Il Tirreno

Livorno

Livorno, porto aperto alle navi larghe fino a 50 metri

di Matteo Scardigli
Livorno, porto aperto alle navi larghe fino a 50 metri

Via ai lavori che in due mesi allargheranno l’area navigabile

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LIVORNO. In attesa della Darsena Europa il porto fa spazio ai giganti del mare con l’ampliamento del canale del Marzocco co-finanziato dai terminalisti Lorenzini e Tdt che faciliterà il transito delle navi da 9 mila teu e oltre.

«Si tratta di un progetto di estrema importanza per il futuro del porto» spiega Stefano Corsini, presidente dell’Authority, il quale ha riunito al tavolo di palazzo Rosciano tutti i portatori di interesse «che - sottolinea Enio Lorenzini - come poche altre volte hanno parlato nella stessa lingua».

L’obiettivo era quello di incidere ulteriormente sul problema dell’accessibilità: «Negli anni si è mitigato ma non basta, la Darsena Europa ha senso se si riesce a difendere il traffico attuale e a dare prospettive future» precisa Luca Becce (Tdt).

Il risultato è l’ormai noto progetto del microtunnel, che permetterà di trasformare il profilo del canale portandolo a 120 metri di ampiezza e 16 metri di profondità alloggiando all’interno di un apposito canale sottomarino lungo 234 metri le tubazioni dell’Eni che attualmente attraversano il fondale. Ultimata la realizzazione dei due giganteschi pozzi, uno di recupero e uno di spinta, Corsini conta di completare a breve la prima fase dei lavori: «Entro il 2017 procederemo alla rimozione di parte della scarpata Nord, al dragaggio fino a 13 metri, e alla profilatura e ri-profilatura del canale con materiali di risulta e massi naturali».

Dal 2018 toccherà all’Eni spostare le proprie tubazioni, e non appena avrà smantellato anche le vecchie potrà partire il secondo lotto (per Corsini «la banchina nord del canale sarà pronta nel 2019») che comprende anche la “liberazione” della torre del Marzocco per restituirla al mare. E poiché i lavori sulla scarpata saranno effettuati da terra e dall’acqua Corsini, al nostro taccuino, ribadisce: «La draga non creerà alcun disagio, mentre proprio per far passare i natanti più grandi, e parliamo di circa 300 metri di lunghezza per 50 di larghezza, utilizzeremo un pontone mobile che verrà spostato in caso di bisogno; basterà avvisare, si tratta solo di un passaggio in più nella coordinazione. Il resto del traffico – conclude il Presidente – non subirà particolari problemi».

La novità di Microtunnel 2017 sta nel ruolo giocato dai due operatori della Darsena Toscana secondo il nuovo Codice dei Contratti: Lorenzini e Tdt infatti hanno «pagato di tasca propria» l’intervento, ma Corsini preferisce non divulgare la cifra esatta e parla di «partecipazione nell’ordine di grandezza di centinaia di migliaia di euro».

L’intera operazione servirà a facilitare il passaggio dei giganti del mare, che intanto hanno già iniziato a transitare dal Porto, anche in condizioni avverse: «Siamo stati a Sorrento per un addestramento sul simulatore di Msc – spiega Lorenzini – volto alla sicurezza del personale che opera in acqua».

Il problema maggiore rimane il meteo, che in caso di prolungate condizioni avverse (possono bastare anche due soli giorni di vento) può costringere le navi a cambiare porto: «Si parla di ingresso, ma questi natanti devono anche sostare, essere sottoposti a mantenimento e infine uscire. Basta che il vento superi i 10 nodi e la nave è costretta ad aspettare fuori – puntualizza l’ammiraglio Giuseppe Tarzia – perché anche con i 13 metri di profondità c’è il rischio di una collisione. Ecco perché adesso sul canale è stata completata l’installazione dei parabordi. Per tutti noi che lavoriamo all’accoglienza dei grandi mezzi non c’è mai certezza, ogni volta è una prima volta».

Si dice ottimista anche Corrado Neri che parla di «un bellissimo gioco di squadra, un’ottima sinergia fra i servizi tecnico-nautici», mentre per il capo dei piloti Massimo Lupi «lo studio delle emergenze condotto al simulatore ci dà sicurezza, anche se far passare queste navi (a passo d’uomo) è come farle entrare in bacino».

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