Gioco
la storia del boudoir e non solo
Quel salotto culturale che è diventato un lavoro
LIVORNO. Blender è una parola inglese che in italiano significa frullatore, ma che da giugno in livornese vuol dire «soluzioni creative per allestimenti, moda e costumi, matrimoni, grafica e design,...
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LIVORNO. Blender è una parola inglese che in italiano significa frullatore, ma che da giugno in livornese vuol dire «soluzioni creative per allestimenti, moda e costumi, matrimoni, grafica e design, decorazioni, e collaborazioni con progetti artistici».
Nel “Boudoir e non solo…” di piazza dei Mille, salotto culturale dall'anima teatrale in cui si tengono incontri, laboratori e sportelli psicologici, dal semplice pop-up ha preso vita un circolo Arci capitanato da Desirée Costanzo insieme ad Elisa Galli e Silvia Armelleschi.
«Il prossimo traguardo è realizzare aperitivi e cene a tema etnico, approfittando della ricchezza culturale del luogo» spiega Costanzo, che insieme alle amiche tutte livornesi sta facendo crescere il loro centro di cultura e benessere che ha attratto già una ventina di soci. «Il proprietario del fondo è ben contento di averci qui e ci sta dando ogni aiuto per aiutarci con le autorizzazioni, e noi col tempo siamo diventati un po’ il quartier generale di Vivi Garibaldi che è nato proprio a seguito del pop-up». Nel tempo tuttavia non sono mancate le incomprensioni con i residenti, soprattutto stranieri: «Spesso è difficile comunicare con chi non è padrone della lingua – prosegue – specialmente quando ci chiedono che genere di “incontri” organizziamo nel Boudoir». Tutta in quel quartiere loro vogliono restare. «Crediamo di aver avuto un impatto positivo nella zona, se non altro attirando un diverso tipo di persone rispetto a quelle che frequentavano il locale al quale ci siamo sostituiti – racconta ancora – ma qui c’è molto bisogno di un apporto culturale e sociale, e soprattutto di attrarre gente durante il periodo estivo». E chiude: «In questo posto abbiamo investito molto in termini di fatica e di denaro, scoprendo in noi una vocazione sia social che sociale – conclude Costanzo – nel segno dell'autopromozione e del sostegno reciproco. La formula del circolo Arci è un buon inizio: ci rendiamo conto che per restare è necessario un impegno ulteriore».
Matteo Scardigli
Nel “Boudoir e non solo…” di piazza dei Mille, salotto culturale dall'anima teatrale in cui si tengono incontri, laboratori e sportelli psicologici, dal semplice pop-up ha preso vita un circolo Arci capitanato da Desirée Costanzo insieme ad Elisa Galli e Silvia Armelleschi.
«Il prossimo traguardo è realizzare aperitivi e cene a tema etnico, approfittando della ricchezza culturale del luogo» spiega Costanzo, che insieme alle amiche tutte livornesi sta facendo crescere il loro centro di cultura e benessere che ha attratto già una ventina di soci. «Il proprietario del fondo è ben contento di averci qui e ci sta dando ogni aiuto per aiutarci con le autorizzazioni, e noi col tempo siamo diventati un po’ il quartier generale di Vivi Garibaldi che è nato proprio a seguito del pop-up». Nel tempo tuttavia non sono mancate le incomprensioni con i residenti, soprattutto stranieri: «Spesso è difficile comunicare con chi non è padrone della lingua – prosegue – specialmente quando ci chiedono che genere di “incontri” organizziamo nel Boudoir». Tutta in quel quartiere loro vogliono restare. «Crediamo di aver avuto un impatto positivo nella zona, se non altro attirando un diverso tipo di persone rispetto a quelle che frequentavano il locale al quale ci siamo sostituiti – racconta ancora – ma qui c’è molto bisogno di un apporto culturale e sociale, e soprattutto di attrarre gente durante il periodo estivo». E chiude: «In questo posto abbiamo investito molto in termini di fatica e di denaro, scoprendo in noi una vocazione sia social che sociale – conclude Costanzo – nel segno dell'autopromozione e del sostegno reciproco. La formula del circolo Arci è un buon inizio: ci rendiamo conto che per restare è necessario un impegno ulteriore».
Matteo Scardigli
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