Gioco
Il corteo in centro «Basta cemento aiuti agli alluvionati»
Alla manifestazione organizzata dai comitati post nubifragio striscioni per chiedere la messa in sicurezza dei territori
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LIVORNO. «Contro cemento e speculazioni, più sicurezza dei territori”. È uno dei cori che ha intonato il corteo che ieri pomeriggio ha attraversato le vie del centro, a poco più di due mesi dall’alluvione che il 10 settembre ha devastato la città. Il corteo, partito da piazza del Municipio e diretto verso gli uffici del commissario per l’emergenza, Enrico Rossi, nella sede regionale di via Nardini, è stato organizzato dal Coordinamento dei comitati auto-organizzati post alluvione e dalle Brigate di solidarietà attiva.
In testa lo striscione con la frase: “Una sola grande opera, messa in sicurezza dei territori”. Tra megafoni, striscioni e fumogeni, anche un camioncino con la scritta “allerta rossi” , mentre sulla scalinata del Comune è stato sistemato uno striscione con la scritta “stop cementificazione”.
«Chiediamo alle istituzioni – hanno ripetuto gli organizzatori alla viglia del corteo – chiarezza su cosa non ha funzionato quella maledetta notte e su cosa poteva essere evitato. Pretendiamo trasparenza, garanzie e partecipazione diretta dei cittadini nella destinazione dei fondi pubblici e nella gestione degli interventi di riduzione del rischio». E ancora, «per la totale messa in sicurezza del territorio», lo «stop immediato a nuove cementificazioni e concessioni edilizie».
Guardando alla gestione del post emergenza dopo il nubifragio del 10 settembre e la conta dei danni per famiglie, aziende e patrimonio pubblico, «chiediamo il cento per cento del risarcimento dei danni e dei contributi sociali» e «tempi certi e rapidi sulla loro erogazione», insieme alla «riorganizzazione del sistema di segnalazione delle allerte meteo e di intervento della protezione civile locale».
«Terremoti, incendi, alluvioni – è stato ripetuto – sono eventi naturali. Ma non è naturale contare le vittime di queste tragedie e i costi sociali che producono per l’assenza di una politica di prevenzione e messa in sicurezza del territorio nazionale».
In testa lo striscione con la frase: “Una sola grande opera, messa in sicurezza dei territori”. Tra megafoni, striscioni e fumogeni, anche un camioncino con la scritta “allerta rossi” , mentre sulla scalinata del Comune è stato sistemato uno striscione con la scritta “stop cementificazione”.
«Chiediamo alle istituzioni – hanno ripetuto gli organizzatori alla viglia del corteo – chiarezza su cosa non ha funzionato quella maledetta notte e su cosa poteva essere evitato. Pretendiamo trasparenza, garanzie e partecipazione diretta dei cittadini nella destinazione dei fondi pubblici e nella gestione degli interventi di riduzione del rischio». E ancora, «per la totale messa in sicurezza del territorio», lo «stop immediato a nuove cementificazioni e concessioni edilizie».
Guardando alla gestione del post emergenza dopo il nubifragio del 10 settembre e la conta dei danni per famiglie, aziende e patrimonio pubblico, «chiediamo il cento per cento del risarcimento dei danni e dei contributi sociali» e «tempi certi e rapidi sulla loro erogazione», insieme alla «riorganizzazione del sistema di segnalazione delle allerte meteo e di intervento della protezione civile locale».
«Terremoti, incendi, alluvioni – è stato ripetuto – sono eventi naturali. Ma non è naturale contare le vittime di queste tragedie e i costi sociali che producono per l’assenza di una politica di prevenzione e messa in sicurezza del territorio nazionale».
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