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Ex dirigenti al lavoro per la rinascita della città: ecco chi sono
di Alessandro Guarducci
Livorno, pensionati del Comune, di enti pubblici e di aziende private si sono riuniti. Il presidente Canaccini: «Mettiamo la nostra esperienza a disposizione di tutti»
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LIVORNO. Oltre all'amicizia e alla stima reciproca, ad unirli è stato il grande amore per la città dove hanno lavorato e dove vivono. E così, dopo quasi un anno di incontri e di riflessioni, hanno deciso di impegnarsi formalmente per cercare di dare un contributo al miglioramento e allo sviluppo di Livorno: ecco come è nata un'associazione dal nome ambizioso - "per la Rinascita di Livorno" - così come ambiziosi sono i suoi obiettivi: a costituirla un gruppo di ex dirigenti comunali, di enti pubblici e di aziende private che, appunto, hanno voluto mettere a disposizione le loro esperienze con spirito di servizio verso la città.
«Dopo essere andati in pensione non ci siamo mai persi di vista - spiega l'ex dirigente comunale Fabio Canaccini, che dell'associazione è il presidente - e durante i nostri incontri abbiamo capito di non voler disperdere le nostre esperienze nella gestione della cosa pubblica. Da qui l'idea di creare un'associazione che si impegni a partecipare alla costruzione di progetti che possano essere utili a concorrere a una ripresa economica e sociale della città, in una parola al suo "rinascimento"».
L'associazione si propone di svolgere la sua attività propulsiva per tutto il 2018, dopodiché si analizzerà come proseguire. "Sì, vogliamo evitare di entrare nella bagarre elettorale (le amministrative si terranno nella primavera 2019, ndr) - prosegue Canaccini - Ognuno di noi ha le proprie idee politiche ma l'associazione si è costituita per suscitare un dibattito sui grandi temi e per mettere a disposizione di chiunque sarà chiamato a governare la città una serie di proposte. Questo è il nostro compito, non ci interessa spalleggiare nessuno: a noi preme solo il futuro di Livorno, dei suoi giovani, figli e nipoti. E dopo le elezioni puntiamo ad essere un interlocutore dell'amministrazione, di qualunque colore essa sia».
Dunque, il primo obiettivo dell'associazione è quello di chiamare tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città ad avanzare idee capaci di costruire progetti concreti. »Ci siamo dati quattro linee guida per i progetti di rilancio della città - prosegue Canaccini - La delocalizzazione del depuratore; la sanità e il sociale; la portualità; l'ambiente e il territorio. Nello stesso tempo l'associazione promuoverà incontri e scambi di esperienze e di idee con le altre forme associative cittadine. Vogliamo far emergere i progetti e le idee riposti nei cassetti, magari da diversi anni, ma abbiamo un proposito ancora più ambizioso: fare una scuola per far crescere nuovi quadri dirigenti. Gli ultimi sindaci di Livorno non sono riusciti a far crescere i giovani e si sente la mancanza di un ricambio generazionale nella classe dirigente. Per questo pensiamo di avvicinare tutti i partiti, per capire se esiste una volontà che vada in questa direzione».
La prima iniziativa pubblica sostenuta dall'associazione è la promozione del nuovo progetto - di grande impatto per la città - portato avanti da Asa, Comune di Livorno, Regione Toscana, Autorità idrica e Autorità di Sistema Portuale dell'alto Tirreno Settentrionale: il trasferimento del Rivellino dalla sua posizione attuale, nella Venezia, ad una più periferica. Un progetto che sarà presentato martedì prossimo, 28 novembre, nel salone del Tirreno in viale Alfieri 9 e che prevede appunto il trasferimento di un'attività critica dal punto di vista ambientale, industriale e igienico-sanitario in una zona più adatta, migliorando anche i relativi servizi.
L'area che verrà liberata dagli impianti industriali permetterà di avere a disposizione un'ampia superficie posta in un quadrato centrale, nella Venezia e accanto al porto passeggeri. «Un'occasione per pensare ad un suo uso che sia legato al porto e alle potenzialità turistiche e culturali della Venezia, dei Bottini dell'Olio e di Livorno tutta», commenta Paolo Faccioli, anche lui ex dirigente del Comune a cui è stata affidata la segreteria e l'amministrazione dell'associazione. Per Massimo Lapi, che cura la comunicazione di “Rinascita” invita i livornesi «a superare la rassegnazione e la fuga della partecipazione», facendosi anche parte attiva nel prossimo lavoro dell’associazione».«Ci rivolgiamo a tutti quanti non voglionoi più stare in un angolo», spiega.
