Gioco
Forza Livorno, regalaci un sogno
di ANTONIO SCUGLIA
A Pisa senza tifosi ma scortati già dalla mattina, l’esame più difficile su un campo di fuoco
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La classifica parla chiaro: il Livorno sta navigando a vele spiegate, con un ritmo tale da poter ammazzare il campionato festeggiando la promozione con svariati turni d’anticipo.
E se nelle prime giornate qualche punto era arrivato anche con un po’ di fortuna (sotto forma di errori avversari), andando avanti la truppa amaranto è migliorata in modo sensibile smentendo anche gli addetti ai lavori che la accreditavano di un undici titolare di tutto rispetto ma la ritenevano meno competitiva delle altre big a livello di “seconde linee”. Una convinzione diffusa ma sfatata con i fatti dal tecnico amaranto Sottil che in molte occasioni ha pescato dalla panchina i giocatori che hanno risolto la partita.
Tatticamente e tecnicamente il Livorno sembra inaffondabile: non ha evidenti punti deboli in nessuna zona del campo, non ha mai perso, segna una media di 2,28 gol a partita e ne ha presi solo 9 in 14 gare.
E allora cosa facciamo? Ci scostiamo e lasciamo il campo libero? Assolutamente no.
La capolista va attaccata con Pazienza (con la P maiuscola, nel senso della fantasia tattica del mister nerazzurro), ma anche con... pazienza, cioè senza foga e senza perdere le distanze fra i reparti. È vero che l’undici di Sottil si è sempre dimostrato bravo a rimontare, ma in diverse circostanze ha avuto dei momenti di pausa che potevano costargli cari.
E il Pisa dispone di molti giocatori in grado di cambiare in un attimo l’inerzia della partita. Finora anche con il nuovo allenatore ha mostrato due facce molto diverse: spesso svagato in avvio, sin quasi alla fine del primo tempo (come al Garilli contro la Pro Piacenza) o anche oltre (come a Carrara), a un certo punto della gara però ha alzato il piede dal freno ed ha premuto l’acceleratore sino in fondo, mostrando una capacità molto elevata di concretizzare quello che costruisce.
Oggi il suo compito sarà difficile, contro un avversario di tutto rispetto, ma non impossibile: Mannini e compagni sanno di dover dare tutto, per se stessi ma anche per i tifosi che entreranno e per quelli che al derby rinunciano per un amore che va molto oltre i 90 minuti delle partite, dalla serie A all’Eccellenza.
E se nelle prime giornate qualche punto era arrivato anche con un po’ di fortuna (sotto forma di errori avversari), andando avanti la truppa amaranto è migliorata in modo sensibile smentendo anche gli addetti ai lavori che la accreditavano di un undici titolare di tutto rispetto ma la ritenevano meno competitiva delle altre big a livello di “seconde linee”. Una convinzione diffusa ma sfatata con i fatti dal tecnico amaranto Sottil che in molte occasioni ha pescato dalla panchina i giocatori che hanno risolto la partita.
Tatticamente e tecnicamente il Livorno sembra inaffondabile: non ha evidenti punti deboli in nessuna zona del campo, non ha mai perso, segna una media di 2,28 gol a partita e ne ha presi solo 9 in 14 gare.
E allora cosa facciamo? Ci scostiamo e lasciamo il campo libero? Assolutamente no.
La capolista va attaccata con Pazienza (con la P maiuscola, nel senso della fantasia tattica del mister nerazzurro), ma anche con... pazienza, cioè senza foga e senza perdere le distanze fra i reparti. È vero che l’undici di Sottil si è sempre dimostrato bravo a rimontare, ma in diverse circostanze ha avuto dei momenti di pausa che potevano costargli cari.
E il Pisa dispone di molti giocatori in grado di cambiare in un attimo l’inerzia della partita. Finora anche con il nuovo allenatore ha mostrato due facce molto diverse: spesso svagato in avvio, sin quasi alla fine del primo tempo (come al Garilli contro la Pro Piacenza) o anche oltre (come a Carrara), a un certo punto della gara però ha alzato il piede dal freno ed ha premuto l’acceleratore sino in fondo, mostrando una capacità molto elevata di concretizzare quello che costruisce.
Oggi il suo compito sarà difficile, contro un avversario di tutto rispetto, ma non impossibile: Mannini e compagni sanno di dover dare tutto, per se stessi ma anche per i tifosi che entreranno e per quelli che al derby rinunciano per un amore che va molto oltre i 90 minuti delle partite, dalla serie A all’Eccellenza.
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