Gioco
Banditella e i rifiuti «Ritiro della plastica un giorno non basta»
Al Caffè Tirreno i residenti raccontano la “battaglia” con i sacchetti gialli. Il caso della raccolta in via Sommati
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LIVORNO. Porta a porta. Quando un anno fa la raccolta casa per casa sbarcò in Banditella, nel quartiere fioccarono le proteste. Due giorni fa i residenti che hanno partecipato al Caffè Tirreno, prima al Glamour cafè poi al bar tabacchi La Banditella, su un punto si sono trovati d’accordo: la raccolta del multimateriale – ovvero i sacchetti gialli da lasciare sul marciapiede con dentro dalla plastica all’alluminio – così non va. «Aamps passa solo il lunedì, servirebbe almeno un giorno in più a settimana», hanno ripetuto a turno, «e i sacchetti, a differenza dei bidoncini, finiscono per rompersi in mezzo alle strade».
Diversi, per il resto, i punti di vista dei residenti: chi ha detto di trovarsi bene con il nuovo sistema di raccolta e chi lo ha definito «un disastro». Del resto diversa è la situazione per chi vive in una villetta o in un grande condominio. E anche in questo caso sono emerse differenze fra chi fa il porta a porta con i bidoni (singoli o condominiali) e chi ha adottato soluzioni alternative.
Ada Mastrangelo è tra coloro che rispondono di trovarsi «bene con il porta a porta». «Farei un ritiro in più a settimana per la plastica – spiega –, anche se a casa mia sono già più di quattro anni che prendiamo l’acqua alla fontanella dei Tre Ponti e quindi consumiamo meno bottiglie». «Ma il ritiro del multimateriale una volta a settimana è poco».
Anche Sabrina Dessomville è tra le sostenitrici del porta a porta. «Banditella – premette – è una zona comoda: ci sono il centro commerciale, il tennis, tanto verde, anche se andrebbe curato di più». Dessomville non abita in un condominio. «Con il porta a porta – sottolinea – mi trovo bene». Ma anche lei segnala che il multimateriale «andrebbe raccolto una volta in più» e «servirebbe il bidoncino».
Di tutt’altro avviso Roberto Giacomelli, che vive in uno dei condomini di via Gozzer, una traversa di via Provenzal, dove nei mesi passati ci sono state proteste. Per lui «il porta a porta fatto così è un disastro», «se ci fossero i cassoni condominiali della differenziata i condomini smetterebbero di litigare». «Nessuno – ripete – vuole i bidoncini sotto le finestre e nel nostro caso dobbiamo anche andare a mettere il materiale nel tunnel sotto i palazzi: per gli stessi mezzi dell’Aamps sarebbe meglio un’area ad hoc, un’isola, dove stoccare il materiale, come avevamo proposto». Anche questo residente accende poi i riflettori sulla plastica: «Ogni volta che tira vento i sacchetti volano, la spazzatura finisce ovunque, servirebbe un passaggio in più, così è brutto anche a vedersi, non vogliono una città turistica…?».
Punto di vista diverso da Grazia Aufieri, residente nella vicina via Lega: «Da me ci sono 44 famiglie, si stanno comportando bene, fino a oggi non ho avuto disagi. Il problema è semmai quando viene il caldo, per chi ha l’organico sotto le finestre».
Particolare è invece la situazione di via Sommati, dove è stata trovata una soluzione (che in parte accontenta e in parte scontenta, dipende da dove si trova il condominio) a metà tra la vecchia raccolta differenziata con i cassonetti per strada e la filosofia del porta a porta. In via Sommati vive Barbara Baldacci, che giovedì ha ospitato il Caffè Tirreno nello storico bar tabacchi La Banditella, che gestisce con il marito Giuseppe Giambelluca. «Siamo più di dieci numeri civici – racconta da residente –, abbiamo tolto alcuni posti auto e ricavato una specie di isola interna, con i cassonetti per la differenziata». Niente bidoncini classici del porta a porta, insomma. «Gli amministratori hanno concordato questa soluzione con Aamps». Chi parla è tra coloro che abitano più lontano dall’area rifiuti e che quindi dicono di trovarsi meglio. «Il problema che abbiamo ora – conclude – è la raccolta del multimateriale: Aamps dovrebbe passare almeno un’altra volta a settimana, perché così il lunedì si accumula una montagna di rifiuti». (j.g.)
