dal Picchianti, anche di tutta la linea di trattamento dei fanghi, il che migliorerebbe la funzionalità di tutto il sistema.

L'intesa a cui la giunta toscana ha dato il via libera è il primo passo a successivi accordi di programma, in cui saranno individuate anche le risorse finanziarie necessarie. Per il primo intervento intanto sono previsti e già stanziati 4,6 milioni di euro di investimenti (di cui 1,6 dalla Regione) e ulteriori 2 milioni di Asa per il "revamping" dell'impianto di Paduletta, come ha sottolineato Trebino. «Con il primo lotto - afferma - tutto rimane come è oggi, salvi i benefici di un migliore funzionamento dell'impianto, mentre per lo spostamento fisico del depuratore occorre un ulteriore investimento di 25 milioni di euro». Una cifra significativa che può trovare risposta se si pensa al valore potenziale delle aree che si andrebbero a liberare o riutilizzare: in tutto 7,5 ettari (il 10% del Pentagono del Buontalenti) di proprietà fondamentalmente di Comune e Authority, e quindi pubbliche. L'area che occupa attualmente il Rivellino «è un'area di grande pregio - spiega - poi l'ex direttore generale di Asa Michele Caturegli, ed è in posizione strategica essendo un punto di cerniera tra la stazione marittima e il centro storico. Quindi si potrebbero trovare contributi europei in un progetto di riqualificazione urbana generale che arriva fino alla Dogana d'Acqua, interventi di privati per realizzazione di opere che hanno redditività». Si potrebbe dunque pensare, ad esempio, a strutture che abbiano una forte attrazione turistica. «Un patrimonio fatto da un'area vasta da pensare e progettare in modo unitario -sottolinea Caturegli - che metta insieme le esigenze del porto passeggeri, dei flussi turistici delle crociere, con quelle della città. La fase di progettazione del futuro terminal passeggeri dovrebbe tener conto di questa prospettiva». Ad esempio, lancia l'idea l'ex direttore Asa, tra l'ex silos e il Forte San Pietro si potrebbe realizzare una funivia panoramica in quota che consenta da un lato la visibilità del disegno geometrico della città Medicea, città ideale progettata dal Buontalenti, e dall'altro favorirebbe la penetrazione dei turisti che arrivano via mare direttamente nel cuore del centro storico. Oppure con la costruzione di una ruota panoramica, con le stesse funzioni di visuale suggestiva sulla città e sulla costa. A fianco a queste operazioni in un progetto di recupero urbano si potrebbe ripensare anche alla funzionalità dell'ex Teatro San Marco che potrebbe riassumere la sua funzione come arena all'aperto con lo scenario alle sue spalle della Fortezza Nuova.

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