Gioco
«Le suore ricollochino gli otto disoccupati dell’hotel La Vedetta»
LIVORNO. «La decisione di chiudere l’albergo La Vedetta ci lascia a bocca aperta. Abbiamo informato il sindaco e gli assessori interessati e incontreremo il vescovo». Così Sabina Bardi, segretaria...
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LIVORNO. «La decisione di chiudere l’albergo La Vedetta ci lascia a bocca aperta. Abbiamo informato il sindaco e gli assessori interessati e incontreremo il vescovo». Così Sabina Bardi, segretaria della Uiltucs, commenta la notizia della chiusura dell’albergo di Montenero che comporterà il licenziamento di otto persone.
«Non possiamo subire in silenzio - dice la sindacalista - così abbiamo chiesto anche un incontro all’istituto delle suore affinché il personale venga preso in seria considerazione per la ricollocazione lavorativa nel loro nuovo progetto. Chiediamo alle istituzioni di prendere parte alla trattativa perché in città non ci possiamo permettere di perdere un solo posto di lavoro».
Tre stelle, 31 camere, vista mozzafiato, ristorante con terrazza panoramica, servizio apprezzato al punto da guadagnarsi l’85% di giudizi tra ottimo e molto buono su internet, La Vedetta spegnerà le luci tra meno di 50 giorni: l’ordine religioso delle Figlie povere di San Giuseppe Calasanzio, che è proprietario della struttura, ha deciso infatti di disdire il contratto di affitto con la società che gestisce l’hotel, la cooperativa fiorentina San Paolo della Croce, come ha raccontato ieri il Tirreno.
Perché le suore abbiano deciso di chiudere l’albergo non è noto. Neanche il vescovo Simone Giusti, che si è attivato con forza in questa vicenda, è riuscito a convincere le figlie di San Giuseppe a ripensarci. Si sussurra che al posto dell’albergo potrebbe nascere una casa di riposo per anziani, business molto più remunerativo rispetto agli introiti portati dall’albergo, che tuttavia in questi 18 anni ha garantito alle suore un canone annuo di 105mila euro.
Fabio Spadoni, il presidente della cooperativa, ha scritto anche a Papa Francesco. «Immagino che non abbia ricevuto la nostra lettera», sospira. A Spadoni non ha mai risposto neanche la madre generale delle Figlie Povere di San Giuseppe, suor Lucia D’Ospina. (giulio corsi)
«Non possiamo subire in silenzio - dice la sindacalista - così abbiamo chiesto anche un incontro all’istituto delle suore affinché il personale venga preso in seria considerazione per la ricollocazione lavorativa nel loro nuovo progetto. Chiediamo alle istituzioni di prendere parte alla trattativa perché in città non ci possiamo permettere di perdere un solo posto di lavoro».
Tre stelle, 31 camere, vista mozzafiato, ristorante con terrazza panoramica, servizio apprezzato al punto da guadagnarsi l’85% di giudizi tra ottimo e molto buono su internet, La Vedetta spegnerà le luci tra meno di 50 giorni: l’ordine religioso delle Figlie povere di San Giuseppe Calasanzio, che è proprietario della struttura, ha deciso infatti di disdire il contratto di affitto con la società che gestisce l’hotel, la cooperativa fiorentina San Paolo della Croce, come ha raccontato ieri il Tirreno.
Perché le suore abbiano deciso di chiudere l’albergo non è noto. Neanche il vescovo Simone Giusti, che si è attivato con forza in questa vicenda, è riuscito a convincere le figlie di San Giuseppe a ripensarci. Si sussurra che al posto dell’albergo potrebbe nascere una casa di riposo per anziani, business molto più remunerativo rispetto agli introiti portati dall’albergo, che tuttavia in questi 18 anni ha garantito alle suore un canone annuo di 105mila euro.
Fabio Spadoni, il presidente della cooperativa, ha scritto anche a Papa Francesco. «Immagino che non abbia ricevuto la nostra lettera», sospira. A Spadoni non ha mai risposto neanche la madre generale delle Figlie Povere di San Giuseppe, suor Lucia D’Ospina. (giulio corsi)
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