Il Tirreno

Livorno

Violenza sulle donne, in Toscana un'assassinata ogni 40 giorni

di Ilaria Bonuccelli
Violenza sulle donne, in Toscana un'assassinata ogni 40 giorni

Minniti in commissione di inchiesta sul femminicidio: «Registrate 400 aggressioni al giorno, quasi tutte di uomini»

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ROMA. Uccise di più. Maltrattate, picchiate, stuprate di più. Nel 2017, fino a settembre, sono 61 le donne ammazzate «in ambito familiare affettivo». Calano gli omicidi, annuncia Marco Minniti, ministro dell’Interno in audizione al Senato davanti alla commissione di inchiesta sul femmicidio. Ma calano «in generale». Le donne, infatti, continuano a essere assassinate. Tanto. La «costante della violenza» la definisce il ministro. Una «costante inaccettabile», precisa. I reati diminuiscono, ma non quelli contro le donne.

LA VIOLENZA SOMMERSA

Minniti parla numeri alla mano. I numeri di “Eva”, il protocollo attivato con le forze dell’ordine: registrazione obbligatoria di tutti gli atti di violenza, compresi quelli per i quali non scattano le denunce formali ma che richiedono un intervento di carabinieri, polizia, guardia di finanza. Sono numeri drammatici: 400 interventi di media al mese; 3607 “schede già compilate”. Di queste 3601 si riferiscono ad aggressioni da parte di uomini (di età media intorno a 42 anni) a danni di 2944 vittime (di età media di 41 anni). L’80% delle violenze sono consumate in abitazioni. Ma solo una su tre circa riguarda stranieri. Un fenomeno italiano. Difficile da prevenire.

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BRACCIALETTI ELETTRONICI

Per questo le senatrici della commissione di inchiesta chiedono al ministro come mai non si attivino i braccialetti elettronici anti-stalker. Il Tirreno li sollecita da mesi: dei 20 dispositivi acquistati nel 2015 fino a oggi ne risulta attivato uno solo, solo per un mese, a gennaio 2017. «Il ministero dell’Interno - assicura Minniti - non solo non ha alcun pregiudizio nei confronti del braccialetto elettronico, ma anzi lo considera uno strumento utile e importante perché ci consente di controllare in maniera più diretta i potenziali esecutori di un ulteriore salto di qualità nella violenza. Infatti, quando si arriva a richiedere l’attivazione di questo dispositivo siamo in presenza di persone che hanno già compiuto azioni violente. Fra l’altro c’è disponibilità piena anche nelle forze di polizia, come è stato riferito in audizione di fronte alla commissione di inchiesta dal capo della polizia e dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri».

DONNE SEMPRE PIÙ VITTIME

Nessuna ostilità, dunque. Eppure i braccialetti anti-stalker non vengono attivati. E le donne continuano a essere picchiate, maltrattate. «C’è un dato - sintetizza Minniti - che mi lascia particolarmente preoccupato. In generale, registriamo una diminuzione dei reati. Tuttavia nella costante diminuzione dei crimini, rimane inalterato o in qualche caso aumenta, il numero dei reati perpetrati contro le donne».

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OMICIDI

Minniti traduce il concetto in cifre. Fra il 2011 e il 2017 (primi nove mesi), in Italia gli omicidi sono passati da 554 a 258 . Gli omicidi in ambito domestico si sono ridotti in modo sensibile: da 204 del 2011 a 86 del 2017. «Eppure le vittime femminili non sono calate. Semmai sono aumentate. Nel 2011 erano il 61% del totale; l’anno scorso il 73% e quest’anno (primi nove mesi) sono già il 71%. Perché su 86 omicidi domestici, 61 vittime sono donne. Il dato non ha bisogno di ulteriori commenti». Dovrebbe, invece, far riflettere che nel 2017, almeno un assassino su cinque ha meno di 30 anni e che solo il 13,5% degli assassini è straniero.

STALKING E MALTRATTAMENTI

Anche per gli atti persecutori, cita il ministro, nei primi nove mesi del 2017, si registra un calo «significativo) (-15,7%)» del reato rispetto allo stesso periodo del 2016 «ma il problema è che il 75% delle vittime sono donne. E questo dato resta invariato dal 2011». Considerando che ancora non c’è stato un aumento così esponenziale delle denunce, è evidente che c’è un aumento del reato.

Ragionamento analogo vale per i maltrattamenti in famiglia e per gli stupri. Per i maltrattamenti nel 2017, si registra un calo del 9,7%, ma l’80% dei casi riguarda le donne; per gli stupri (-12% nell’anno in corso sul 2016), il 90% sono donne «e la percentuale è costante praticamente dal 2011».

AUMENTANO LE BOTTE

Addirittura per le percosse aumenta anche la percentuale delle donne vittime: da meno del 45% arriva al 45,10%, a fronte di un reato che registra una decremento del 9,3%.

«Questi dati - osserva Minniti - ci svelano una realtà semplice: in questo Paese c’è ancora molto da fare per contrastare la violenta contro le donne. E non può farlo un singolo ministero». Soprattutto per fare emergere la violenza sommersa, che affiora certo con il protocollo Eva. Ma c’è bisogno ancora di molto. Di sensibilizzare ancora di più le forze dell’ordine al fenomeno, per quanto - osserva Minniti - la «presenza sempre maggiore di donne abbia contribuito ad affinare la sensibilità anche di chi non ha sviluppato l’attenzione a questo problema». Eppoi la vicinanza al territorio. «Rafforzando la capacità territoriale, rafforzando la vicinanza alle vittime - conclude il ministro - riusciremo anche a migliorare le prevenzione. La vicinanza è uno strumento di prevenzione». Specie in un momento in cui gli ammonimenti dei partner violenti sono aumentati in nove medi quasi del 18%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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