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Cantine a prova di turismo Aurigi: ora sarà più facile

Cantine a prova di turismo Aurigi: ora sarà più facile

L’assessore dopo il Caffè Tirreno: per i fossi c’è un progetto pilota che aspetta i soldi «Intanto modificato il regolamento edilizio per trasformare gli spazi a pelo d’acqua»

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LIVORNO. «La città sta cominciando a ragionare in termini di sviluppo del turismo e questo per noi è un ottimo risultato. Il sistema dei fossi medicei e delle cantine rappresenta una risorsa unica che Livorno deve imparare a valorizzare». Raccoglie le sollecitazioni arrivate dal Caffè Tirreno l’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Aurigi. Giovedì, dagli scali del Pontino, i residenti e i commercianti intervenuti hanno chiesto attraverso il Tirreno di mettere in piedi iniziative concrete per valorizzare l’affaccio naturale sulla Fortezza Nuova. Partendo anche da piccole idee, come una fermata del battello sul Pontino, l’illuminazione della mura medicee dal basso o la chiusura degli scali delle Cantine una volta al mese per fare musica e mercati. Oggi Aurigi risponde mettendo sul piatto un progetto pilota che però aspetta i soldi e una modifica al regolamento edilizio per agevolare l’uso in chiave turistica delle cantine lungo i fossi.

«Un anno fa – interviene – insieme all’Autorità portuale abbiamo presentato alla Regione una richiesta di cofinanziamento per 6 milioni di euro, 3 dei quali messi sul piatto dall’Authority, per realizzare un progetto pilota che andava in questa direzione. L’idea, sempre valida, è di restaurare le spallette dei fossi, gli scalandroni e ripristinare le pavimentazioni originarie e i camminamenti nel tratto che corre lungo gli scali del monte Pio, realizzando anche un sistema di passerelle galleggianti per creare un percorso unico che colleghi tutte le cantine che si affacciano qui». Un progetto che, partendo dalla Venezia, «ci piacerebbe poi estendere a tutto il sistema dei canali». «La Regione, – dice – che ha lasciato per ora cadere questo progetto nel vuoto, ha però più volte manifestato l’intenzione di risollevare l’economia della costa. Siamo pronti a dare una mano cominciando da Livorno, che è la porta della Toscana sul mare. Rivoluzionare e rendere ancora più magico il sistema dei fossi, significa creare una calamita unica per il milione di turisti che ogni anno sbarca in porto dalle navi da crociera». Una «chiave di volta per rilanciare Livorno».

Ok, ma intanto cosa è stato fatto? «Recentemente – fa sapere – abbiamo modificato il regolamento edilizio e aperto per la prima volta alla possibilità per i proprietari delle cantine di presentare progetti di recupero e valorizzazione dei loro fondi». Tradotto: «Fino a pochi mesi fa non era possibile trasformare in alcun modo le cantine sui fossi medicei. Ora invece i proprietari che hanno l’accesso esclusivo dall’acqua potranno presentare progetti per trasformarle in locali, showroom, gallerie d’arte o piccoli esercizi commerciali. Previo il parere dell’Asl». «Un passo importante – conclude – con cui vogliamo rendere più semplice la trasformazione delle cantine e dunque la valorizzazione delle vie d’acqua».

Juna Goti

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