La protesta
case popolari ed emergenza abitativa
Allarme da via Giordano Bruno Asia Usb: «Blocco da buttare giù»
LIVORNO. Alle finestre i panni stesi, sotto le lenzuola bianche lo striscione “State aspettando una tragedia”. È questa la fotografia del degrado che stanno vivendo gli inquilini del blocco di via...
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LIVORNO. Alle finestre i panni stesi, sotto le lenzuola bianche lo striscione “State aspettando una tragedia”. È questa la fotografia del degrado che stanno vivendo gli inquilini del blocco di via Giordano Bruno 2, 4 e 6. Continue le segnalazioni, sia degli abitanti che dei vigili del fuoco, riguardo i disagi e la mancanza di manutenzione per la messa in sicurezza degli immobili. Continue le segnalazioni che però cadono nel vuoto, senza trovare risposte. Ripetutamente interviene il sindacato Asia Usb e stavolta lo fa con in mano la diffida verso il Comune di Livorno e Casalp, in seguito alla perizia tecnica effettuata ai fabbricati della zona.
«Le problematiche sono moltissime - dice Fabio Conti di Asia Usb - queste case avrebbero bisogno di un piano di recupero globale. Sono case in cui vengono continuamente reinseriti nuovi assegnatari non appena si liberano, quando invece servirebbe che venissero svuotate per dare così modo di lavorarci. Andrebbe buttato giù tutto il complesso e rifatto, oppure andrebbero avviati lavori di rifacimento considerevoli. In questo momento la Regione ha detto di non avere i mezzi a disposizione per finanziare questo recupero, di conseguenza è necessario che sia fatta una messa in sicurezza degli alloggi». «Il Comune - aggiunge Conti - ha detto che Casalp avrebbe cominciato una verifica tecnica di tutti gli immobili per fare una sorta di graduatoria ed evidenziare le priorità. Ma mentre aspettano un piano di recupero, cosa impedisce di procedere con la messa in sicurezza?».
Gli assegnatari scendono nel cortile per far sentire la loro voce. Tra questi c’è Daniela Turini: «Le scale – dice – stanno venendo giù, il tetto è pericolante e sebbene sia stata dichiarata area inagibile dai vigili del fuoco, ancora non è stato fatto nulla. La mia finestra del bagno è ko e loro non fanno i lavori». Fanno eco le parole di Dunia Frilli: «Cornicioni in tilt, davanzali distrutti, scale e finestre sfatte, umidità e topi: viviamo nel degrado, siamo stufi».
Carlotta Nigiotti
«Le problematiche sono moltissime - dice Fabio Conti di Asia Usb - queste case avrebbero bisogno di un piano di recupero globale. Sono case in cui vengono continuamente reinseriti nuovi assegnatari non appena si liberano, quando invece servirebbe che venissero svuotate per dare così modo di lavorarci. Andrebbe buttato giù tutto il complesso e rifatto, oppure andrebbero avviati lavori di rifacimento considerevoli. In questo momento la Regione ha detto di non avere i mezzi a disposizione per finanziare questo recupero, di conseguenza è necessario che sia fatta una messa in sicurezza degli alloggi». «Il Comune - aggiunge Conti - ha detto che Casalp avrebbe cominciato una verifica tecnica di tutti gli immobili per fare una sorta di graduatoria ed evidenziare le priorità. Ma mentre aspettano un piano di recupero, cosa impedisce di procedere con la messa in sicurezza?».
Gli assegnatari scendono nel cortile per far sentire la loro voce. Tra questi c’è Daniela Turini: «Le scale – dice – stanno venendo giù, il tetto è pericolante e sebbene sia stata dichiarata area inagibile dai vigili del fuoco, ancora non è stato fatto nulla. La mia finestra del bagno è ko e loro non fanno i lavori». Fanno eco le parole di Dunia Frilli: «Cornicioni in tilt, davanzali distrutti, scale e finestre sfatte, umidità e topi: viviamo nel degrado, siamo stufi».
Carlotta Nigiotti
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