Il Tirreno

Livorno

supermercato, parco e rotatorie

Esselunga si farà: ecco l’ok dopo quasi vent'anni

di Juna Goti
Esselunga si farà: ecco l’ok dopo quasi vent'anni

Livorno, M5S: «Data storica». Le opposizioni: «Aurelia, Broadway dei market»

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LIVORNO. Per Esselunga è fatta. Fine della corsa. Fine di un botta e risposta che dentro e fuori i confini della città andava avanti da anni. Ieri sera, nel giorno delle vetrine del Black Friday, il consiglio comunale ha approvato in via definitiva la variante urbanistica necessaria per permettere ad Esselunga di trasformare l’area ex Fiat e aprire il suo primo supermercato in città.

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Hanno detto sì i 5 Stelle, tutti presenti, e la capogruppo di Forza Italia, Elisa Amato: in tutto 18 voti, sindaco compreso. Contrari i rappresentanti delle altre forze di opposizione, ad eccezione di uno dei tre consiglieri di Livorno Libera, Giuseppe Grillotti, che si è astenuto. Hanno quindi detto no: Pd, Futuro, Buongiorno, Livorno libera, Livorno per tutti e Città diversa: 11 voti complessivi per l’assenza di tre consiglieri Pd, che comunque non avrebbero inciso sul risultato finale.

In sala, alla presentazione affidata all’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi, non sono seguiti nuovi interventi della giunta. Ma in un video pubblicato subito dopo su Facebook, il sindaco Filippo Nogarin ha rivendicato «un giorno importante per la città»: «Abbiamo dato il via libera a un progetto di rigenerazione urbana di un'area di 18mila metri quadri e aperto le porte a un privato che porterà 140 nuovi posti di lavoro».

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Esulta a margine anche Roberto Canessa, progettista del gruppo Esselunga, quello del patron Bernardo Caprotti, scomparso un anno fa, autore del libro “Falce e carrello” negli anni dello scontro con le amministrazioni di centrosinistra. «Aspettavamo da 18 anni – dice Canessa – l’area sul viale Petrarca fu acquistata nel 1999». Quando però aveva un’altra destinazione d’uso. «Ringraziamo l’amministrazione comunale», riprende: «Stiamo predisponendo il progetto esecutivo, che presenteremo entro fine anno. Speriamo di poter partire nei primi mesi del 2018 con i lavori». Che dureranno «almeno 18 mesi».

Vuol dire che dopo aver sbloccato l’operazione, questa giunta non riuscirà a tagliare il nastro del supermercato, sempre che non ci siano corse da record.

In consiglio, sul filo dell’approvazione, le opposizioni tornano a ribadire il loro no all’operazione urbanistica. «È stata presentata come la riqualificazione di un’area degradata – rompe il ghiaccio Giovanna Cepparello (Futuro) – senza ricordare che è stata proprio la proprietà, Esselunga, a farla cadere in degrado». «Non si può creare un precedente del genere», dice , «dobbiamo votare al di là di tutte le promesse fatte da Esselunga» extra supermercato (le compensazioni, come lo sponsorizzazioni al Goldoni), e dire «no all’urbanistica contrattata». «Sì ad Esselunga ma non a quella localizzazione», ripete Pietro Caruso (Pd): «Continuo a non vedere l’interesse pubblico, cosa ci guadagna la città?». «La gente vi ha votato perché credeva che avreste aiutato il piccolo commercio», rincara Marco Valiani (Lpt). Di no legato alla «difesa del piccolo commercio» parla anche Sandra Pecoretti (Ll). Mentre il collega Grillotti avrebbe anche votato sì se ci fosse stato un protocollo di intesa «ad esempio per assorbire i commercianti che potrebbero entrare in crisi».

Dai banchi della maggioranza M5S è Valter Sarais a parlare di «data storica da ricordare ai nipoti»: «Qui c’è stato un percorso di condivisione, non mi sembra che sia stato fatto lo stesso per Levante o Porta a terra».

«Ma non è necessario fare un supermercato per riqualificare un’area come quella», controbatte Marco Bruciati (Bl): «Quella che va dal viale Petrarca al cimitero dei Lupi...la chiameremo Broadway dei supermercati. Io non lo ricorderò ai nipoti».


 

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