Questa associazione, che ha caratteristiche davvero speciali per Livorno e non solo, vuole guardare al futuro inserendosi comunque nel solco della tradizione cittadina. «Gli elementi fondamentali dell'associazione - ci tiene a precisare Massimiliano Talini, altro socio fondatore e vicepresidente della assciazione “per la Rinascita di Livorno - sono l'antifascismo, la solidarietà e l'apertura agli altri. Noi vogliamo lavorare per unire le forze del territorio e rafforzare i rapporti con le altre istituzioni, a partire dalla Regione. Non possiamo farci sfuggire delle opportunità in nome di personalismi o lotte di partito. Se ognuno vuole correre per conto suo, si fa poca strada. Livorno merita di più».
«Dopo essere andati in pensione non ci siamo mai persi di vista - spiega l'ex dirigente comunale Fabio Canaccini, che dell'associazione è il presidente - e durante i nostri incontri abbiamo capito di non voler disperdere le nostre esperienze nella gestione della cosa pubblica. Da qui l'idea di creare un'associazione che si impegni a partecipare alla costruzione di progetti che possano essere utili a concorrere a una ripresa economica e sociale della città, in una parola al suo "rinascimento"».
L'associazione si propone di svolgere la sua attività propulsiva per tutto il 2018, dopodiché si analizzerà come proseguire. "Sì, vogliamo evitare di entrare nella bagarre elettorale (le amministrative si terranno nella primavera 2019, ndr) - prosegue Canaccini - Ognuno di noi ha le proprie idee politiche ma l'associazione si è costituita per suscitare un dibattito sui grandi temi e per mettere a disposizione di chiunque sarà chiamato a governare la città una serie di proposte. Questo è il nostro compito, non ci interessa spalleggiare nessuno: a noi preme solo il futuro di Livorno, dei suoi giovani, figli e nipoti. E dopo le elezioni puntiamo ad essere un interlocutore dell'amministrazione, di qualunque colore essa sia».
Dunque, il primo obiettivo dell'associazione è quello di chiamare tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città ad avanzare idee capaci di costruire progetti concreti. »Ci siamo dati quattro linee guida per i progetti di rilancio della città - prosegue Canaccini - La delocalizzazione del depuratore; la sanità e il sociale; la portualità; l'ambiente e il territorio. Nello stesso tempo l'associazione promuoverà incontri e scambi di esperienze e di idee con le altre forme associative cittadine. Vogliamo far emergere i progetti e le idee riposti nei cassetti, magari da diversi anni, ma abbiamo un proposito ancora più ambizioso: fare una scuola per far crescere nuovi quadri dirigenti. Gli ultimi sindaci di Livorno non sono riusciti a far crescere i giovani e si sente la mancanza di un ricambio generazionale nella classe dirigente. Per questo pensiamo di avvicinare tutti i partiti, per capire se esiste una volontà che vada in questa direzione».
La prima iniziativa pubblica sostenuta dall'associazione è la promozione del nuovo progetto - di grande impatto per la città - portato avanti da Asa, Comune di Livorno, Regione Toscana, Autorità idrica e Autorità di Sistema Portuale dell'alto Tirreno Settentrionale: il trasferimento del Rivellino dalla sua posizione attuale, nella Venezia, ad una più periferica. Un progetto che sarà presentato martedì prossimo, 28 novembre, nel salone del Tirreno in viale Alfieri 9 e che prevede appunto il trasferimento di un'attività critica dal punto di vista ambientale, industriale e igienico-sanitario in una zona più adatta, migliorando anche i relativi servizi.
L'area che verrà liberata dagli impianti industriali permetterà di avere a disposizione un'ampia superficie posta in un quadrato centrale, nella Venezia e accanto al porto passeggeri. «Un'occasione per pensare ad un suo uso che sia legato al porto e alle potenzialità turistiche e culturali della Venezia, dei Bottini dell'Olio e di Livorno tutta», commenta Paolo Faccioli, anche lui ex dirigente del Comune a cui è stata affidata la segreteria e l'amministrazione dell'associazione. Per Massimo Lapi, che cura la comunicazione di “Rinascita” invita i livornesi «a superare la rassegnazione e la fuga della partecipazione», facendosi anche parte attiva nel prossimo lavoro dell’associazione».«Ci rivolgiamo a tutti quanti non voglionoi più stare in un angolo», spiega.
Questa associazione, che ha caratteristiche davvero speciali per Livorno e non solo, vuole guardare al futuro inserendosi comunque nel solco della tradizione cittadina. «Gli elementi fondamentali dell'associazione - ci tiene a precisare Massimiliano Talini, altro socio fondatore e vicepresidente della assciazione “per la Rinascita di Livorno - sono l'antifascismo, la solidarietà e l'apertura agli altri. Noi vogliamo lavorare per unire le forze del territorio e rafforzare i rapporti con le altre istituzioni, a partire dalla Regione. Non possiamo farci sfuggire delle opportunità in nome di personalismi o lotte di partito. Se ognuno vuole correre per conto suo, si fa poca strada. Livorno merita di più».
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