Il Tirreno

Livorno

residenti e commercianti 

«Portate i turisti nella nostra terrazza sulla Fortezza»

LIVORNO. Là dove un tempo lavoravano le acciughe, il baccalà, le salacche. Sono cantine dai colori pastello lungo una passeggiata a pelo d’acqua che stupisce chi la vede per la prima volta. Sopra,...

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LIVORNO. Là dove un tempo lavoravano le acciughe, il baccalà, le salacche. Sono cantine dai colori pastello lungo una passeggiata a pelo d’acqua che stupisce chi la vede per la prima volta. Sopra, una terrazza naturale che guarda alla Fortezza Nuova, a due passi dalla Venezia. È un quadro giallo-rosso quello del Pontino. Da qui, da scali, piazze e viuzze, passa la storia della città. È qui la “vecchia Livorno”. Una storia che residenti e commercianti vogliono valorizzare. Lo dicono alle giornaliste di Caffè Tirreno, a mo’ di amplificatore. «È da qui che passa il rilancio del nostro quartiere: i turisti arrivano casualmente e si innamorano delle cantine, della vista. Chiedono a noi informazioni perché non ci sono cartelli, né in italiano né nelle altre lingue: questo è un aspetto su sui si dovrebbe intervenire subito», sottolinea Carla Dell’Agnello dal bar Urban Greenery sugli scali del Pontino, base della nostra tappa nel quartiere.

Dell’Agnello, così come il ristoratore Giovanni Martelli, propone di «prevedere una fermata del battello che fa il giro dei fossi: si vede passare con tanti turisti...il Pontino è un affaccio sulla fortezza che non vien e valorizzato». E indica un gruppo di turisti di Alicante scesi da una nave da crociera che proprio in quel momento stanno vagando sul ponte del Pontino (transennato da due mesi dopo un incidente), con gli occhi rivolti verso le mura medicee. Dal bar anche la titolare Laura Paolini racconta di voler contattare le Guide labroniche.

Intanto è notizia di oggi che nel rione sta nascendo “Love Pontino”. Cittadini attivi. Residenti propositivi e voglia di lavorare per il rilancio delle vie d’acqua e non solo. «Serve un progetto turistico che coinvolga le cantine e i turisti che fanno il giro in battello: per esempio, servirebbe che venisse organizzato anche qui uno scalo delle imbarcazioni perché questa parte della città è molto tipica e fatta di situazioni da valorizzare»: ci crede Mariella Valenti, che sarà una delle anime del comitato Love Pontino.

Sono le cantine lungo gli scali omonimi, quei tanti portoni a pelo d’acqua in diversi casi chiusi e malridotti, il perno dell’operazione-promozione. Un’operazione di messa a sistema di questo affaccio naturale sulla Fortezza di cui si sente parlare da anni – lo hanno fatto dal Comune all’Autorità portuale – e che nessuno è mai riuscito a concretizzare. «È un patrimonio – riprende Valenti – che gestito in questo modo non porta a niente: basterebbe partire anche solo da qualche cartello turistico che ne racconti la storia, gli aneddoti. Ovviamente scritti in tante lingue, magari coinvolgendo proprio la popolazione multietnica che abita nel quartiere».

Altra idea che presto sarà portata all’attenzione dell’amministrazione comunale è quella di chiudere, una volta al mese, la strada degli scali delle Cantine per organizzare mercati e musica. Tra i progetti già formalizzati c’è la “Piazza del mondo”, in quella zona privata in parte degradata che si trova lungo gli scali della Dogana D’Acqua, fino all’incrocio con gli scali del Pontino. «Uno spazio chiuso, pieno di sterpaglie: oggi è un non luogo, un angolo di degrado che vorremmo trasformare in un palco all’aria aperta dove fare attività culturali varie, dalla musica agli spettacoli, chiamando artisti livornesi e che vengono da fuori».

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