Diversi, per il resto, i punti di vista dei residenti: chi ha detto di trovarsi bene con il nuovo sistema di raccolta e chi lo ha definito «un disastro». Del resto diversa è la situazione per chi vive in una villetta o in un grande condominio. E anche in questo caso sono emerse differenze fra chi fa il porta a porta con i bidoni (singoli o condominiali) e chi ha adottato soluzioni alternative.
Ada Mastrangelo è tra coloro che rispondono di trovarsi «bene con il porta a porta». «Farei un ritiro in più a settimana per la plastica – spiega –, anche se a casa mia sono già più di quattro anni che prendiamo l’acqua alla fontanella dei Tre Ponti e quindi consumiamo meno bottiglie». «Ma il ritiro del multimateriale una volta a settimana è poco».
Anche Sabrina Dessomville è tra le sostenitrici del porta a porta. «Banditella – premette – è una zona comoda: ci sono il centro commerciale, il tennis, tanto verde, anche se andrebbe curato di più». Dessomville non abita in un condominio. «Con il porta a porta – sottolinea – mi trovo bene». Ma anche lei segnala che il multimateriale «andrebbe raccolto una volta in più» e «servirebbe il bidoncino».
Di tutt’altro avviso Roberto Giacomelli, che vive in uno dei condomini di via Gozzer, una traversa di via Provenzal, dove nei mesi passati ci sono state proteste. Per lui «il porta a porta fatto così è un disastro», «se ci fossero i cassoni condominiali della differenziata i condomini smetterebbero di litigare». «Nessuno – ripete – vuole i bidoncini sotto le finestre e nel nostro caso dobbiamo anche andare a mettere il materiale nel tunnel sotto i palazzi: per gli stessi mezzi dell’Aamps sarebbe meglio un’area ad hoc, un’isola, dove stoccare il materiale, come avevamo proposto». Anche questo residente accende poi i riflettori sulla plastica: «Ogni volta che tira vento i sacchetti volano, la spazzatura finisce ovunque, servirebbe un passaggio in più, così è brutto anche a vedersi, non vogliono una città turistica…?».
Punto di vista diverso da Grazia Aufieri, residente nella vicina via Lega: «Da me ci sono 44 famiglie, si stanno comportando bene, fino a oggi non ho avuto disagi. Il problema è semmai quando viene il caldo, per chi ha l’organico sotto le finestre».
Particolare è invece la situazione di via Sommati, dove è stata trovata una soluzione (che in parte accontenta e in parte scontenta, dipende da dove si trova il condominio) a metà tra la vecchia raccolta differenziata con i cassonetti per strada e la filosofia del porta a porta. In via Sommati vive Barbara Baldacci, che giovedì ha ospitato il Caffè Tirreno nello storico bar tabacchi La Banditella, che gestisce con il marito Giuseppe Giambelluca. «Siamo più di dieci numeri civici – racconta da residente –, abbiamo tolto alcuni posti auto e ricavato una specie di isola interna, con i cassonetti per la differenziata». Niente bidoncini classici del porta a porta, insomma. «Gli amministratori hanno concordato questa soluzione con Aamps». Chi parla è tra coloro che abitano più lontano dall’area rifiuti e che quindi dicono di trovarsi meglio. «Il problema che abbiamo ora – conclude – è la raccolta del multimateriale: Aamps dovrebbe passare almeno un’altra volta a settimana, perché così il lunedì si accumula una montagna di rifiuti». (j.g.)
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