Il Tirreno

Livorno

Muore a 43 anni infermiere di neurologia: lascia due figli

Gianni Tacchi
Muore a 43 anni infermiere di neurologia: lascia due figli

Livorno, Paolo Masotti lavorava a Cisanello: stroncato da una malattia in tre mesi, sabato 18 i funerali

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LIVORNO. Tre mesi. Tre mesi passati a lottare, a sperare in un miracolo, a chiedersi il perché. Tre mesi di lacrime e di progetti di vita spezzati, mentre la malattia continuava a indebolire il suo organismo e diventava sempre più inesorabile. E alla fine si è portata via il sorriso di Paolo Masotti, 43 anni, livornese, infermiere nel reparto di neurologia dell’ospedale di Cisanello. Un dramma che stritola l’anima e lascia senza parole, a maggior ragione considerando i tre mesi passati dalla scoperta della malattia al momento in cui il suo cuore ha smesso di battere. Il 43enne si è arreso nella tarda mattinata di giovedì 16 novembre, tra le 12 e le 13, in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute, ormai precarie da diversi giorni. Lascia la moglie Juna e due figli, David di 20 e Rachele di 16 anni: la sua è una famiglia molto conosciuta in città, oggi a pezzi per una tragedia che ha distrutto la loro serenità.

Paolo Masotti, prima di vincere un concorso e di trovare un posto a Cisanello, aveva iniziato il suo percorso nel reparto di chirurgia del nostro ospedale, lavorando con grande professionalità e guadagnando la stima dei colleghi. Anche sua madre Ines Mori, alla quale stanno arrivando decine di messaggi di condoglianze, è un’infermeria: ha lavorato per oltre trent’anni al pronto soccorso di Livorno, venendo poi trasferita all’ambulatorio chirurgico del sesto padiglione e ultimamente tra gli uffici dell’amministrazione. «Per noi era ed è come una sorella - il ricordo degli ex colleghi di Ines al pronto soccorso - abbiamo lavorato insieme per tantissimi anni e adesso ci stringiamo intorno a lei per questa tragedia. Il dolore è veramente immenso, non ci sono parole per descrivere quello che sta passando in questo momento».

Il funerale di Masotti verrà celebrato sabato 18, alle 11 alla camera mortuaria del nostro ospedale, sul viale Alfieri: la salma sarà poi portata al cimitero dei Lupi per la cremazione. «Non è un addio, è un arrivederci - ha scritto il figlio David sul suo diario di Facebook, allegando un collage di foto insieme - ciao babbo, ti amo e ti amerò per sempre». Un messaggio toccante, da brividi, in mezzo a centinaia di persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Paolo e un abbraccio alla sua famiglia. «La vita è ingiusta, riposa in pace ovunque tu sia», ha commentato Erica sempre su Facebook. «Mi dispiace tanto - le parole di Veronica - era una bravissima persona e un bravissimo infermiere». Messaggi arrivati anche da amici di famiglia, colleghi e conoscenti, che sabato si ritroveranno alla camera mortuaria per l’addio a Paolo, l’infermiere innamorato della vita e dei suoi due figli.

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