Italia
Dal canestro alle mete muore a 67 anni storico dirigente Uisp
di Gianni Tacchi
Renzo Berti lavorava in Provincia: lascia moglie e figlio Le sue passioni erano il basket e il rugby. Oggi i funerali
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LIVORNO. Sempre in mezzo ai ragazzi, ai bambini, alle famiglie. Sempre pronto a organizzare un torneo, a trovare una soluzione per qualsiasi problema, ad aiutare chi aveva bisogno di sfogarsi. Sempre attento a ogni dettaglio, a lanciare l’iniziativa giusta, a coinvolgere tutti in un progetto. Un dirigente unico, con una passione infinita per lo sport, a partire dal basket e dal rugby. Due mondi che oggi sono in lutto per la scomparsa di Renzo Berti, livornese, 67 anni, ex dipendente della Provincia e figura storica dell’Uisp. È morto nella notte tra lunedì e ieri, mentre era ricoverato nel reparto di Cure palliative del nostro ospedale: era malato da tempo e aveva lottato a lungo con rabbia e voglia di vivere, di tornare dai suoi ragazzi, ma negli ultimi due mesi la situazione era peggiorata sensibilmente e purtroppo il suo cuore ha smesso di battere. Lasciando nel dolore la moglie Monica, il figlio Valeriano e migliaia di sportivi livornesi, che l’avevano conosciuto tra il parquet della pallacanestro e il green del rugby.
Ultimamente Berti era segretario e membro del consiglio degli Etruschi, società di rugby che ha la prima squadra in serie C2 e tanti ragazzini nel vivaio. «Era sempre disponibile e gentile, per noi il dolore è indescrivibile - il ricordo di Carlo Ghiozzi, presidente e giocatore degli Etruschi - Renzo lavorava in modo egregio ed era amato da tutti: organizzava trasferte e tornei, gestiva i conti e le quote. Insomma, era il punto di riferimento dalla prima squadra ai bambini dell’Under 6. Ci lascia un uomo di sport, una persona straordinaria». Che prima di entrare negli Etruschi, aveva collaborato anche con il Livorno Rugby, società storica della nostra città in cui aveva ricoperto sempre il ruolo di segretario.
L’altro amore di Berti era il basket, tanto che nell’Uisp aveva la delega per questo settore. Indimenticabili i campionati per amatori organizzati negli anni ’90, sfide attese e vissute con passione da tutti i protagonisti. E così era entrato in contatto con diverse realtà cittadine, diventando poi una sorta di factotum per i 64Ever Livorno, squadra formata da giocatori nati negli anni ’60 e legata al team Videoevents.it Molo Nuovo, sempre nel circuito della Uisp. «Renzo ha lottato con la grinta e l’attaccamento alla vita che lo contraddistinguevano da sempre - il messaggio toccante del Molo Nuovo - eravamo entrati in contatto con lui quando i 64Ever rimasero senza palestra, ospitandoli così al PalaSalesiani per una serie di allenamenti in attesa che trovassero un nuovo impianto. Ci mancheranno le sue qualità, la sua innata simpatia e il suo impegno in anche in condizioni oggettivamente difficili».
Renzo Berti, cresciuto nel quartiere di Shangai, era anche membro dell’Unione sportiva Acli e grande appassionato di teatro. «Una persona stupenda, un amico vero», ricorda chi lo conosceva da sempre. La salma è stata esposta ieri mattina alla camera mortuaria del nostro ospedale, dove stamani - alle 11,30 - verranno celebrati i funerali. Ricordando quelle sfide sul parquet e sul verde, vissute sempre dagli spalti ma con la stessa passione di chi scendeva in campo.
Ultimamente Berti era segretario e membro del consiglio degli Etruschi, società di rugby che ha la prima squadra in serie C2 e tanti ragazzini nel vivaio. «Era sempre disponibile e gentile, per noi il dolore è indescrivibile - il ricordo di Carlo Ghiozzi, presidente e giocatore degli Etruschi - Renzo lavorava in modo egregio ed era amato da tutti: organizzava trasferte e tornei, gestiva i conti e le quote. Insomma, era il punto di riferimento dalla prima squadra ai bambini dell’Under 6. Ci lascia un uomo di sport, una persona straordinaria». Che prima di entrare negli Etruschi, aveva collaborato anche con il Livorno Rugby, società storica della nostra città in cui aveva ricoperto sempre il ruolo di segretario.
L’altro amore di Berti era il basket, tanto che nell’Uisp aveva la delega per questo settore. Indimenticabili i campionati per amatori organizzati negli anni ’90, sfide attese e vissute con passione da tutti i protagonisti. E così era entrato in contatto con diverse realtà cittadine, diventando poi una sorta di factotum per i 64Ever Livorno, squadra formata da giocatori nati negli anni ’60 e legata al team Videoevents.it Molo Nuovo, sempre nel circuito della Uisp. «Renzo ha lottato con la grinta e l’attaccamento alla vita che lo contraddistinguevano da sempre - il messaggio toccante del Molo Nuovo - eravamo entrati in contatto con lui quando i 64Ever rimasero senza palestra, ospitandoli così al PalaSalesiani per una serie di allenamenti in attesa che trovassero un nuovo impianto. Ci mancheranno le sue qualità, la sua innata simpatia e il suo impegno in anche in condizioni oggettivamente difficili».
Renzo Berti, cresciuto nel quartiere di Shangai, era anche membro dell’Unione sportiva Acli e grande appassionato di teatro. «Una persona stupenda, un amico vero», ricorda chi lo conosceva da sempre. La salma è stata esposta ieri mattina alla camera mortuaria del nostro ospedale, dove stamani - alle 11,30 - verranno celebrati i funerali. Ricordando quelle sfide sul parquet e sul verde, vissute sempre dagli spalti ma con la stessa passione di chi scendeva in campo.
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