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Asili, elementari e medie insieme

Asili, elementari e medie insieme

Verso gli istituti comprensivi, Roselli (Provincia): lo vuole la Regione, ma Livorno fa resistenza

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LIVORNO. «Sono anni che la Toscana chiede che scuole d'infanzia, primarie e medie vadano ad accorparsi in istituti comprensivi. Questa unione dei tre gradi di istruzione è più funzionale, pratica ed economicamente sostenibile. Basta pensare che di tre dirigenti scolastici ne rimarrebbe solo uno. Abbiamo cercato di premere su tutte le zone della provincia perché si adattassero alla direttiva regionale ma abbiamo riscontrato diverse resistenze. Soprattutto a Livorno, dove il problema è sicuramente quello numerico». Anna Roselli, responsabile reti scolastiche della Provincia di Livorno, non ci gira intorno. È l'argomento più dibattuto del consiglio provinciale quello del dimensionamento scolastico per l'anno 2018/19. Oggi tutti i consigli provinciali devono presentare in Regione le delibere approvate e perciò ieri, di fronte ai consiglieri della Provincia, Anna Roselli ha presentato il piano che verrà messo in atto dal prossimo settembre. «La Toscana – ha detto in consiglio – ha dato linee guida molto stringenti che danno vita a obblighi teoricamente inderogabili per tutti i territori. L'argomento è molto ampio perché riguarda le scuole d'infanzia, le primarie e le medie, perciò abbiamo cercato di lavorare per tempo. Il ridimensionamento scolastico riguarda l'organizzazione dei territori dell'istruzione. Esiste una filosofia educativo-didattica che coinvolge tutta l'Italia e che sta portando i ragazzi ad affrontare questo ciclo di studi in maniera verticale. In quel modo anche i docenti sarebbero più avvantaggiati. Per questo motivo, abbiamo fatto pressione su tutti i comuni perché iniziassero il percorso di comprensivizzazione. Chiaramente la strada da fare è molto lunga, ma bisogna iniziare almeno con un passo. Altrimenti tutti gli enti responsabili, ci avrebbero dovuto dire motivare la propria immobilità». E se in molte zone della provincia questo processo è quantomeno iniziato, a Livorno siamo ancora in alto mare, con le scuole d'infanzia, elementari e medie che sono quasi tutte separate una dall'altra. «A Livorno ci sono molte più scuole rispetto a tutto il resto della provincia e perciò esistono situazioni che rendono questa unione più complicata. Ma è soprattutto un discorso numerico. È normale che sia così». Per questo motivo alcuni territori provinciali, tra i quali la nostra città, hanno chiesto alla Regione ancora un po' di tempo per coordinare questa complessa operazione. «Da parte delle associazioni sindacali livornesi ci sono state delle forti resistenze per andare nella direzione indicata dalla Toscana. Le varie zone hanno spiegato perché non sono stati fatti passi in avanti verso la comprensivizzazione, giustificandosi in vari modi sul perché asili, elementari e medie sono rimasti staccati. In Regione comunicheremo che molti territori hanno chiesto più tempo, rispetto all'anno scolastico 2018/19».

Nicolò Cecioni

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