Il Tirreno

Livorno

Si è spento a 84 anni l’ex campione di basket Stelio Posar

Mauro Zucchelli
Si è spento a 84 anni l’ex campione di basket Stelio Posar

Livorno, ha fatto la storia del pallacanestro prima ancora che Livorno diventasse Basket City: ha vestito anche la maglia azzurra

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LIVORNO. Si è spento all’età di 84 anni un uomo, un campione che ha fatto la storia del pallacanestro prima ancora che Livorno diventasse Basket City: dobbiamo ringraziare Stelio Posar che all’inizio degli anni Cinquanta dalla sua Trieste era arrivato a predicare il “vangelo” della palla a spicchi nella nostra città, quand’era un ragazzo di vent’anni e qui da noi il fenomeno pallacanestro era legato ancora al dottor Macchia.

Del resto, nella famiglia Posar lo sport era di casa: la moglie era la figlia di Olimpio Bizzi, il “morino”, un asso del ciclismo che aveva avuto il coraggio di sfidare anche big come Bartali. Nella giornata di domenica 19 novembre  era è stato colpito da infarto: una ambulanza della Misericordia con medico a bordo ha cercato inutilmente di convincere il suo cuore generoso a non fermarsi: non ce l’ha fatta e ora tutto il mondo dello sport piange l’ex campione, tanto sul parquet che nella vita.

L’hanno soccorso nella sua abitazione in via Rosmini, non così lontano dagli impianti sportivi in cui si è ritrovato negli anni protagonista anche come allenatore: gli annalisi raccontano che è stato lui a guidare le ragazzi dell’Acli negli anni ’80 ma è soprattutto lui a insegnare i fondamentali a Alessandro Fantozzi.

Posar era arrivato a Livorno (al “Cama”) dalla Ginnastica Triestina per 250mila lire e 40 palloni: la sua maglia è stata ritirata simbolicamente lo scorso anno in una cerimonia organizzata dalla Labronica nella palestra che gli verrà poi dedicata. Nella nostra città – dove poi ha gestito per lunghi anni una ricevitoria – ha vestito sia la maglia della Pallacanestro Livorno che quella della Libertas.

Parla il suo nome e parlano le cifre: 44 presenze in nazionale azzurra, due nella B, una nella giovanile. In maglia azzurra ha disputato tre campionati europei e una edizione dei Giochi del Mediterraneo. Non basta: per un anno è stato il miglior realizzatore della massima serie e un’altra volta si è aggiudicato il titolo di miglior “cecchino” dalla lunetta. Senza contare i tre titoli tricolori conquistati nelle giovanili, come aveva raccontato sulle colonne del Tirreno in una lunga intervista a cuore aperto al nostro Vinicio Saltini.
 

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