La protesta
Mdp, Si e Possibile uniscono le forze gli 8 delegati a Roma
di Nicolò Cecioni
Eletti i volti che parteciperanno al raduno del 3 dicembre Conforti: «In città occhi su casa, porto, lavoro e sanità»
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LIVORNO. «Tutti i cittadini hanno diritto ad avere un tetto. Ma bisogna farlo rispettando la legge. A Livorno c'è un eccessivo tasso di occupazioni perché abbiamo un'amministrazione debole e inappropriata. Nogarin avrebbe dovuto coinvolgere altri sindaci dell'Anci che hanno questo stesso problema nelle rispettive città e presentarsi al Governo per provare a risolvere il problema tutti insieme. Questo non è stato fatto. I tributi e i contributi che vengono dalla casa, devono tornare alla casa, altrimenti avremo sempre più situazioni ingestibili». Casa, sanità, porto e lavoro sono i temi principali trattati ieri mattina da Leonard Conforti durante l'assemblea provinciale congiunta tra Articolo1, Sinistra Italiana e Possibile.
I tre movimenti politici si sono riuniti per un confronto aperto a tutti in vista del raduno nazionale che si svolgerà a Roma il prossimo 3 dicembre, e al circolo Arci di Salviano sono stati eletti gli otto delegati che andranno a rappresentare Livorno nella capitale. Uno di questi è proprio Conforti.
«Insieme ad Annarita Donnarumma, Simone Bartoli, Simona Ghinassi, Andrea Ghilarducci, Samantha Olindo, Antonio Ceccantini e Federico Brandi, andremo a Roma – ha aggiunto Conforti – per creare un percorso unitario di sinistra che sia alternativo alle destre, al Movimento 5 Stelle e al Pd. Promuoveremo una proposta di governo con una forte identità, che parla a un'ampia platea e che non vuole escludere nessuno. Ci costituiremo in modo definitivo dopo le prossime elezioni e non saremo un partito che per non essere populista, diventerà popolare».
A livello locale, a detta di Conforti, le adesioni a questo progetto sono tante. «Abbiamo visto tante facce giovani e meno giovani, anche nuove, a questa assemblea provinciale e questo ci fa piacere. Da Livorno dobbiamo ripartire capendo che questa città deve rialzarsi, compiendo scelte importanti e di respiro nuovo. Penso al porto. Noi dobbiamo puntare tutto su quello, ma purtroppo siamo indietro di cinquant’ anni rispetto agli altri scali italiani e mediterranei. Però servono progetti validi, concreti e fruttiferi, sui quali bisogna credere e investire veramente. Non possiamo rimpicciolire sempre tutto. Altrimenti la Darsena Europa non sarà altro che un inutile parcheggio per barche, del quale Livorno non ha affatto bisogno». Altro nodo da sciogliere è quello legato alla sanità. «Dobbiamo entrare nell'ottica che il dibattito non riguarda solo l'ospedale nuovo. Dobbiamo garantire un servizio pubblico che oggi è scadente e vecchio. Servono assunzioni di giovani e riqualificazione di tutto il settore. Bisogna ripartire dall'articolo 32 della Costituzione e dal diritto alla sanità».
I tre movimenti politici si sono riuniti per un confronto aperto a tutti in vista del raduno nazionale che si svolgerà a Roma il prossimo 3 dicembre, e al circolo Arci di Salviano sono stati eletti gli otto delegati che andranno a rappresentare Livorno nella capitale. Uno di questi è proprio Conforti.
«Insieme ad Annarita Donnarumma, Simone Bartoli, Simona Ghinassi, Andrea Ghilarducci, Samantha Olindo, Antonio Ceccantini e Federico Brandi, andremo a Roma – ha aggiunto Conforti – per creare un percorso unitario di sinistra che sia alternativo alle destre, al Movimento 5 Stelle e al Pd. Promuoveremo una proposta di governo con una forte identità, che parla a un'ampia platea e che non vuole escludere nessuno. Ci costituiremo in modo definitivo dopo le prossime elezioni e non saremo un partito che per non essere populista, diventerà popolare».
A livello locale, a detta di Conforti, le adesioni a questo progetto sono tante. «Abbiamo visto tante facce giovani e meno giovani, anche nuove, a questa assemblea provinciale e questo ci fa piacere. Da Livorno dobbiamo ripartire capendo che questa città deve rialzarsi, compiendo scelte importanti e di respiro nuovo. Penso al porto. Noi dobbiamo puntare tutto su quello, ma purtroppo siamo indietro di cinquant’ anni rispetto agli altri scali italiani e mediterranei. Però servono progetti validi, concreti e fruttiferi, sui quali bisogna credere e investire veramente. Non possiamo rimpicciolire sempre tutto. Altrimenti la Darsena Europa non sarà altro che un inutile parcheggio per barche, del quale Livorno non ha affatto bisogno». Altro nodo da sciogliere è quello legato alla sanità. «Dobbiamo entrare nell'ottica che il dibattito non riguarda solo l'ospedale nuovo. Dobbiamo garantire un servizio pubblico che oggi è scadente e vecchio. Servono assunzioni di giovani e riqualificazione di tutto il settore. Bisogna ripartire dall'articolo 32 della Costituzione e dal diritto alla sanità».
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