Il Tirreno

Livorno

«In 5mila senza più sostegni entro la fine dell’anno»

di Enrico Paradisi
«In 5mila senza più sostegni entro la fine dell’anno»

I sindacati alzano la voce davanti ai capannoni simbolo ormai vuoti dell’ex Trw «Si dia nuova vita alle tante aree dismesse per far ripartire il lavoro»

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LIVORNO. Il capannone della ex Trw sembra già un brutto pezzo di archeologia industriale, vetrate cannibalizzate, sporcizia e erbacce ovunque. Ed è proprio qui, Dove appena tre anni fa lavoravano più di 1500 operai, nel luogo simbolo della crisi della città, che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso ieri di fare il punto di una situazione. Che da un punto di vista sociale rischia di essere dirompente: entro la fine dell'anno 5000 lavoratori tra Livorno e provincia non avranno più sostegno al reddito, mentre altri 9500 lo perderanno nei primi tre mesi del 2018.

Il primo dei tre punti messi a fuoco dai sindacati, spiega Fabrizio Zannotti, segretario della Cgil livornese, è il problema della proroga della mobilità in deroga per il 2017-18, che a Livorno riguarda dalle 1000 alle 1500 persone e che pone una serie di vincoli che di fatto rendono il provvedimento inefficace. «Su questo tema abbiamo proposto alcuni emendamenti da inserire in Finanziaria alla Commissione Lavoro della Camera – dice Zannotti – e uno dei più importanti è quello di prevedere la possibilità di interruzione, come è sempre stato, altrimenti si incentiva lavoro nero o la non ricerca di un impiego». Se è sufficiente un’ora di lavoro per far saltare l’indennità, in un mondo del lavoro sempre più precario, è evidente che la politica deve intervenire per correggere assolutamente questa problematica, sostiene il segretario Cgil.

Poi c’è la questione Naspi: anche qui ci sono lavoratori che non riscuotono da mesi perché scaduta, e in questo caso la richiesta dei sindacati per le aree di crisi complessa come Livorno è che si attui la Naspi in deroga, dando così la possibilità per chi è scoperto di allungare l’indennità di disoccupazione.

Anche il contributo di sei mesi da 500 euro della Regione, per tutti coloro che hanno perso il sostegno al reddito, non è ritenuta sufficiente perché questa indennità non prevede la copertura previdenziale e dei contributi figurativi. Un paio di settimane fa, queste richieste di emendamenti sono state illustrate al presidente della commissione Damiano, ma al momento ai sindacati non è arrivata ancora nessuna risposta.

La terza richiesta riguarda poi le aree dismesse. Non a caso l’iniziativa si è messa in piedi proprio davanti al capannone della ex fabbrica di componentistica auto. «Ci sono tante aree dismesse – conclude Zannotti – sulle quali è calato un silenzio assordante da tutti i livelli della politica. Sia da un punto di vista delle bonifiche che sulla loro messa a disposizione per eventuali nuovi investitori. Si erano presi degli impegni, ma non mi sembra al momento che siano stati rispettati. Sono una decina di aree, basterebbe impiegare 10 lavoratori per ognuna per dare impiego a 100 persone».

Uliano Bardini (Cisl) punta il dito sulla formazione: «Andrebbero progettati corsi di formazione per questi ragazzi, per farli trovare pronti, ma non è stato fatto niente. Lo stesso per le bonifiche, che non sono partite». Gli fa eco Franco Rossi della Uilm, che parla della ex Trw come monumento della decadenza industriale di Livorno sul quale devono essere riaccesi i fari, mentre Angelo Colombo (Uil) ricorda che domani è previsto un nuovo incontro in Comune con l'assessora Francesca Martini sulla nota proposta degli stati generali del lavoro.

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